:: giovedì, 24 agosto 2006 ::
la penitenza dalla mano del mare
il comandante avanza e niente si puó fare
vuole una morte, la vuole affrontare
e lí l’attandeva, dove il sole cala
cala e non muore, e l’acqua non lo lava
e il demone lo duole, sui banchi d’acqua
stregati di olio e petrolio
e il vento non alzava, e il mare imputridiva
legati a un solo raggio, tutti presi in ostaggio
avanzavamo lenti, senza ammutinamenti
e il comandante é pazzo, e avanza nel peccato
e il demone ch’é suo, adesso vuole mio
e brinda con il sangue all’odio ci convince,
che se é sua la barca che vince, dev’essere la mia
e gli occhi non videro, non videro la luce
non videro la messe, che altri non l’avesse
e il cielo fece nero, e urló la nube al cielo
e s’affamó d’abisso, che tutti ci prendesse
Matri mia, salvezza prendimi nell’anima
Matri mia, le ossa nell’acqua
anime bianche, anime salvate
anime venite, anime addolorate
che io abbia due soldi, due soldi sopra gli occhi
due soldi per l’onore, due monete in pegno
per pagare il legno, la dura voga del traghettatore
e vieni occhi di fluoro, vieni al tuo lavoro
vieni spettro del tesoro
la vela tende, il vento se la prende
la vela cade, le remi allontanate
e accese sui pennoni
i fuochi fatui, i fuochi alati
della Santissima dei naufragati
Matri mia, salvezza prendimi nell’anima
il tempo stremava, l’arsura ci cuoceva
parlavamo alle vare e il silenzio dal mare
e il legno cedeva all’acqua suo pianto
la vela cadde, la sete ci asciugó
acqua, acqua, acqua in ogni dove
e nemmeno una goccia, nemmeno una goccia da bere
e gli uomini spegnevano, spegnevano il respiro
spegnevano la voce, nel nome dell’odio
che tutti ci appagó, il cielo rigó di sbarre il suo portale
il volto di fuoco, dentro imprigionó
lo spettro vedemmo venire di lontano
venire per ghermire, nero di dannazione
vita e morte, vita e morte era il suo nome
Matri mia, salvezza prendimi nell’anima
Matri mia, salvezza prendimi
questa é la ballata di chi si é preso il mare
che lapide non abbia, ne ossa sulla sabbia
né polvere ritorni, ma bruci sui pennoni
nei fuochi sacri, nei fuochi alati
della Santissima dei naufragati
O Santissima dei naufragati vieni a noi che siamo andati
senza lacrime senza gloria, vieni a noi, perdon, pietá.

Vinicio Capossela - SS dei Naufragati
--- || 17:49 || Soffocatemi di commenti (5) || ---
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:: sabato, 22 luglio 2006 ::
Ciò è meraviglioso. E' la stessa sensazione che provo davanti alla vita!
“Composizioni” poteva non esserci, ma c'è: è stato un conato, un ospite ingombrante che chiede di essere amato. E' un semino gettato nell'esistenza che comincia molto lentamente a creare dei cambiamenti.
Se state leggendo queste righe vuol dire che il cd “Composizioni” sarà uscito, il chè significa che la società di oggi è ancora capace di un piccolo miracolo poetico, e questa è una bella notizia, non solo per me, ma per tutti quegli artisti troppo matti ed introversi che, seduti sul tram, hanno bisogno della solitudine.”

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:: lunedì, 26 giugno 2006 ::
Milioni di Anni - La Camera Migliore
--- || 00:38 || Soffocatemi di commenti (5) || ---
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:: sabato, 13 maggio 2006 ::
Ho questa foto di pura gioia ...a colui che sa cosa voglio dire.
E' di un bambino con la sua pistola
Che spara dritto davanti a se
A quello che non c'è
Ho perso il gusto, non ha sapore
Quest'alito di angelo che mi lecca il cuore
Ma credo di camminare dritto sull'acqua e
Su quello che non c'è
Arriva l'alba o forse no
A volte ciò che sembra alba
Non è
Ma so che so camminare dritto sull'acqua e
Su quello che non c'è
Rivuoi la scelta, rivuoi il controllo
Rivoglio le mie ali nere, il mio mantello
La chiave della felicità è la disobbedienza in se'
A quello che non c'è
Perciò io maledico il modo in cui sono fatto
Il mio modo di morire sano e salvo dove m'attacco
Il mio modo vigliacco di restare sperando che ci sia
Quello che non c'è.
