:: venerdì, 30 giugno 2006 ::

"La passione ti fa smettere di mangiare, di dormire, di lavorare, di vivere in pace. Molti si spaventano perché, quando compare, distrugge tutto ciò che di vecchio incontra.
Nessuno vuole mettere a soqquadro il proprio mondo. Perciò alcune persone - tante - riescono a controllare questa minaccia, mantenendo una casa o una struttura già marcia. Sono gli ingegneri delle cose superate.
Altri individui pensano esattamente il contrario: si abbandonano senza riflettere, aspettandosi di trovare nella passione la soluzione di tutti i loro problemi. Attribuiscono all'altro il merito della propria felicità, e la colpa della propria possibile infelicità. Sono sempre euforici perché è accaduto qualcosa di meraviglioso, oppure depressi perché un evento inatteso ha finito per distruggere tutto.
Sottrarsi alla passione, o abbandonarvisi ciecamente: quale di questi due atteggiamenti è il meno distruttivo?
Non lo so."

Paul Coelho - Undici Minuti


Il problema nasce
quando di passione non ce n'è traccia.

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:: giovedì, 29 giugno 2006 ::



Un pò di egocentrismo
che è da tanto che non ce lo metto, qui sul blog.

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:: giovedì, 29 giugno 2006 ::

Mentre dormivi nella tua culla, la Luna, che è il capriccio in persona, guardò dalla finestra e disse: "Questa bambina mi piace".
Discese languidamente la sua scala di nuvole, e passò senza far rumore attraverso i vetri. Poi si stese su di te con la morbida tenerezza di una madre, e depose i suoi colori sulla tua faccia. Così le tue pupille sono rimaste verdi, e le tue guance straordinariamente pallide. Contemplando quella visitatrice i tuoi occhi si sono così bizzarramente ingranditi; e lei ti ha così teneramente serrato la gola che ti è rimasta per sempre la voglia di piangere. Nell'espansione della sua gioia, la Luna continuava a riempire tutta la stanza di un'atmosfera fosforescente, di un veleno luminoso; e tutta quella viva luce pensava e diceva:
"Subirai eternamente l'influsso del mio bacio. Sarai bella a modo mio.
Amerai ciò che io amo e ciò che mi ama: l'acqua, le nuvole, il silenzio e la notte; il mare immenso e verde; l'acqua informe e multiforme; il luogo in cui non sei; l'amante che non conosci; i fiori mostruosi; i profumi che fanno delirare; i gatti che si beano sui pianoforti e che gemono come donne, con voce roca e dolce.
E sarai amata dai miei amanti, corteggiata da chi mi fa la corte. Sarai la regina di chi ha gli occhi verdi, di coloro a cui ho stretto la gola con le mie carezze notturne; di coloro che amano il mare, il mare immenso, tumultuoso e verde, l'acqua informe e multiforme, il luogo in cui non sono, la donna che non conoscono, i fiori sinistri che somigliano ai turiboli di una religione ignota, i profumi che turbano la volontà, e gli animali selvaggi e voluttuosi che sono gli emblemi della loro follia".
Ed è per questo, maledetta e cara bambina viziata, che io ora sono ai tuoi piedi, e cerco in tutta la tua persona il riflesso della temibile Divinità, della fatidica madrina, dell'intossicante madrina di tutti i lunatici!

Charles Baudelaire - I Benefici della Luna

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pagine altrui

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:: giovedì, 29 giugno 2006 ::

Una di notte passata.
Il caldo che si attacca alla pelle. I caffè ingurgitati che sono stati troppi. L'ansia per un esame che non so neppure se avrò voglia di passare.
Sono qui, sveglia. Con una canottierina a righe, i pantaloncini azzurrognoli del pigiama e gli occhiali da vista. A scrivere di come vorrei staccare la spina, evadere, scappare. Quando in realtà non lo voglio per un cazzo. Perchè altrimenti mi annoierei. E quella, quella sì, che sarebbe la fine.
Ammettiamolo. Devo riconoscerlo. Sono una masochista. Che non vuole vita semplice. Non voglio essere felice, non voglio una vita serena, senza problemi o preoccupazioni. Voglio le ombre su di me, voglio qualcosa a cui attaccarmi per rimuginare e riflettere.
Ma non in maniera negativa.
Non necessariamente. Voglio solo tenere la testa impegnata.
Ma vorrei anche qualcosa di più. Ci sono così tante parti in me, così tante parti differenti, che riuscire ad accontentarle tutte - o, per lo meno, a metterle d'accordo - impiegherebbe una vita.
E un minuto vorrei fuggire verso destinazioni sconosciute. Prendere un treno e presentarmi nella città delle persone che mi fanno provare emozioni anche solo attraverso una fotografia. O un post al mese. Convincendomi di trovare così l'amore.
E il minuto successivo vorrei essere altrove. Da sola.
Oppure a Las Vegas. In un appartamento con 3 mie amiche.
Ma sono qui.
E devo farci i conti.
Anche se la mia vita non si svolgerà qui
si svolgerà comunque con me come protagonista.
Rimanere a guardarla da fuori non è giusto. Sarebbe solo spreco.
Non sono fatta per amare una sola persona alla volta. Non sono fatta per amare una sola arte alla volta. Non sono fatta per accettare vie di mezzo.
Voglio il mondo in me.
E voglio essere nel ventre del mondo.

