:: martedì, 30 ottobre 2007 ::

--- || 21:28 || Soffocatemi di commenti (7) || ---
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:: mercoledì, 24 ottobre 2007 ::
Per poi capire quanto tempo hai perso, perdi e perderai. Perché sono fin troppe le cose uniche e incredibili che potresti riuscire a plasmare da questo stato d’animo.
E non lo fai, no, non lo farai mai. E lo sai. Pigrizia, in fondo. Pigrizia e paura di scavare. Le stesse cose che critichi e giudichi negli altri, sei tu la prima a farle. Limite, difetto, terrore. Chi lo sa. Ma non ti va bene, come in fondo non ti va bene anche tutto il resto. Anche le cose e i gesti che gli altri hanno imparato ad amare, a considerare tuoi e bellissimi per questo, perché non appartengono a nessun altro se non a te.
Ma tu non puoi vedere, no, davvero non ci riesci. E come potresti mai, impegnata come sei nella continua e perpetua ricerca del meglio, della perfezione, della meta più lontana e inaccessibile?
Eppure basterebbe così poco.
Fermarsi anche solo un secondo. Scrollarsi la polvere di dosso, mettere le mani in tasca e voltarsi. A guardare la strada sabbiosa percorsa, vedere le proprie orme pian piano svanire nel vento, portate chissà dove, e accennare un sorriso. Di quelli sinceri, che annichiliscono il resto, fini solamente a loro stessi. A guardare quella strada e compiacersi di quanti chilometri, lentamente, sono stati mangiati. Sempre troppi nell’insieme, e sempre troppi pochi durante il cammino.
E capire che accanto c'è qualcuno. Lontano ancora, seppur vicinissimo in quella lontananza. Ma c'è.
E riempie quei vuoti che ci sono tra te e il mondo. Unico capace di farlo. Unico e scintillante.

Non sei mai stata così rilassata
Così serena ed abbandonata
Così viva e così perduta
Come se ti fossi appena ritrovata
--- || 03:38 || Soffocatemi di commenti (2) || ---
pagine introverse
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:: venerdì, 19 ottobre 2007 ::
La legge Levi-Prodi prevede che chiunque abbia un blog o un sito debba registrarlo al ROC, un registro dell'Autorità delle Comunicazioni, produrre dei certificati, pagare un bollo, anche se fa informazione senza fini di lucro.
I blog nascono ogni secondo, chiunque può aprirne uno senza problemi e scrivere i suoi pensieri, pubblicare foto e video.
L'iter proposto da Levi limita, di fatto, l'accesso alla Rete.
Quale ragazzo si sottoporrebbe a questo iter per creare un blog?
La legge Levi-Prodi obbliga chiunque abbia un sito o un blog a dotarsi di una società editrice e ad avere un giornalista iscritto all'albo come direttore responsabile.
Il 99% chiuderebbe.
Il fortunato 1% della Rete rimasto in vita, per la legge Levi-Prodi, risponderebbe in caso di reato di omesso controllo su contenuti diffamatori ai sensi degli articoli 57 e 57 bis del codice penale. In pratica galera quasi sicura.
Il disegno di legge Levi-Prodi deve essere approvato dal Parlamento. Levi interrogato su che fine farà il blog di Beppe Grillo risponde da perfetto paraculo prodiano: "Non spetta al governo stabilirlo. Sarà l'Autorità per le Comunicazioni a indicare, con un suo regolamento, quali soggetti e quali imprese siano tenute alla registrazione. E il regolamento arriverà solo dopo che la legge sarà discussa e approvata dalle Camere".
Prodi e Levi si riparano dietro a Parlamento e Autorità per le Comunicazioni, ma sono loro, e i ministri presenti al Consiglio dei ministri, i responsabili.
Se passa la legge sarà la fine della Rete in Italia.
Il mio blog non chiuderà, se sarò costretto mi trasferirò armi, bagagli e server in uno Stato democratico.
Dal Blog di Beppe Grillo. www.beppegrillo.it
--- || 23:40 || Soffocatemi di commenti (2) || ---
pagine di rabbia e sdegno
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:: mercoledì, 10 ottobre 2007 ::
Forse mi devastavano, mi facevano rimanere in quella dimensione eterea e priva di appigli. Ma ero protetta, ero protetta da ciò che mi tagliava dentro.
Mentre ora. Ciò che è intorno è talmente doloroso e sporco e marcio e putrido e sottile che anche un sogno, uno dei più dolci, può sbriciolarmi come un sasso su un vetro.
Sogni che parlano di sguardi, di impercettibili gesti, di sorrisi, di carezze, di abbandoni e saluti struggenti. Una volta non avrebbero fatto tanto male, erano l’ordine del giorno, la realtà costruita in cui avevo scelto di vivere.
E oggi invece?
Oggi sono troppo bruciata dal vero per rimanere impassibile davanti a un sogno notturno.
Troppo debole per farmi scivolare dalla testa come acqua le sensazioni provate e al contempo mai provate.
C’è bisogno di amore vero.
Che non vedo.

--- || 13:36 || Soffocatemi di commenti (5) || ---
pagine introverse
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La sola regola eroica: essere soli soli soli. Quando passerai una giornata senza presupporre nè implicare in nessun tuo gesto o pensiero la presenza di altri, potrai chiamarti eroico. O altrimenti essere Cristo - cioè annientarsi. Ma l'hai detto ieri - nessuno rinuncia a ciò che conosce - e tu conosci troppe cose.
Chi si sbaglia è chi non capisce ancora il suo destino. Cioè non capisce qual è la risultante di tutto il suo passato - che qui segna l'avvenire. Ma lo capisca o no, glielo segna lo stesso. Ogni vita è quello che doveva essere.
[Cesare Pavese]

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