Curo le foglie, saranno forti
Se riesco ad ignorare che gli alberi son morti
Ma questo è camminare alto sull'acqua e
Su quello che non c'è
Ed ecco arriva l'alba so che è qui per me
Meraviglioso come a volte ciò che sembra non è
Fottendosi da se, fottendomi da me
Per quello che non c'è
--- || 18:14 || Soffocatemi di commenti (1) || ---
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:: mercoledì, 05 aprile 2006 ::
Starry, starry night. Paint your palette blue and grey, Look out on a summer's day, With eyes that know the darkness in my soul. Shadows on the hills, Sketch the trees and the daffodils, Catch the breeze and the winter chills, In colors on the snowy linen land. Now I understand what you tried to say to me, How you suffered for your sanity, How you tried to set them free. They would not listen, they did not know how. Perhaps they'll listen now. Starry, starry night. Flaming flowers that brightly blaze, Swirling clouds in violet haze, Reflect in Vincent's eyes of China blue. Colors changing hue, morning field of amber grain, Weathered faces lined in pain, Are soothed beneath the artist's loving hand. Now I understand what you tried to say to me, How you suffered for your sanity, How you tried to set them free. They would not listen, they did not know how. Perhaps they'll listen now. For they could not love you, But still your love was true. And when no hope was left in sight On that starry, starry night, You took your life, as lovers often do. But I could have told you, Vincent, This world was never meant for one As beautiful as you. Starry, starry night. Portraits hung in empty halls, Frameless head on nameless walls, With eyes that watch the world and can't forget. Like the strangers that you've met, The ragged men in the ragged clothes, The silver thorn of bloody rose, Lie crushed and broken on the virgin snow. Now I think I know what you tried to say to me, How you suffered for your sanity, How you tried to set them free. They would not listen, they're not listening still. Perhaps they never will. Don McLean - Vincent Ad A...e a quello che rappresenta.
--- || 21:15 || Soffocatemi di commenti (1) || ---
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:: mercoledì, 22 marzo 2006 ::
Sotto un cielo di nebbia che cielo non e' e' un altro giorno insicuro che io passo con te E ci troviamo qua tra lampioni e vetrine tra pezzi di scarpe liquori e cucine E' stato forse per noia o per mancanza di vino siamo usciti di casa e andati incontro al destino destino normale fatto di punch e giornale di risate spremute e di parole taciute E' una giornata senza pretese e non ci succede una volta al mese Stiamo qua abbracciati ad aspettare la sera e se mi guardi io non ti vedo ma mi ricordo del nostro amore stiamo qua messi qua ad aspettare la sera E i miei occhi coi tuoi vanno incontro alla strada sui motori e le luci brilla altera la luna e non parliamo di niente in questa scura pianura L'auto va dolcemente dentro la notte piu' scura E' una giornata senza pretese e non ci succede una volta al mese Stiamo qua abbracciati ad aspettare la sera e se mi guardi io non ti vedo ma mi ricordo del nostro amore stiamo qua messi qua ad aspettare la sera... Vinicio Capossela
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:: venerdì, 24 febbraio 2006 ::
Non avrai altro Dio, all'infuori di me, spesso mi ha fatto pensare: genti diverse, venute dall'est dicevan che in fondo era uguale. Credevano a un altro diverso da te, e non mi hanno fatto del male. Credevano a un altro diverso da te e non mi hanno fatto del male. Fabrizio de Andrè - Il Testamento di Tito
Non nominare il nome di Dio, non nominarlo invano. Con un coltello piantato nel fianco gridai la mia pena e il suo nome: ma forse era stanco, forse troppo occupato e non ascoltò il mio dolore. Ma forse era stanco, forse troppo lontano davvero, lo nominai invano.
Onora il padre. Onora la madre e onora anche il loro bastone, bacia la mano che ruppe il tuo naso perché le chiedevi un boccone: quando a mio padre si fermò il cuore non ho provato dolore. Quando a mio padre si fermò il cuore non ho provato dolore.
Ricorda di santificare le feste. Facile per noi ladroni entrare nei templi che rigurgitan salmi di schiavi e dei loro padroni senza finire legati agli altari
sgozzati come animali. Senza finire legati agli altari sgozzati come animali.
Il quinto dice "non devi rubare" e forse io l'ho rispettato vuotando in silenzio, le tasche già gonfie di quelli che avevan rubato. Ma io, senza legge, rubai in nome mio, quegli altri, nel nome di Dio. Ma io, senza legge, rubai in nome mio, quegli altri, nel nome di Dio.
Non commettere atti che non siano puri cioè non disperdere il seme. Feconda una donna ogni volta che l'ami, così sarai uomo di fede: poi la voglia svanisce ed il figlio rimane e tanti ne uccide la fame. Io, forse, ho confuso il piacere e l'amore, ma non ho creato dolore.
Il settimo dice "non ammazzare" se del cielo vuoi essere degno. guardatela oggi, questa legge di Dio, tre volte inchiodata nel legno. Guardate la fine di quel nazareno, e un ladro non muore di meno. Guardate la fine di quel nazareno, e un ladro non muore di meno.
Non dire falsa testimonianza e aiutali a uccidere un uomo. Lo sanno a memoria il diritto divino e scordano sempre il perdono. Ho spergiurato su Dio e sul mio onore e no, non ne provo dolore. Ho spergiurato su Dio e sul mio onore, e no, non ne provo dolore.
Non desiderare la roba degli altri, non desiderarne la sposa. Ditelo a quelli, chiedetelo ai pochi che hanno una donna e qualcosa: nei letti degli altri, già caldi d'amore non ho provato dolore. L'invidia di ieri non è già finita: stasera vi invidio la vita.
Ma adesso che viene la sera ed il buio mi toglie il dolore dagli occhi e scivola il sole al di là delle dune a violentare altre notti: io nel vedere quest'uomo che muore, madre, io provo dolore. Nella pietà che non cede al rancore, madre, ho imparato l'amore.