--- || 01:24 || Soffocatemi di commenti (1) || ---

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:: martedì, 27 giugno 2006 ::

Quanto starai via?
Tanto, spero.

Perchè non fare così? Partire. Uno zaino in spalla con l'indispensabile. Cellulare chiuso in un cassetto, a casa. Pensieri che cadono come stelle cadenti nel cielo. Laciarsi trasportare dalle strade, dai treni, dal vento. Senza decidere la destinazione, nè la data del ritorno.
Staccare la spina. Per il tempo necessario a dimenticare la vita stantìa.
Ovvero, un bel pò di tempo.
Serve acqua pulita. E aria fresca.




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:: lunedì, 26 giugno 2006 ::

Qui. Non si può uscire da questo posto Qui. Le perle si allontanano e muoiono senza padrone Domani sicuro silenzio Tu, non m'importa più... Innaturale sto aspettando e non cerco possibilità Il soffitto sta affondando nella camera Accogliente per l'eternità Tu, non m'importa più che fai E' così bello, è così bello averti E' così bello vederti singhiozzare E' così bello, è così E' così bello averti Averti E ho visto quanto ti abbellisce un sorriso E gli occhi brillano di più Un riflesso azzurro cade sui tuoi piedi Nudi e pallidi E sono sovrana e sono verme, padrona. E sono sovrana e sono verme. Dio. Tu, non m'importa più che fai Tu, non m'importa più che fai E' così bello, è così bello averti E' così bello vederti singhiozzare E' così bello, è così E' così bello averti...

Milioni di Anni - La Camera Migliore

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pagine di musica

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:: lunedì, 19 giugno 2006 ::

Ma io mi chiedo: esiste ancora Cioè?
No, perchè avrei una voglia matta di rileggere quelle fantastiche lettere alla "posta del cuore".

È possibile fare l'amore quando si e vergini? (D.V.'83 per Cioè)
R: No, devi aspettare...

Sono Michela ho 14 anni. L'agosto scorso ho fatto una cosa che non mi perdonerò mai: ho masturbato il mio ex-ragazzo. Sto malissimo. Mi sembra di aver commesso qualcosa di imperdonabile e ho vergogna di dirlo. Vorrei poter ritornare indietro per evitare questo sbaglio.....  Ogni giorno chiedo perdono a DIO !!! Ho vergogna di confidarmi, con il sacerdote. Mi sono già confessata due volte per l'accaduto, ma non sono ancora riuscita a perdonarmi... Cosa mi consigliate? (Disperata'84 per Top Girl)
R: Il convento delle "Santissime Vergini Vecchie Grazie Benedette"
R.Aldo: Sono Aldo ho 30 anni e non ne ho trovata ancora uno che fa di questi servizi.....è grave?

Ho 16 anni. Non ho amiche. Non ho un buon rapporto con mio padre e sento che morirò entro quest'anno per un incidente. Provo a immaginarmi un futuro, ma poi mi dico che ho troppi sogni come li aveva mio cugino che poi e morto! Studio al liceo linguistico, non so perché visto che non ne ho voglia, poi pero mi dico che e meglio avere un titolo di studio nel caso non muoia. Ho paura di  avere una vita monotona, sono brutta, grassa e ho i brufoli. Sto male con me stessa e gli altri. (Francy per Top Girl)
R: No comment!
R.Aldo: Segue potente contrograttata di coglioni!!

