:: venerdì, 30 giugno 2006 ::
Nessuno vuole mettere a soqquadro il proprio mondo. Perciò alcune persone - tante - riescono a controllare questa minaccia, mantenendo una casa o una struttura già marcia. Sono gli ingegneri delle cose superate.
Altri individui pensano esattamente il contrario: si abbandonano senza riflettere, aspettandosi di trovare nella passione la soluzione di tutti i loro problemi. Attribuiscono all'altro il merito della propria felicità, e la colpa della propria possibile infelicità. Sono sempre euforici perché è accaduto qualcosa di meraviglioso, oppure depressi perché un evento inatteso ha finito per distruggere tutto.
Sottrarsi alla passione, o abbandonarvisi ciecamente: quale di questi due atteggiamenti è il meno distruttivo?
Non lo so."
Il problema nasce
quando di passione non ce n'è traccia.
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:: giovedì, 29 giugno 2006 ::

che è da tanto che non ce lo metto, qui sul blog.
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:: giovedì, 29 giugno 2006 ::
Discese languidamente la sua scala di nuvole, e passò senza far rumore attraverso i vetri. Poi si stese su di te con la morbida tenerezza di una madre, e depose i suoi colori sulla tua faccia. Così le tue pupille sono rimaste verdi, e le tue guance straordinariamente pallide. Contemplando quella visitatrice i tuoi occhi si sono così bizzarramente ingranditi; e lei ti ha così teneramente serrato la gola che ti è rimasta per sempre la voglia di piangere. Nell'espansione della sua gioia, la Luna continuava a riempire tutta la stanza di un'atmosfera fosforescente, di un veleno luminoso; e tutta quella viva luce pensava e diceva:
"Subirai eternamente l'influsso del mio bacio. Sarai bella a modo mio.
Amerai ciò che io amo e ciò che mi ama: l'acqua, le nuvole, il silenzio e la notte; il mare immenso e verde; l'acqua informe e multiforme; il luogo in cui non sei; l'amante che non conosci; i fiori mostruosi; i profumi che fanno delirare; i gatti che si beano sui pianoforti e che gemono come donne, con voce roca e dolce.
E sarai amata dai miei amanti, corteggiata da chi mi fa la corte. Sarai la regina di chi ha gli occhi verdi, di coloro a cui ho stretto la gola con le mie carezze notturne; di coloro che amano il mare, il mare immenso, tumultuoso e verde, l'acqua informe e multiforme, il luogo in cui non sono, la donna che non conoscono, i fiori sinistri che somigliano ai turiboli di una religione ignota, i profumi che turbano la volontà, e gli animali selvaggi e voluttuosi che sono gli emblemi della loro follia".
Ed è per questo, maledetta e cara bambina viziata, che io ora sono ai tuoi piedi, e cerco in tutta la tua persona il riflesso della temibile Divinità, della fatidica madrina, dell'intossicante madrina di tutti i lunatici!
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pagine altrui
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:: giovedì, 29 giugno 2006 ::
Il caldo che si attacca alla pelle. I caffè ingurgitati che sono stati troppi. L'ansia per un esame che non so neppure se avrò voglia di passare.
Sono qui, sveglia. Con una canottierina a righe, i pantaloncini azzurrognoli del pigiama e gli occhiali da vista. A scrivere di come vorrei staccare la spina, evadere, scappare. Quando in realtà non lo voglio per un cazzo. Perchè altrimenti mi annoierei. E quella, quella sì, che sarebbe la fine.
Ammettiamolo. Devo riconoscerlo. Sono una masochista. Che non vuole vita semplice. Non voglio essere felice, non voglio una vita serena, senza problemi o preoccupazioni. Voglio le ombre su di me, voglio qualcosa a cui attaccarmi per rimuginare e riflettere.
Ma non in maniera negativa.
Non necessariamente. Voglio solo tenere la testa impegnata.
Ma vorrei anche qualcosa di più. Ci sono così tante parti in me, così tante parti differenti, che riuscire ad accontentarle tutte - o, per lo meno, a metterle d'accordo - impiegherebbe una vita.
E un minuto vorrei fuggire verso destinazioni sconosciute. Prendere un treno e presentarmi nella città delle persone che mi fanno provare emozioni anche solo attraverso una fotografia. O un post al mese. Convincendomi di trovare così l'amore.
E il minuto successivo vorrei essere altrove. Da sola.
Oppure a Las Vegas. In un appartamento con 3 mie amiche.
Ma sono qui.
E devo farci i conti.
Anche se la mia vita non si svolgerà qui
si svolgerà comunque con me come protagonista.
Rimanere a guardarla da fuori non è giusto. Sarebbe solo spreco.
Non sono fatta per amare una sola persona alla volta. Non sono fatta per amare una sola arte alla volta. Non sono fatta per accettare vie di mezzo.
Voglio il mondo in me.
E voglio essere nel ventre del mondo.
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:: martedì, 27 giugno 2006 ::
Tanto, spero.