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:: domenica, 12 febbraio 2006 ::
Sono stufo di quello che le parole non dicono quando vengono dette passando in rassegna combinazioni del cazzo di pensieri stupidi, che con un soffio svaniscono, come quelli di chi non capisce quel che fin qui è stato detto (e chi un giorno capirà meno stupido sarà e così la tv, per esempio, si rifiuterà di invitare a darsi pena per lui, distraendolo un po' e rendendogli sorda la sua esistenza così poco speciale). Sì, questa è pura verità e io lo so. Sì, sacrosanta verità e io lo so. Sì, la verità che io so. Sono stufo di quello che le parole dicono quando son l'evidenza di un immacolato buon senso comune, o volendo ci rido su ed ammicco alla vanità che si bagna nell'autocoscienza di sapermi non banale. Se chi, giunto fino a qua, scaglia la sua pietra contro un rompicoglioni che dice cazzate del tipo preso male o è una nullità (con o senza pietà) o detesta le prediche. Fine di questa canzone con cui sognare. Sì, questa è pura verità... Marlene Kuntz - Sacrosanta Verità
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:: venerdì, 20 gennaio 2006 ::
I know you're a woman By the way you burn below I'll tell you secrets so good You'll never tell a soul Come closer, that bonfire holds his life like stones My years, my life unknown Diamonds from the pavement Where a broken glass had been Just like these troubles that I'm leaving to the wind Like sapphires in boxcars speeding towards the end Like thieves, my bad luck grows Jewel box of sadness Bring to catch your tear Crystalize illusion shine forgot I'm here Jewel box of sadness Bring to catch your tear Oh, you left some stars in my belly Star crossed child's love on the bands of wedding gold Silver studs of promise hide in the red crushed velvet folds Inaction, intention, like emeralds I stole My speech of custom gold I think I ought to know Jewel box of sadness Bring to catch your tears Crystalize illusion shine, forgot I'm here Jewel box of sadness Bring to catch your tear Oh, you left some stars in my belly You left some stars in my belly You left some star in my belly. Jeff Buckley - Jewel Box
--- || 15:17 || Soffocatemi di commenti (3) || ---
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:: lunedì, 09 gennaio 2006 ::
Verdena
Dipingimi distorto come un angelo anormale che cade Offendimi, se odiare è un crimine il prezzo è uguale e fa male E vedo te, io e te, niente conta in fondo Illumina annulla le paure oh luna nulla è uguale Sarò così onesto come se tu fossi il mare, il mare E vedo te, io e te, niente conta e crolla, crolla E vedo te, io e te, niente conta in fondo.

--- || 17:49 || Soffocatemi di commenti || ---
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:: venerdì, 23 dicembre 2005 ::
So the fire is almost out || The Cure - 39 ||
And there's nothing left to burn
I've run right out of thoughts
And I've run right out of words
As I use them up
I use them up
Yeah the fire is almost cold
And there's nothing left to burn
I've run right out of feelings
And I've run right out of words
And everything I promise
And everything I try
Yeah everything I ever did
I used to feed the fire
But the fire is almost out
Is almost out
And there's nothing left to burn
No there's nothing left to burn
Not even this
And the fire is almost dead
And there's nothing left to burn
I finished everything
--- || 15:38 || Soffocatemi di commenti (1) || ---
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:: mercoledì, 21 dicembre 2005 ::
Lo senti il suono del mio respiro? Ti farà male e ne godremo. Si svestono i silenzi diagnosticati o assenti. Ho soltanto il mio stupore. Prova a prendermi se puoi fingiti migliore. Prova a prendermi, sei invitato al funerale della commiserazione. In fondo sono ciò che rimuovo. Si svestono i silenzi diagnosticati o assenti Ho soltanto il mio stupore. Prova a prendermi se puoi fingiti migliore. Prova a prendermi sei invitato al funerale della commiserazione. Covo il merito di racchiudere in un battito il monito del perdono. Del perdono. Tutto ciò che mi è rimasto dopo il week-end trascorso a Forlì. Loro, come al solito. Lui.
--- || 19:06 || Soffocatemi di commenti (3) || ---
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:: venerdì, 16 dicembre 2005 ::
C'era un uomo che viveva a Chicago e gli cresceva l'erba sulla faccia; egli era infelice. Sulla faccia aveva l'erba, sulla testa piante che perdevano le foglie; per tagliarsi i capelli usava la motosega. || Elio e le storie tese || ...io, almeno, sono ORIGINALE, e non come qualcuno che scrive testi già fritti e rifritti da chiunque.
C'era poi una donna che viveva ad Erba; era molto bella, pero' i suoi pori secernevano escrementi invece che sudor.
Triste la sua condizione per l'infausta secrezione: cacca dalla faccia.
Ella era infelice.
Lui decise che per essere felice doveva emigrare da là; addio alle delusioni chicaghesi, addio all'importantissimo nodo ferroviario.
Si diresse all'aereoporto per volare fino ad Erba, e li' trovare l'erba sulla faccia della gente.
Lei, di contro, per un caso che potra' sembrarvi strano decollo' da Erba alla volta di Chicago; questo nome suscitava nella fetida ragazza una nuova speme.
Gia' dopo il decollo la gente voleva buttarla fuori.
Ma il destino era in agguato sotto forma di pilota che, svenuto per le esalazioni, nel suo sogno di pilota trasformosi in kamikaze e diresse verso l'aereoplan che da Chicago andava ad Erba; e il bagliore dell'impatto fece luce sui due volti, l'uno verde, l'altro invece no. E lui cadendo vide lei, e lei cadendo vide lui.