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:: domenica, 18 giugno 2006 ::

-Ablutofobia (paura di fare il bagno)--> ma anche no. Sia il bagno nella vasca, che quello in piscina o al mare, mi fanno impazzire. Meraviglioso stare immersa nell'acqua!
-Acluofobia (paura del buio)--> no. Nel buio riesco a pensare meglio. A riflettere, a sognare.
-Acrofobia (paura dei luoghi elevati)--> no! stare in vetta alla Tour Eiffel è splendido.
-Agorafobia (paura degli spazi aperti)--> ma assolutamente no! chi può rinunciare a stare in mezzo a un campo di grano? o a un parco? o su una spiaggia?
-Ailurofobia (paura dei gatti)--> come si fa a temere l'animale più bello della storia?
-Alectorofobia (paura dei polli)--> no, al limite mi fanno ridere
-Androfobia (paura degli uomini)--> uhm, beh, direi proprio di no. XD
-Automisofobia (paura di essere sporchi)--> bof, ci tengo, ma non è che sono una maniaca dell'ordine
-Aviofobia (paura di volare)--> no, l'aereo è stupendo!
-Bhacillofobia (paura dei microbi)--> no, però se non mi ammalo preferisco
-Bibliofobia (paura dei libri)--> ASSOLUTAMENTE NO! altrimenti dovrei aver paura di stare in camera mia.
-Bufonofobia (paura dei rospi)--> mah...non ho mai visto un rospo troppo da vicino...però una volta tentai di baciarne uno per fare uscire il principe che era in lui, ma niente, mi evitò.
-Colerofobia (paura della collera)--> ma è talmente divertente arrabbiarsi! e comunque è uno sfogo.
-Crometofobia (paura dei soldi)--> scusate, con tutto il rispetto...ma chi è il fesso che ne soffre??
-Cromofobia (paura dei colori)--> bof, io sono un pò monotona: nero, viola, fuxia, rosso, rosa. Oltre a questi non vado.
-Cibofobia (paura del cibo)-->  no. Io AMO mangiare...pure troppo!
-Cinofobia (paura dei cani)--> ma se ho un cane che è incrocio tra pastore tedesco e labrador... *.*
-Claustrofobia (paura degli spazi chiusi)--> bah, no, anche se magari dopo un pò mi prende l'ansia quando c'è troppa gente e non c'è più aria
-Coprofobia (paura delle feci)--> più che paura fanno un po' schifo
-Coulrofobia (paura dei clown)--> non tanto dei clown, quanto delle marionette. Eh beh, dopo aver visto Saw l'Enigmista, ci sono rimasta sotto
-Ciclofobia (paura della bicicletta)--> No, anche se la mia pigrizia la scansa volentieri
-Decidofobia (paura nel prendere decisioni)--> dipende dai momenti. posso essere impulsiva al massimo in certi momenti, mentre in altri mi racconto stronzate pur di non decidermi...
-Dendrofobia (paura degli alberi)--> no!!! mi piacciono tantissimo, soprattutto l'odore che mandano
-Dentofobia o odontofobia (paura del dentista)--> dovrei odiare mio fratello. Uhm, sì, allora in effetti ne soffro.
-Didascaleinofobia (paura della scuola)--> no. in realtà rimpiango i tempi del liceo.
-Dichefobia (paura della giustizia)--> non ci credo, semplicemente.
-Dipsofobia (paura di bere)--> non fa proprio per me questa fobia...amo l'estathe, il succo alla pesca, e ogni alcoolico presente al mondo. Tranne poche eccezioni.
-Disabiliofobia (paura di spogliarsi di fronte a qualcuno)--> beh, abbastanza, direi.
-Dismorfofobia (paura di non avere un aspetto normale)--> No
-Ecclesiofobia (paura delle chiese)--> no, amo molto visitarle dal punto di vista artistico.
-Eisoptrofobia (paura degli specchi o di vedere se stesso riflesso in uno specchio)--> che? gli specchi? sono donna. quindi li adoro. anche per una questione simbolica, come oggetto in cui vedere una nuova immagine di sè.
-Emetofobia (paura del vomito)--> no...fa un pò schifo, ma paura no!
-Emofobia (paura del sangue)--> direi di no! ricordo ancora il mio periodo fuori-di-testa-passione-per-i-vampiri
-Entomofobia (paura degli insetti)--> mh, non li adoro, però non scappo. adoro le libellule!
-Equinofobia (paura dei cavalli)--> i cavalli mi sembrano animali belli, ma non ne ho mai visto uno da vicino
-Eremofobia (paura della solitudine)--> direi che tendo sempre a volerlo essere.
-Erpetofobia (paura dei rettili)--> visti da lontano, sono molto affascinanti.
-Eufobia (paura di sentire buone notizie)--> No! Ma chi ce l'ha?
-Filofobia (paura di innamorarsi)--> è probabile.
-Fobofobia (paura delle fobie)--> No
-Gamofobia (paura del matrimonio)--> Non ne ho paura. Non ci credo e mi sembra una spesa inutile.
-Glossofobia (paura di parlare in pubblico)--> Penso di sì, anche se non ho mai avuto occasione..
-Gimnofobia (paura della nudità)--> Insomma, sono pudiiica!
-Iatrofobia (paura del medico)--> No. se ne avessi sarebbe un bel casino...
-Keraunofobia (paura dei tuoni)--> No. Anzi, i temporali sono stupendi. Così improvvisi e forti.
-Leucofobia (paura del colore bianco)--> Ma che paura è?
-Menofobia (paura delle mestruazioni)--> Non paura: scazzatura. E acidità
-Necrofobia (paura della morte)--> No
-Neofobia (paura delle novità)--> No, senza novità sarebbe tutto talmente statico che mi annoierei nel giro di tre secondi.
-Nictofobia (paura della notte)--> Macchè! E' stupenda. La notte e le atmosfere che si porta dietro.
-Nosocomefobia (paura degli ospedali)--> Più che paura...diciamo antipatia...visto il tempo che ci ho passato.
-Odinofobia (paura del dolore)--> No
-Ofidiofobia (paura dei serpenti)--> uhm...non ne ho mai visto uno da vicino
-Oicofobia (paura della casa)--> no
-Omofobia (paura dell’omosessualità)--> no! e ci mancherebbe!
-Papafobia (paura del papa)--> Del papa o del papà? cmq nessuno dei due mi spaventa!
-Papirofobia (paura della carta)--> no. anzi, adoro la carta, adoro scriverci sopra e adoro quando sul foglio successivo restano i solchi del foglio precedente. E adoro quando un foglio nuovo è liscio e pronto ad essere vittima della mia penna. Anche se preferisco scrivere al computer...
-Pirofobia (paura del fuoco)--> no. Anzi, i falò in spiaggia e il caminetto d'inverno sono stupendi. E poi amo accendermi una sigaretta col fiammifero!
-Plutofobia (paura della ricchezza)--> ri...ri che? what?
-Siderodromofobia (paura dei viaggi in treno)--> adoro viaggiare,  e non ho paura del treno dato che ho anche fatto un inter-rail per mezza Europa...
-Tacofobia (paura della velocità)--> no (anche se la mia macchina non fa più di 80 in discesa)
-Tecnofobia (paura della tecnologia)--> No, anzi sono una fissata
-Triscaidecafobia (paura del numero 13)--> superstiziosa sì, un pò, ma non malata!
-Tripanofobia (paura delle iniezioni)--> beh, ne ho fatte talmente tante che ormai sono abituata...anche se non impazzisco dalla gioia
-Venustrafobia (paura delle belle donne)--> invidia, più che paura
-Verbofobia (paura delle parole)--> e come potrei? sono logorroica, e amo scrivere.