Staccare la spina. Per il tempo necessario a dimenticare la vita stantìa.
Ovvero, un bel pò di tempo.
Serve acqua pulita. E aria fresca.

--- || 13:42 || Soffocatemi di commenti (5) || ---
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:: lunedì, 26 giugno 2006 ::
Milioni di Anni - La Camera Migliore
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pagine di musica
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:: lunedì, 19 giugno 2006 ::
Sono Michela ho 14 anni. L'agosto scorso ho fatto una cosa che non mi perdonerò mai: ho masturbato il mio ex-ragazzo. Sto malissimo. Mi sembra di aver commesso qualcosa di imperdonabile e ho vergogna di dirlo. Vorrei poter ritornare indietro per evitare questo sbaglio..... Ogni giorno chiedo perdono a DIO !!! Ho vergogna di confidarmi, con il sacerdote. Mi sono già confessata due volte per l'accaduto, ma non sono ancora riuscita a perdonarmi... Cosa mi consigliate? (Disperata'84 per Top Girl)
No, perchè avrei una voglia matta di rileggere quelle fantastiche lettere alla "posta del cuore".
R: No, devi aspettare...
R: Il convento delle "Santissime Vergini Vecchie Grazie Benedette"
R.Aldo: Sono Aldo ho 30 anni e non ne ho trovata ancora uno che fa di questi servizi.....è grave?
R: No comment!
R.Aldo: Segue potente contrograttata di coglioni!!
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:: domenica, 18 giugno 2006 ::
-Acluofobia (paura del buio)--> no. Nel buio riesco a pensare meglio. A riflettere, a sognare.
-Acrofobia (paura dei luoghi elevati)--> no! stare in vetta alla Tour Eiffel è splendido.
-Agorafobia (paura degli spazi aperti)--> ma assolutamente no! chi può rinunciare a stare in mezzo a un campo di grano? o a un parco? o su una spiaggia?
-Ailurofobia (paura dei gatti)--> come si fa a temere l'animale più bello della storia?
-Alectorofobia (paura dei polli)--> no, al limite mi fanno ridere
-Androfobia (paura degli uomini)--> uhm, beh, direi proprio di no. XD
-Automisofobia (paura di essere sporchi)--> bof, ci tengo, ma non è che sono una maniaca dell'ordine
-Aviofobia (paura di volare)--> no, l'aereo è stupendo!
-Bhacillofobia (paura dei microbi)--> no, però se non mi ammalo preferisco
-Bibliofobia (paura dei libri)--> ASSOLUTAMENTE NO! altrimenti dovrei aver paura di stare in camera mia.
-Bufonofobia (paura dei rospi)--> mah...non ho mai visto un rospo troppo da vicino...però una volta tentai di baciarne uno per fare uscire il principe che era in lui, ma niente, mi evitò.
-Colerofobia (paura della collera)--> ma è talmente divertente arrabbiarsi! e comunque è uno sfogo.
-Crometofobia (paura dei soldi)--> scusate, con tutto il rispetto...ma chi è il fesso che ne soffre??
-Cromofobia (paura dei colori)--> bof, io sono un pò monotona: nero, viola, fuxia, rosso, rosa. Oltre a questi non vado.
-Cibofobia (paura del cibo)--> no. Io AMO mangiare...pure troppo!
-Cinofobia (paura dei cani)--> ma se ho un cane che è incrocio tra pastore tedesco e labrador... *.*
-Claustrofobia (paura degli spazi chiusi)--> bah, no, anche se magari dopo un pò mi prende l'ansia quando c'è troppa gente e non c'è più aria
-Coprofobia (paura delle feci)--> più che paura fanno un po' schifo
-Coulrofobia (paura dei clown)--> non tanto dei clown, quanto delle marionette. Eh beh, dopo aver visto Saw l'Enigmista, ci sono rimasta sotto
-Ciclofobia (paura della bicicletta)--> No, anche se la mia pigrizia la scansa volentieri
-Decidofobia (paura nel prendere decisioni)--> dipende dai momenti. posso essere impulsiva al massimo in certi momenti, mentre in altri mi racconto stronzate pur di non decidermi...
-Dendrofobia (paura degli alberi)--> no!!! mi piacciono tantissimo, soprattutto l'odore che mandano
-Dentofobia o odontofobia (paura del dentista)--> dovrei odiare mio fratello. Uhm, sì, allora in effetti ne soffro.
-Didascaleinofobia (paura della scuola)--> no. in realtà rimpiango i tempi del liceo.
-Dichefobia (paura della giustizia)--> non ci credo, semplicemente.
-Dipsofobia (paura di bere)--> non fa proprio per me questa fobia...amo l'estathe, il succo alla pesca, e ogni alcoolico presente al mondo. Tranne poche eccezioni.
-Disabiliofobia (paura di spogliarsi di fronte a qualcuno)--> beh, abbastanza, direi.
-Dismorfofobia (paura di non avere un aspetto normale)--> No
-Ecclesiofobia (paura delle chiese)--> no, amo molto visitarle dal punto di vista artistico.