``Mi presento, io mi chiamo Jonathan Grass'', disse lui sfrecciando nel blu.
``Chiedo scusa per l'audacia ma mi rendo conto che qui fra non molto poc'anzi moriremo, e per l'impatto al suolo, e per il grave scontro, e se mi e' concesso per lo shock che entrambi abbiamo subito poco fa''.
-- Si figuri, caro amico, sono conscia anch'io del fatto che qui il tempo stringe; e per dimostrarle che e' vero le metto la lingua in bocca. --
Il contatto dei due visi misto all'impeto d'amore, fece da rimedio in quella tragedia; l'erba si allungo' all'istante per l'effetto concimante. Cacca piu' amore. Operano piu' miracoli di quanto non si creda.
Ma la luce dell'amore fu oscurata dall'odore che quella puttana sprigionava; e lo sventurato amante, ritiratosi all'istante, si nego' all'abbraccio e disse: ``Pfui'', avviluppandosi nell'erba.
Lui, cadendo sulla terra, disse: ``Muoio sulla terra'', lei gli cadde sopra e ne mori', originando li' per li' l'allegraiuola dell'amor . In quel mentre due bifolchi, ivi intenti a tracciar solchi, videro l'evento e dissero: ``Portento!"
Queste spoglie sovrapposte sono un monito celeste. Presto, grandi feste per celebrare il concime che rese i campi coltivabili .
E la morale di questa storia e' che la merda non e' cosi' brutta come la si dipinge.
Come si può vedere, anche Elio riesce a scrivere favole...
--- || 13:16 || Soffocatemi di commenti (7) || ---
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:: domenica, 11 dicembre 2005 ::
Fresca era l'aria di giugno e la notte sentiva l'estate arrivar Tequila, Mariachi e Sangria la fiesta invitava a bere e a ballar lui curvo e curioso taceva una storia d'amore cercava guardava le donne degli altri parlare e danzare e quando la notte è ormai morta gli uccelli sono soliti il giorno annunciar le coppie abbracciate son prime a lasciare la fiesta per andarsi ad amar la pista ormai vuota restava lui stanco e sudato aspettava lei per scherzo girò la sua gonna e si mise a danzar lei aveva occhi tristi e beveva volteggiava e rideva ma pareva soffrir lui parlava stringeva ballava guardava quegli occhi e provava a capir e disse son zoppo per amore la donna mia m'ha spezzato il cuore lei disse il cuore del mio amore non batterà mai più e dopo al profumo dei fossi a lui parve in quegli occhi potere veder lo stesso dolore che spezza le vene che lascia sfiniti la sera la luna altre stelle pregava che l'alba imperiosa cacciava lei raccolse la gonna spaziosa e ormai persa ogni cosa presto lo seguì piangendo urlando e godendo quella notte lei con lui si unì spingendo, temendo e abbracciando quella notte lui con lei capì che non era avvizzito il suo cuore e già dolce suonava il suo nome sciolse il suo voto d'amore e a lei si donò poi d'estate bevendo e scherzando una nuova stagione a lui parve venir lui parlava inventava giocava lei a volte ascoltava e si pareva divertir ma giunta che era la sera girata nel letto piangeva pregava potere dal suo amore riuscire a ritornar e un giorno al profumo dei fossi lui invano aspettò di vederla arrivar scendeva ormai il buio e trovava soltanto la rabbia e il silenzio di sera la luna altre stelle pregava che l'alba imperiosa cacciava restava l'angoscia soltanto e il feroce rimpianto per non vederla ritornar il treno è un lampo infuocato se si guarda impazziti il convoglio venir un momento, un pensiero affannato e la vita è rapita senza altro soffrir la poteron riconoscere soltanto dagli anelli bagnati dal suo pianto il pianto di quell'ultimo suo amore dovuto abbandonar lui non disse una sola parola no, non dalla sua gola un sospiro fuggì i gendarmi son bruschi nei modi se da questi episodi non han da ricavar così resto solo a ricordare il liquore pareva mai finire e dentro quel vetro rivide una notte d'amor quando dopo al profumo dei fossi a lui parve in quegli occhi potere veder lo stesso dolore che spezza le vene che lascia sfiniti la sera la luna altre stelle pregava che l'alba imperiosa cacciava a lui restò solo il rancore per quel breve suo amore che mai dimenticò || Vinicio Capossela - Ultimo Amore ||
--- || 17:13 || Soffocatemi di commenti (2) || ---
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:: domenica, 04 dicembre 2005 ::
Sono intorno a noi, in mezzo a noi, in molti casi siamo noi a far promesse senza mantenerle mai se non per calcolo, il fine è solo l'utile, il mezzo ogni possibile, la posta in gioco è massima, l'imperativo è vincere - e non far partecipare nessun altro - nella logica del gioco la sola regola è esser scaltro: niente scrupoli o rispetto verso i propri simili perché gli ultimi saranno gli ultimi se i primi sono irraggiungibili. Sono tanti, arroganti coi più deboli, zerbini coi potenti, sono replicanti, sono tutti identici, guardali: stanno dietro a maschere e non li puoi distinguere. Come lucertole s'arrampicano, e se poi perdon la coda la ricomprano. Fanno quel che vogliono si sappia in giro fanno: spendono, spandono e sono quel che hanno. Sono intorno a me ma non parlano con me... Sono come me ma si sentono meglio... Ecco. M'è venuta in mente questa, mentre fuori, in centro, vedevo una signora impellicciata con i pacchi natalizi in mano dire a un barbone che chiedeva l'elemosina "e scansati, non vedi che non passo?" Quando in realtà c'era tutto lo spazio che desiderava.