--- || 14:21 || Soffocatemi di commenti (9) || ---

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:: venerdì, 16 giugno 2006 ::

Sai, mamma.
Spesso mi manchi. Ma ogni tanto guardo in alto, e ti ritrovo. Anche se sei dispettosa. Perché cambi costantemente faccia, talvolta mi osservi con il volto di lato, talvolta mi sorridi a faccia piena.
Ma quando ho bisogno di te. Ti ritrovo sempre.
Sai, non te l’ho mai detto. Che sento papà scorrermi nelle vene. Al posto del sangue, ci sono i riflussi delle sue onde. I suoi cambiamenti di direzione e la freschezza della sua acqua. Torbida, molto spesso. Ma avete deciso di farmi crescere così. Incostante.
Perché sono la vostra perfetta unione.
Di lui ho il carattere vorticoso. Di te ho l’incostanza.
Lui ce l’ho nella linfa. Tu nel carattere. Nel pallore, nelle passioni.
Sei mia madre, in fondo.
Contraddistinta solo da quella languida luce.
Quella stessa luce dorata e di sbieco che stasera m’indicava la via.
Non mi sento sola, ti dico. Voglio che tu lo capisca. Certo, a tratti comprendo che non tutti possono capire i miei pensieri. I miei gusti, le mie strane debolezze. I miei repentini cambiamenti d’umore. Ma non posso avere tutto. Anche se è quello che vorrei.
Perché, perché mi guardi così malinconicamente, mamma? Non stare zitta. Non capisco. Ho bisogno che mi guidi. Nello scegliere. La via giusta per me.
Da sempre e per sempre, mi ritrovo a ripetere. Lettere che si mischiano alla saliva. Lettere che lasciano una scia amara. Forse rassegnata.
Quando mi darai un segno, eh, mamma? Quando?
Forse sono troppo supplichevole.
Ma è troppo che non vedo neppure papà. E ho bisogno della sua forza. Quella che tu, purtroppo, non vuoi darmi.
Ognuno ha il suo compito, certo. Il tuo è quello di rassicurarmi, il suo quello di fortificarmi.
Ma troppe volte ho avuto mancanza di entrambi. E adesso c’è solo la confusione, a impossessarsi di me.

