:: venerdì, 13 aprile 2007 ::
C’era una volta un bimbo che aveva paura del buio e non riusciva a dormire.Ombre Cinesi
I genitori gli lasciavano accesa la luce del comò, ma ogni volta che la mamma accostava la porta della cameretta, il buio dell’armadio sembrava la porta di un mondo oscuro e l’attaccapanni era un mostro a otto braccia.
Una sera, inquieto, afferrò lo zaino di scuola da cui tolse un libro. Era grande e imponente, con la copertina in rilievo. Era un manuale di ombre cinesi.
Ci aveva riflettuto. Aveva paura delle ombre. Ma avrebbe avuto paura anche delle ombre che produceva con le sue stesse dita? Per questo prese in prestito quel volume.
Figura uno: il cane. Unì le mani; la loro sagoma scura riflessa sul muro non lo spaventò.
Dormì tranquillo, con la pace dipinta sul volto.
La sera dopo, e quelle seguenti, continuò a esercitarsi. Il cervo, la farfalla, il coniglio. Un’immagine per ogni pensiero, per ogni paura da cacciare.
Notte dopo notte, giunse all’ultima pagina del tomo. Si ripromise di imparare anche quell’ombra cinese. E si disse che non avrebbe più avuto paura del buio.
Era, quella, una figura difficile. Doveva utilizzare anche le braccia. Dopo alcuni tentativi fallimentari vide ricrearsi sul muro un cigno identico al disegno pitturato sulla pagina.
Sorrise, si sentì felice: aveva finalmente sconfitto il suo terrore per le ombre.
Si addormentò abbracciando il libro.
La mattina seguente sua madre non lo trovò sotto le coperte. Non era neppure in bagno o in cucina. Era rimasto solo il libro, con le pagine stranamente bianche.
Lui era scomparso. Era diventato un’ombra. Convertito nella materia di cui è fatta la notte. Mangiato dalle figure a cui dava vita per pochi istanti.
Quando di notte avete paura, sfiorate un’ombra. Se sentite dei capelli fini o della pelle liscia, non spaventatevi. E’ lui che gioca.
--- || 12:49 || Soffocatemi di commenti (3) || ---
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La sola regola eroica: essere soli soli soli. Quando passerai una giornata senza presupporre nè implicare in nessun tuo gesto o pensiero la presenza di altri, potrai chiamarti eroico. O altrimenti essere Cristo - cioè annientarsi. Ma l'hai detto ieri - nessuno rinuncia a ciò che conosce - e tu conosci troppe cose.
Chi si sbaglia è chi non capisce ancora il suo destino. Cioè non capisce qual è la risultante di tutto il suo passato - che qui segna l'avvenire. Ma lo capisca o no, glielo segna lo stesso. Ogni vita è quello che doveva essere.
[Cesare Pavese]

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