E come le supposte abitano in blisters full-optional, con cani oltre i 120 decibels e nani manco fosse Disneyland, vivon col timore di poter sembrare poveri: quel che hanno ostentano, tutto il resto invidiano, poi lo comprano, in costante escalation col vicino costruiscono: parton dal pratino e vanno fino in cielo, han più parabole sul tetto che S.Marco nel Vangelo.. Sono quelli che di sabato lavano automobili che alla sera sfrecciano tra l'asfalto e i pargoli, medi come i ceti cui appartengono, terra-terra come i missili cui assomigliano. Tiratissimi, s'infarinano, s'alcolizzano e poi s'impastano su un albero - boom! - Nasi bianchi come Fruit of the Loom che diventano più rossi d'un livello di Doom.
Ognun per se, Dio per se, mani che si stringono tra i banchi delle chiese alla domenica - mani ipocrite - mani che fan cose che non si raccontano altrimenti le altre mani chissà cosa pensano - si scandalizzano - Mani che poi firman petizioni per lo sgombero, mani lisce come olio di ricino, mani che brandiscon manganelli, che farciscono gioielli, che si alzano alle spalle dei fratelli. Quelli che la notte non si può girare più, quelli che vanno a mignotte mentre i figli guardan la tv, che fanno i boss, che compran Class, che son sofisticati da chiamare i NAS, incubi di plastica che vorrebbero dar fuoco ad ogni zingara ma l'unica che accendono è quella che da loro l'elemosina ogni sera, quando mi nascondo sulla faccia oscura della loro luna nera.
Dio che schifo.
--- || 17:22 || Soffocatemi di commenti (7) || ---
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:: sabato, 03 dicembre 2005 ::
Cento demoni giocano con te Come puoi sentirti solo più che mai Uomo orribile hai cibo in polvere che mi fa accettare di essere finito E ti dici che andrà bene se hai l'orgoglio per il tuo niente non mentire su te con te ma c'era un male in lei che non si cura mai nè coi baci nè con la cocaina Senza lacrime senza regole è soltanto male in polvere ciò che conta sei tu sei tu Cento demoni viaggiano con te ma la testa sa che ci sei solo tu ||Afterhours - Male in Polvere || Edit 16.23: vi prego, lo faccio per voi, di non guardare MAI Requiem for a dream quando si è giù. Altrimenti vorreste morire.
Lo dico per esperienza personale ç_ç
--- || 14:08 || Soffocatemi di commenti (2) || ---
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:: giovedì, 24 novembre 2005 ::
Il soldato venne a bussare alla porta dell regina, || Suzanne Vega - The Queen and the Soldier || ad E... (ogni riferimento è puramente casuale.)
disse: “non combatterò mai più per te”.
La regina sapeva di avere già visto quel viso,
e lentamente lo lasciò entrare
Le disse: "ho osservato il tuo palazzo sulla collina
e mi sono chiesto chi fosse la donna per cui ammazzavamo,
ma domani me ne andrò, e tu fa’ come vuoi,
però voglio almeno chiederti il perché"
Fu condotto attraverso il corridoio stretto e lungo
fino alle sue stanze, tappezzate di rosso,
e lei non si era mai tolta la corona di testa
e gli chiese di sedersi
Le disse: “ora posso vederti, e sei così giovane
ma io ho visto più battaglie perse che vinte,
e ho questa sensazione: che tutto questo sia per il tuo divertimento;
ed ora mi vuoi dire il perché?"
La giovane regina lo fissò con occhi arroganti,
disse “non capiresti, e non dovresti neppure provarci”
ma il suo viso era da bambina, lui pensò che stesse per piangere,
invece si chiuse proprio come un ventaglio
Gli disse: “ho ingoiato un filo segreto che mi brucia
e mi taglia dentro, e spesso mi ha fatto sanguinare"
Lui le impose la mano sul capo
e la piegò fino al pavimento:
“Dimmi quanto sei affamata, quanto ti senti vulnerabile,
visto che vivi qui, sola, senza mai mostrarti;
ma io non marcerò mai più sui tuoi campi di battaglia"
e la portò alla finestra, per guardare fuori
Ed il sole era d'oro, nonostante il cielo grigio
e non le riuscì di dire quanto desiderasse tutto questo,
ma sapeva quanto ciò la spaventasse, e si voltò.
Non lo avrebbe più guardato negli occhi
Lui le disse: “voglio vivere da uomo onesto,
prendermi ciò di cui ho bisogno, dare tutto ciò che posso,
ed amare una donna che non capisco;
la tua altezzosità, i tuoi modi sono così strani"
Ma la corona era cascata, e lei pensò che si sarebbe potuta rompere,
e restava lì, paralizzata da quanto le facesse male al cuore.
Lo accompagnò alla porta, e gli chiese di attenderla:
sarebbe rimasta dentro un solo momento
Il suo ordine fu udito da molto lontano,
ed il soldato fu giustiziato, senza aver ottenuto risposta,
e mentre la regina riprendeva a soffocare nella solitudine che si era scelta,
fuori, la battaglia proseguiva.