Vi voglio bene.
Troppo, forse.

moon-sea

--- || 19:48 || Soffocatemi di commenti (1) || ---

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:: mercoledì, 14 giugno 2006 ::

Perchè, a proposito dei fantastici anni '80, ripensavo alla mia soffitta.
A tutti i giocattoli che vi sono dentro. A quanto mi divertivo a giocare con le micro-machines e i mini-pony. E, infine, la mia mente s'è ricordata dei Paciocchini, che facevo comprare a mia mamma e con cui giocavo sul sedile posteriore di una vecchissima, arrugginita Panda amaranto. Il profumo che avevano, I gonnellini colorati. E quanto mi arrabbiavo quando trovavo un Paciocchino maschio!
Buffo ricordare questi dettagli della propria infanzia. Ritrovarsi a pensare ai propri 5 anni, quando la spensieratezza della vita me la stavo vivendo e non sapevo assolutamente nulla del dopo. Quando non avevo l'ansia di dire "ehi ma oggi ho un colloquio di lavoro, cosa diavolo devo mettermi, e il curriculum? E i capelli? Mi prenderanno? O sarà un altro fallimento?", oppure "diavolo, sono troppo in ritardo con gli esami e non riuscirò a fare tutto ciò che desidero in tempo". Quando la più grande preoccupazione era quella di non far giocare le altre compagne con la mia bambola preferita. Quando il sorriso era sempre sul volto, sincero e ingenuo come mai più sarà possibile. 
Perchè in nessun paese del mondo riuscirò a ritrovare quella dolcezza e bontà. Solo ora che non c'è più, sola ora me ne rendo conto.


paciocchini

--- || 15:11 || Soffocatemi di commenti (1) || ---

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:: lunedì, 12 giugno 2006 ::

Non si può intendere alcunchè della poesia guardandola esternamente. Essa d'altronde non si serve di oggetti e di mani per creare; l'occhio e l'orecchio non ne intendono nulla; giacchè il semplice udire le parole non è lo speciale effetto di quest'arte misteriosa. Tutto vi è anzi interiore, e come quegli altri artisti colmano i sensi esterni di gradevoli impressioni, così colma il poeta i penetrali dell'animo di pensieri nuovi, meravigliosi e grati. Egli sa suscitare in noi a suo piacere quelle latenti potenze, e con le parole ci svela un mondo sconosciuto e portentoso. Come da profonde caverne salgono in noi tempi antichi e futuri, innumerevoli esseri umani, e meravigliose contrade e i più singolari avvenimenti, e ci strappano al noto presente. S'odono straniere parole, eppure si sa cosa vogliono significare. Una magica virtù sprigionano le sentenze del poeta: e anche le parole comuni vi suonano melodiose e affascinano gli stupiti ascoltatori.

Novalis - Enrico di Ofterdingen

--- || 11:51 || Soffocatemi di commenti || ---
pagine altrui

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:: mercoledì, 07 giugno 2006 ::

C'è da rendere giustizia a una generazione, quella di noi nati agli inizi degli anni '80 (anno più, anno meno), quelli che vedono la casa acquistata allora dai nostri genitori valere oggi 20 o 30 volte tanto, e che pagheranno la propria fino ai 50 anni.
Noi non abbiamo fatto la Guerra, né abbiamo visto lo sbarco sulla luna, non abbiamo vissuto gli anni di piombo, né abbiamo votato il referendum per l'aborto e la nostra memoria storica comincia circa coi Mondiali di Italia '90. Per non aver vissuto direttamente il '68 ci dicono che non abbiamo ideali, mentre ne sappiamo di politica più di quanto credono e più di quanto sapranno mai i nostri fratelli minori e discendenti.
Babbo Natale non sempre ci portava ciò che chiedevamo, però ci sentivamo dire, e lo sentiamo ancora, che abbiamo avuto tutto, nonostante quelli che sono venuti dopo di noi sì che hanno avuto tutto, e nessuno glielo dice.
Siamo l'ultima generazione che ha imparato a giocare con le biglie, a saltare la corda, a giocare a lupo, a un-due-tre-stella, e allo stesso tempo i primi ad aver giocato coi videogiochi, ad essere andati ai parchi di divertimento.
Abbiamo indossato pantaloni a campana, a sigaretta, a zampa di elefante e con la cucitura storta; la nostra prima tuta è stata blu con bande bianche sulle maniche e le nostre prime scarpe da ginnastica di marca le abbiamo avute dopo i 10 anni.
Andavamo a scuola quando il 1 novembre era il giorno dei Santi e non Halloween, quando ancora si veniva bocciati, siamo stai gli ultimi a fare la Maturità e i pionieri del 3+2.
Siamo stati etichettati come Generazione X e abbiamo dovuto sorbirci Sentieri e i Visitors, Beverly Hills (ti piacquero allora, vai a rivederli adesso, vedrai che delusione). Abbiamo pianto per Candy-Candy, ci siamo innamorate dei fratelli di Georgie, abbiamo riso con Spank, ballato con Heather Parisi, cantato con Cristina D'Avena e imparato la mitologia greca con Pollon. Siamo una generazione che ha visto Maradona fare campagne contro la droga.
Siamo i primi ad essere entrati nel mondo del lavoro come Co.Co.Co. e quelli per cui non gli costa niente licenziarci. Ci ricordano sempre fatti accaduti prima che nascessimo, come se non avessimo vissuto nessun avvenimento storico. Abbiamo imparato che cos'è il terrorismo, abbiamo visto cadere il muro di Berlino, e Clinton avere relazioni improprie con la segretaria nella Stanza Ovale; siamo state le più giovani vittime di Chernobyl; quelli della nostra generazione l'hanno fatta la guerra (Kosovo, Afghanistan, Iraq, ecc.); abbiamo gridato NO NATO, fuori le basi dall'Italia, senza sapere molto bene cosa significasse, per poi capirlo di colpo un 11 di settembre.
Abbiamo imparato a programmare un videoregistratore prima di chiunque altro, abbiamo giocato a Pac-Man, odiamo Bill Gates e credevamo che internet sarebbe stato un mondo libero.
Siamo la generazione di Bim Bum Bam e del Drive-in.
Siamo la generazione che andò al cinema a vedere i film di Bud Spencer e Terence Hill. Quelli cresciuti ascoltando gli Europe e i Nirvana, e gli ultimi a usare dei gettoni del telefono. Ci siamo emozionati con Superman, ET o Alla Ricerca dell'Arca Perduta.
Bevevamo i succhi all'albicocca nelle bottigliette di vetro e ne collezionavamo i tappi con le bandierine, mangiavamo i Big Bubble; al supermercato le cassiere ci davano le caramelline di zucchero.
Siamo la generazione di Crystal Ball ("con Crystal Ball ci puoi giocare."), delle sorprese del Mulino Bianco, dei mattoncini Lego a forma di mattoncino, dei Puffi, Magnum P.I., Holly e Benji, Mimì Ayuara, l'Incredibile Hulk, Yattaman, Lamù, Creamy, Kiss Me Licia, i Mini-Pony, le Micro-Machine, Big Jim e la casa di Barbie di cartone ma con l'ascensore.
La generazione che ancora si chiede se Mila e Shiro alla fine vanno insieme.
La generazione che non c'era per l'Italia Mondiale '82, e che ci viene un riso smorzato quando ci vogliono dare a bere che l'Italia di quest'anno è la favorita.
L'ultima generazione a vedere il proprio padre caricare il portapacchi della macchina all'inverosimile per andare in vacanza 15 giorni.
L'ultima generazione degli spinelli.
Guardandoci indietro è difficile credere che siamo ancora vivi: viaggiavamo in macchina senza cinture, senza seggiolini speciali e senza air-bag; facevamo viaggi di 10-12 ore e non soffrivamo di sindrome da classe turista. Non avevamo porte con protezioni, armadi o flaconi di medicinali con chiusure a prova di bambino. Andavamo in bicicletta senza casco né protezioni per le ginocchia o i gomiti. Le altalene erano di ferro con gli spigoli vivi e il gioco delle penitenze era bestiale.
Non c'erano i cellulari. Andavamo a scuola carichi di libri e quaderni, tutti infilati in una cartella che raramente aveva gli spallacci imbottiti, e tanto meno le rotelle!!
Magiavamo dolci e bevevamo bibite, ma non eravamo obesi. Al limite uno era grasso e fine. Ci attaccavamo alla stessa bottiglia per bere e nessuno si è mai infettato. Ci trasmettevamo solo i pidocchi a scuola, cosa che le nostre madri sistemavamo lavandoci la testa con l'aceto.
Non avevamo Playstation, Nintendo 64, videogiochi, 99 canali televisivi, dolby-surround, cellulari, computer e Internet, però ce la spassavamo tirandoci gavettoni e rotolandoci per terra tirando su di tutto; bevevamo l'acqua direttamente dalle fontane dei parchi, acqua non imbottigliata, che bevono anche i cani! E i ragazzi si intortavano giocando al gioco della bottiglia o a quello della verità, non in una chat dicendo :) :D :P
Abbiamo avuto libertà, fallimenti, successi e responsabilità e abbiamo imparato a crescere con tutto ciò.