EDIT il 25 novembre...perchè I SAPUTELLI non sono mai contenti...
--- || 18:43 || Soffocatemi di commenti (10) || ---
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:: domenica, 13 novembre 2005 ::
I'm waiting for the night to fall I know that it will save us all When everything's dark Keeps us from the stark reality I'm waiting for the night to fall When everything is bearable And there in the still All that you feel is tranquillity There is a star in the sky Guiding my way with its light And in the glow of the moon Know my deliverance will come soon I'm waiting for the night to fall I know that it will save us all When everything's dark Keeps us from the stark reality I'm waiting for the night to fall When everything is bearable And there in the still All that you feel is tranquillity There is a sound in the calm Someone is coming to harm I press my hands to my ears It's easier here just to forget fear And when I squinted The world seemed rose-tinted And angels appeared to descend To my surprise With half-closed eyes Things looked even better Than when they were open Been waiting for the night to fall I knew that it would save us all Now everything's dark Keeps us from the stark reality Been waiting for the night to fall Now everything is bearable And here in the still All that you feel is tranquillity.
--- || 17:17 || Soffocatemi di commenti || ---
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:: venerdì, 28 ottobre 2005 ::
Golden waves || Air & Beck - The Vagabond ||
In all directions
I could lose my soul right here
Colour lights
On the runway
Makes a stranger feel unchained
I'm running after time and I miss the sunshine
Summer days will come happiness will be mine
I'm lost in my words I don't know where I'm going
I do the best I can not to worry about things
I feel loose
I feel haggard
Don't know what I'm looking for
Something true
Something lovely
That will make me feel alive
I'm running after time and I miss the sunshine
Summer days will come happiness will be mine
I'm lost in my words I don't know where I'm going
I do the best I can not to worry about things
Like a vagabond through the distance
Looking for a song to sing
A song that lasts all night
And for the rest of our lifes
I'm lost in my words I don't know where I'm going
I do my best I can not to worry about things
I'm running after time and I miss the sunshine
Summer days will come happiness will be mine
I'm lost in my words I don't know where I'm going
I do the best I can not to worry about things
I'm running after time and I miss the sunshine
Summer days will come happiness will be mine
--- || 21:33 || Soffocatemi di commenti || ---
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:: domenica, 16 ottobre 2005 ::
Si sveglia che fa buio ormai d'abitudine La notte le regala un'aria più complice Detesta il vuoto dei rumori della realtà - Aurora sogna - Ma col volume a stecca può sopravvivere - Aurora sogna - Le stesse facce di ogni giorno fanno male Le stesse voci recitanti giudicare Posa l'orecchio sul bicchiere e sente il mare Ma non il suono della musica che piace a lei La solitudine che indossa è più normale di una prudente saggia e isterica morale Aurora sogna e nei suoi sogni sa cercare senza paura un'esclusiva felicità. ~ » ◊ Subsonica - Aurora Sogna ◊ « ~
Frasi che ora sanno d’inutilità,
...si nota proprio tanto, che adoro i Subsonica?
Di desideri tiepidi già smossi.
Lei si riveste, ormai non la diverte più.
Probabilmente lui vorrebbe anche ricominciare.
Alibi che attenuano l’oscenità
Riflessa intorno alle bottiglie vuote
Dai suoi vent’anni opachi e rispettabili:
Così si sa che c’è qualcosa che non va.
La notte schiude le sue braccia fragili
Tra le emozioni che si intrecciano
E lei confonde spesso forza ed esperienza
Per tutti gli uomini osservati da sotto.
Si nutre di cose che fanno male
E ama quando è l’ora di odiare,
Si nutre di cose che fanno male E odia quando è l’ora di gridare.
Abiti firmati d’inutilità
Riscattano un affetto che ora latita.
Buone maniere che sono sempre le stesse:
Da sempre sa che c’è qualcosa che non va
La notte che sorride ha denti fragili
Per tutti i calci che l’aspettano.
Generalmente lei non dà la confidenza
A tutti quelli che si atteggiano troppo.
Si nutre di cose che fanno male
E ama quando è l’ora di odiare,
Si nutre di cose che fanno male
E odia quando è l’ora di gridare.
Solo una cosa so di sicuro:
vorrei raschiare la mia faccia contro il muro.
Solo una cosa so di sicuro:
lasciare andare tutto il mio dolore contro questo muro.
So di sicuro:
lasciare andare la mia faccia contro il muro.
Solo una cosa so di sicuro:
vorrei raschiare tutto il mio dolore contro-questo-muro.
Bocche dal sapore d’eventualità appiccicano sguardi, l’aria è satura.
Quasi vorrebbe la scoprissero
gettarsi in pasto giusto il tempo di ricominciare.
A casa questa notte non ritornerà.
In viaggio fuori-serie verso nessun posto.
Narici rispettabili festeggiano:
Così si sa che c’è qualcosa che non va.
La notte scivola sugli occhi gravidi,
Gonfi di amaro che rovesciano.
Generalmente lei riserva indifferenza
A tutti quelli che si stringono troppo. Si nutre di cose che fanno male
E ama quando è l’ora di odiare,
Si nutre di cose che fanno male
E odia quando è l’ora di gridare.
~ » ◊ Subsonica - Albascura ◊ « ~
--- || 21:12 || Soffocatemi di commenti || ---
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:: martedì, 11 ottobre 2005 ::
Stay by me, stay by me [Nick Cave - Babe, you turn me on] Che dire...Nick Cave ce l'ho nel cuore, credo che ormai lo sappiate. Questa è una dolce ninnananna, altro che. Certo, non è una ballata come quelle di De Andrè. Ma Nick Cave è di tutt'altra scuola, e lo amo in maniera differente. La musica. Chi potrebbe vivere, senza?
You are the one, my only true love
The butcher bird makes it's noise
And asks you to agree
With it's brutal nesting habits
And it's pointless savagery
Now, the nightingale sings to you
And raises up the ante
I put one hand on your round ripe heart
And the other down your panties
Everything is falling, dear
Everything is wrong
It's just history repeating itself
And babe, you turn me on
Like a light bulb
Like a song
You race naked through the wilderness
You torment the birds and the bees
You leapt into the abyss, but find
It only goes up to your knees
I move stealthily from tree to tree
I shadow you for hours
I make like I'm a little deer
Grazing on the flowers
Everything is collapsing, dear
All moral sense has gone
It's just history repeating itself
And babe, you turn me on
Like an idea
Like an Atom bomb
We stand awed inside a clearing
We do not make a sound
The crimson snow falls all about
Carpeting the ground
Everything is falling, dear
All rhyme and reason gone
It's just history repeating itself
And, babe, you turn me on
Like an idea
Like an Atom bomb
--- || 19:38 || Soffocatemi di commenti (7) || ---
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:: domenica, 09 ottobre 2005 ::
E' quello che sai che ti uccide o è quello che non sai - a mentire alle mani, al cuore, ai reni - lasciandoti fottere forte per spingerti presagi - via dal cuore su in testa, sopprimerli - non sai che l'amore è una patologia saprò come estirparla via - torneremo a scorrere - torneremo a scorrere. Eroe del mio inferno privato sei in giro di routine indossi il vuoto con classe ma è tutto ciò che avrai - perchè quando il dolore è più grande poi non senti più - e per sentirti vivo ti ucciderò - vedrai, vedrai se il mio amore è una patologia saprò come estirparla via - torneremo a scorrere - torneremo a scorrere. Lo so - lo so che il mio amore è una patologia vorrei che mi uccidesse ora. Perchè odio ammettere che mi ritrovo spudoratamente in ogni loro parola? Maledetti. Maledetti perchè ogni volta che ascolto una loro canzone (e negli ultimi tempi sta succedendo fin troppo spesso), invece di rilassarmi, non faccio altro che concentrarmi sul testo e, di conseguenza, riflettermi in quelle parole. L'autoanalisi non fa mai così bene, soprattutto se fatta di continuo. Sentivo applaudire le nubi dal cielo al mio passaggio e allora provavo cosa vuol dire non essere nata per niente. Guardavo me stessa riflessa nei fulmini e prendevo dall'orgoglio potenza.
[Afterhours - Ci Sono Molti Modi]
C'è però da dire che amo considerarmi speciale. Non diversa, no, una volta ho provato a dire che mi sentivo superiore ad altre persone e per poco non mi linciavano. Che cazzo. Dicevo. Si, che mi piace sentirmi speciale, una superdonna - donna titanica e alfieriana, capace di provare i sentimenti più intensi nel modo più forte ed esasperato possibile. Nell'amore, prima di tutto. Nei rapporti con gli altri. Nelle amicizie, nelle passioni. Amare quanto soffrire. Provare dolore al petto quanto ridere di gusto. Baciare quanto vedere le lacrime scendere scure, colanti mascara.
Perchè la cosa di cui più sono convinta è una sola. L'ignoranza non è un bene. E, piuttosto che rimanere ovattata e asettica nel mio mondo tutto grigio e uguale a se stesso, preferisco passare i gironi dell'Inferno.
Magari questo discorso lo faccio molto spesso, ma è fondamentale.
--- || 15:57 || Soffocatemi di commenti (15) || ---
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:: domenica, 02 ottobre 2005 ::
"Quando hai lo schifo addosso, ti rannicchi da qualche parte, chiudi gli occhi, e inizi a inventarti delle storie. Quel che ti viene. Ma lo devi fare bene. Con tutti i particolari. E quello che la gente dice, e i colori, e i suoni. Tutto. E lo schifo a poco a poco se ne va. Poi torna, è ovvio, ma intanto, per un pò, l'hai fregato." [Alessandro Baricco] Beh, credo che sarà quello che farò. Accucciarmi nell'angolo della camera, con la tenda davanti per nascondermi. Senza la luce, le finestre ancora chiuse dopo la notte appena passata. Le gambe strette al petto, a voler trattenere il calore. E le domande che ronzano nel cervello. "ho fatto la brava? Sono stata tranquilla o sono saltata addosso a chiunque?" "Ho vomitato?" Si sveglia male, urla in cucina [Vinicio Capossela]
Orribile avere la mente annebbiata, coperta da un velo opaco e sbiadito. Non ricordarsi le ultime ore trascorse.
E soprattutto, non ricordarsi per quale motivo ho iniziato a bere.
fitte alla testa, memoria in rovina
parenti in casa, cinque di sera
tempo scaduto, si alza come c'è venuto
nervi asciugati, metallo in bocca
mette il giaccone, è già nell'angolo di sotto.