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Who:Martina
Where:Torino - Arezzo
When:23 anni fa
What:Scuola Holden


The current mood of thehollow at www.imood.com








Amai teneramente dei dolcissimi amanti senza che essi sapessero mai nulla. E su questi intessei tele di ragno e fui preda della mia stessa materia. In me l'anima c'era della meretrice della sanguinaria e dell'ipocrita. Molti diedero al mio modo di vivere un nome e fui soltanto una isterica.
[Alda Merini]


Non sono niente.
Non sarò mai niente.
Non posso volere d'essere niente.
A parte questo, ho in me tutti i sogni del mondo.

Essere poeta non è una mia aspirazione, ma soltanto il modo per stare solo.
[Fernando Pessoa]











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Adesso vorrei solo abbandonarmi a quest'amore, farmi cullare da illusioni improbabili, le sole che riesco ancora ad affrontare. Vorrei anche essere scopata selvaggiamente dalla mattina alla sera, e non sognarmi nemmeno di protestare.
Non decidere più niente, essere passiva in tutto: vagare con questo buco nel cuore e nelle viscere, con questo immenso vuoto da riempire, di sicuro incolmabile.
[Alessandra Appiano]



Chi è libero dimentica e va via, congeda con un bacio ogni minuto.
Tu resti in mia balìa e di quanto è accaduto e deceduto.
Trasfondi, trasfigurami, poetizza, trasponiti, esorcizza... Sono il principio, tu fatti la fine: sono un medico senza medicine.
[Patrizia Valduga]

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il sole sale sopra il continente del male sopra il quale sto crescendo, migliorando e dove fingo di non essermene accorto che non sto vivendo sono morto
[Afterhours]


La sola regola eroica: essere soli soli soli. Quando passerai una giornata senza presupporre nè implicare in nessun tuo gesto o pensiero la presenza di altri, potrai chiamarti eroico. O altrimenti essere Cristo - cioè annientarsi. Ma l'hai detto ieri - nessuno rinuncia a ciò che conosce - e tu conosci troppe cose.





Chi si sbaglia è chi non capisce ancora il suo destino. Cioè non capisce qual è la risultante di tutto il suo passato - che qui segna l'avvenire. Ma lo capisca o no, glielo segna lo stesso. Ogni vita è quello che doveva essere.
[Cesare Pavese]








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.. :: My Reverie :: ..

Alberi d’oro. L’autunno si respira, entra anche nei polmoni. Altro che aria. L’oro è più nutriente. A lei piaceva calpestare tutte le foglie ammonticchiate qua e là nel parco. Adorava il rumore che producevano. Quel leggero fruscio, pareva un fantasma lieve. E poi il cappotto. Il suo soprabito preferito, ereditato dalla nonna. Pesante, marrone scuro. Era tutt’uno con il tronco degli alberi. Quando faceva le giravolte. Provocava vortici di natura. E poi cadeva per terra. Lui la baciava. Era un film. Prezioso come pietre, e dolce. Quasi zucchero filato.




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Ci sarà alla fine una verità Lucia e scopriremo la verità giù nell’acqua e su fino al più altissimo porco non ci credi? Dimmi di si, io brucio dentro questa storia e non ne vedrò la fine, ma scopriremo la verità, perchè se c’e’ solo un po’ di verità c’e’ speranza e chi l’ha fatta brillare ha fatto abbastanza e non importa se poi non si salverà, salvarsi per avere cosa […]

[Benni - Comici Spaventati Guerrieri]



Bisogna sempre essere ubriachi. Tutto qui: è l’unico problema. Per non sentire l’orribile fardello del Tempo che vi spezza la schiena e vi piega a terra, dovete ubriacarvi senza tregua. Ma di che cosa? Di vino, di poesia o di virtù: come vi pare. Ma ubriacatevi. E se talvolta, sui gradini di un palazzo, sull’erba verde di un fosso, nella tetra solitudine della vostra stanza, vi risvegliate perché l’ebbrezza è diminuita o scomparsa, chiedete al vento, alle stelle, agli uccelli, all’orologio, a tutto ciò che fugge, a tutto ciò che geme, a tutto ciò che scorre, a tutto ciò che canta, a tutto ciò che parla, chiedete che ora è; e il vento, le onde, le stelle, gli uccelli, l’orologio, vi risponderanno: “E’ ora di ubriacarsi! Per non essere gli schiavi martirizzati del Tempo, ubriacatevi, ubriacatevi sempre! Di vino, di poesia o di virtù, come vi pare.”