--- || 14:25 || Soffocatemi di commenti (2) || ---
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:: sabato, 01 ottobre 2005 ::
They call me The Wild Rose From the first day I saw her I knew she was the one When he knocked on my door and entered the room
...e sognai così forte che mi uscì sangue dal naso.
But my name was Elisa Day
Why they call me it I do not know
For my name was Elisa Day
She stared in my eyes and smiled
For her lips were the colour of the roses
That grew down the river, all bloody and wild
My trembling subsided in his sure embrace
He would be my first man, and with a careful hand
He wiped at the tears that ran down my face
They call me The Wild Rose
But my name was Elisa Day
Why they call me it I do not know
For my name was Elisa Day
On the second day I brought her a flower
She was more beautiful than any woman I'd seen
I said, "Do you know where the wild roses grow
So sweet and scarlet and free?"
On the second day he came with a single red rose
Said: "Will you give me your loss and your sorrow"
I nodded my head, as I lay on the bed
He said, "If I show you the roses, will you follow?"
They call me The Wild Rose
But my name was Elisa Day
Why they call me it I do not know
For my name was Elisa Day
On the third day he took me to the river
He showed me the roses and we kissed
And the last thing I heard was a muttered word
As he knelt (stood smiling) above me with a rock in his fist
On the last day I took her where the wild roses grow
And she lay on the bank, the wind light as a thief
And I kissed her goodbye, said, "All beauty must die"
And lent down and planted a rose between her teeth
They call me The Wild Rose
But my name was Elisa Day
Why they call me it I do not know
For my name was Elisa Day
[Nick Cave]
[Fabrizio de Andrè]
--- || 12:56 || Soffocatemi di commenti (2) || ---
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:: venerdì, 30 settembre 2005 ::
When you here before couldn't look you in the eye you're just like an angel your skin makes me cry you float like a feather in a beautiful world i wish i was special you're so fucking special but i'm a creep i'm a wierdo what the hell am i doing here i don't belong here i don't care if it hurts i wanna have control i want a perfect body i want a perfect soul i want you to notice when i'm not around you're so fucking special i wish i was special but i'm a creep i'm a wierdo what the hell am i doing here i don't belong here whatever makes you happy whatever you want you're so fucking special i wish i was special but i'm a creep i'm a wierdo what the hell am i doing here i don't belong here i don't belong here.
[Radiohead - Creep]
--- || 22:05 || Soffocatemi di commenti (4) || ---
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:: venerdì, 25 marzo 2005 ::
"Oggi è un giorno come tanti. Le parole scritte e cancellate. sguardi nascosti di cicatrici ardenti. oggi è un giorno di lamenti. anche per il sole sulla pelle che ritorna e ritorna ancora a evaporare pozzanghere di pensieri che poi rimangono asciutti e si rigirano squamosi assetati pallidi. oggi è un giorno come quelli che poi vorrei ricordare e invece dimentico, identico. oggi è pesante l’aria di nuvole che ci puoi nuotare. nuotando nell’aria. è sempre un brivido. Sempre. Per sempre." Pelle: è la tua proprio quella che mi manca Marlene.Kuntz
in certi momenti e in questo, momento
è la tua pelle ciò che sento, nuotando nell'aria.
Odori dell'amore nella mente dolente,tremante,ardente,
il cuore domanda cos'è che manca
perché si sente male,molto male,
amando,amando amandoti ancora.
Nel letto aspetto ogni giorno un pezzo di te
un grammo di gioia del tuo sorriso
e non mi basta nuotare nell'aria per immaginarti:
se tu sapessi che pena.
Intanto l'aria intorno è più nebbia che altro
l'aria è più nebbia che altro.
E' certo un brivido averti qui con me
in volo libero sugli anni andati ormai
e non è facile dovresti credermi
sentirti qui con me perché tu non ci sei
mi piacerebbe sai sentirti piangere
anche una lacrima per pochi attimi
mi piacerebbe sai sentirti piangere
anche una lacrima per pochi attimi.
--- || 14:07 || Soffocatemi di commenti || ---
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:: giovedì, 24 marzo 2005 ::
...e poi ho di continuo in mente questa canzone. a volte succede qualcosa di dolce e fatale
come svegliarsi e trovare la neve
o come quel giorno che lei mi sorrise
ma senza voltarsi e fuggire
vederla venirmi vicino fu quasi morire
trovare per caso il destino
e non sapere che dire
ma invece fu lei a parlare
"mi piace guardare la faccia nascosta del sole
vedere che in fondo si muove
dormire distesa su un letto di viole" mi disse
e a te cosa piace?
"mi piace sentire la forza di un'ala che si apre
volare lontano
sentirmi rapace, capace di dirti ti amo
aspettiamola insieme l'estate"
--- || 17:44 || Soffocatemi di commenti || ---
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La sola regola eroica: essere soli soli soli. Quando passerai una giornata senza presupporre nè implicare in nessun tuo gesto o pensiero la presenza di altri, potrai chiamarti eroico. O altrimenti essere Cristo - cioè annientarsi. Ma l'hai detto ieri - nessuno rinuncia a ciò che conosce - e tu conosci troppe cose.
Chi si sbaglia è chi non capisce ancora il suo destino. Cioè non capisce qual è la risultante di tutto il suo passato - che qui segna l'avvenire. Ma lo capisca o no, glielo segna lo stesso. Ogni vita è quello che doveva essere.
[Cesare Pavese]

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