[C.Baudelaire - Lo Spleen di Parigi]




“La mente e’ il proprio luogo, e può in sé fare un cielo dell’inferno, un inferno del cielo. Che cosa importa dove, se rimango me stesso; e che altro dovrei essere allora se non tutto, e inferiore soltanto a lui che il tuono ha reso il più potente? Qui almeno saremo liberi; poiché l’Altissimo non ha edificato questo luogo per poi dovercelo anche invidiare, non ne saremo cacciati:vi regneremo sicuri,e a mio giudizio regnare e’ una degna ambizione, anche sopra l’inferno: meglio regnare all’inferno che servire in cielo. Quindi perché lasciare gli amici fedeli, gli alleati e i partecipi di questa nostra perdita, giacere così attoniti sull’acque immemoriali, e non chiamarli con noi a condividere la loro sorte in questa dimora infelice, o a tentare con noi nuovamente, riprese le armi, ciò che ancora può essere riconquistato in cielo, o ciò che ancora di più può essere perduto nell’inferno?”

[Milton - Paradise Lost]




Mi siederò sotto i dolci lampadari e vi specchierò i miei sogni, e loro mi restituiranno tutto. Ho smesso di andare a scuola per sogni come quelli. L'ho lasciata a coloro i cui sensi davano per scontati i confini. Che si lasciavano coprire gli occhi dai tessuti spenti e molli dei loro padri morenti. I cui cuori non hanno fatto voti che hanno segnato le vene dei miei polsi per una vita intera. Lasciandomi qui a pagare il prezzo che è un fluido veleno rosso che non fa che abbassare le probabilità del mio tentativo di trovare l'amore eterno.

[Jim Carroll - Paura di Sognare]




Non è perfetto, non è completo, ma è ciò che ho fatto della mia vita. Giusto o sbagliato che sia, non segue nessun piano preordinato. Puoi solo sperare che emerga un filo conduttore, e a volte questo filo conduttore non emerge. Eppure, se hai un piano, riesci a ottenere solo il meglio che la tua immaginazione può concepire. E io ho sempre sperato in qualcosa di più.

[Chuck Palhaniuk - Ninna Nanna]



Anche i libri, o i film, è la stessa cosa. Più fasulli di così si muore, e se va a vedere chi ci sta dietro può scommetterci che troverà solo solenni figli di puttana, ma intanto ci vedi dentro cose che con l'andare in giro per la strada te le sogni, e nella vita vera non le troverai mai. La vita vera non parla mai. E' solo un gioco d'abilità, roba che vinci o perdi, te lo fanno fare per distrarti, così non pensi.

[Alessandro Baricco - City]




Le stelle brillavano fredde, quasi in segno di scherno, e gli alberi agitavano i rami nudi sopra la mia testa; ogni tanto nel silenzio si levava, dolce, la voce di un uccello. Tutto era quiete e gioia, tutto all'infuori di me; io, come l'arcidiavolo, portavo in me l'inferno; e poichè nulla amavo, sentivo il desiderio di strappare gli alberi, di spargere all'intorno sterminio e distruzione e di sedermi poi a gioire della rovina.

[Mary Shelley - Frankenstein]




E infine comprendemmo che le ragazze erano proprio donne camuffate, che capivano l'amore e anche la morte, e che il nostro compito consisteva semplicemente nel creare il rumore che sembrava capace di affascinarle.

[Jeffrey Eugenides - Le Vergini Suicide]




La fotografia non dice (per forza) ciò che non è più, ma soltanto e sicuramente ciò che è stato. Questa sottigliezza è determinante. Davanti a una foto, la coscienza non prende necessariamente la via nostalgica del ricordo (quante fotografie sono al di fuori del tempo individuale) ma, per ogni foto esistente al mondo, essa prende la via della certezza: l'essenza della fotografia è di ratificare ciò che essa ritrae.

[Roland Barthes]




Ascoltate! Se accendono le stelle, vuol dire che qualcuno ne ha bisogno? Vuol dire che è indispensabile che ogni sera, al di sopra dei tetti, risplenda almeno una stella.
E allora ormai - sgualcite le coltri dei lampioni - la notte si diede al piacere, oscena e ubriaca, mentre dietro i soli delle vie in qualche luogo zoppicava, non necessaria a nessuno, la flaccida Luna.

[Vladimir Majakovskij]













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