-Eisoptrofobia (paura degli specchi o di vedere se stesso riflesso in uno specchio)--> che? gli specchi? sono donna. quindi li adoro. anche per una questione simbolica, come oggetto in cui vedere una nuova immagine di sè.
-Emetofobia (paura del vomito)--> no...fa un pò schifo, ma paura no!
-Emofobia (paura del sangue)--> direi di no! ricordo ancora il mio periodo fuori-di-testa-passione-per-i-vampiri
-Entomofobia (paura degli insetti)--> mh, non li adoro, però non scappo. adoro le libellule!
-Equinofobia (paura dei cavalli)--> i cavalli mi sembrano animali belli, ma non ne ho mai visto uno da vicino
-Eremofobia (paura della solitudine)--> direi che tendo sempre a volerlo essere.
-Erpetofobia (paura dei rettili)--> visti da lontano, sono molto affascinanti.
-Eufobia (paura di sentire buone notizie)--> No! Ma chi ce l'ha?
-Filofobia (paura di innamorarsi)--> è probabile.
-Fobofobia (paura delle fobie)--> No
-Gamofobia (paura del matrimonio)--> Non ne ho paura. Non ci credo e mi sembra una spesa inutile.
-Glossofobia (paura di parlare in pubblico)--> Penso di sì, anche se non ho mai avuto occasione..
-Gimnofobia (paura della nudità)--> Insomma, sono pudiiica!
-Iatrofobia (paura del medico)--> No. se ne avessi sarebbe un bel casino...
-Keraunofobia (paura dei tuoni)--> No. Anzi, i temporali sono stupendi. Così improvvisi e forti.
-Leucofobia (paura del colore bianco)--> Ma che paura è?
-Menofobia (paura delle mestruazioni)--> Non paura: scazzatura. E acidità
-Necrofobia (paura della morte)--> No
-Neofobia (paura delle novità)--> No, senza novità sarebbe tutto talmente statico che mi annoierei nel giro di tre secondi.
-Nictofobia (paura della notte)--> Macchè! E' stupenda. La notte e le atmosfere che si porta dietro.
-Nosocomefobia (paura degli ospedali)--> Più che paura...diciamo antipatia...visto il tempo che ci ho passato.
-Odinofobia (paura del dolore)--> No
-Ofidiofobia (paura dei serpenti)--> uhm...non ne ho mai visto uno da vicino
-Oicofobia (paura della casa)--> no
-Omofobia (paura dell’omosessualità)--> no! e ci mancherebbe!
-Papafobia (paura del papa)--> Del papa o del papà? cmq nessuno dei due mi spaventa!
-Papirofobia (paura della carta)--> no. anzi, adoro la carta, adoro scriverci sopra e adoro quando sul foglio successivo restano i solchi del foglio precedente. E adoro quando un foglio nuovo è liscio e pronto ad essere vittima della mia penna. Anche se preferisco scrivere al computer...
-Pirofobia (paura del fuoco)--> no. Anzi, i falò in spiaggia e il caminetto d'inverno sono stupendi. E poi amo accendermi una sigaretta col fiammifero!
-Plutofobia (paura della ricchezza)--> ri...ri che? what?
-Siderodromofobia (paura dei viaggi in treno)--> adoro viaggiare, e non ho paura del treno dato che ho anche fatto un inter-rail per mezza Europa...
-Tacofobia (paura della velocità)--> no (anche se la mia macchina non fa più di 80 in discesa)
-Tecnofobia (paura della tecnologia)--> No, anzi sono una fissata
-Triscaidecafobia (paura del numero 13)--> superstiziosa sì, un pò, ma non malata!
-Tripanofobia (paura delle iniezioni)--> beh, ne ho fatte talmente tante che ormai sono abituata...anche se non impazzisco dalla gioia
-Venustrafobia (paura delle belle donne)--> invidia, più che paura
-Verbofobia (paura delle parole)--> e come potrei? sono logorroica, e amo scrivere.
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:: venerdì, 16 giugno 2006 ::
Sai, mamma.
Spesso mi manchi. Ma ogni tanto guardo in alto, e ti ritrovo. Anche se sei dispettosa. Perché cambi costantemente faccia, talvolta mi osservi con il volto di lato, talvolta mi sorridi a faccia piena.
Ma quando ho bisogno di te. Ti ritrovo sempre.
Sai, non te l’ho mai detto. Che sento papà scorrermi nelle vene. Al posto del sangue, ci sono i riflussi delle sue onde. I suoi cambiamenti di direzione e la freschezza della sua acqua. Torbida, molto spesso. Ma avete deciso di farmi crescere così. Incostante.
Perché sono la vostra perfetta unione.
Di lui ho il carattere vorticoso. Di te ho l’incostanza.
Lui ce l’ho nella linfa. Tu nel carattere. Nel pallore, nelle passioni.
Sei mia madre, in fondo.
Contraddistinta solo da quella languida luce.
Quella stessa luce dorata e di sbieco che stasera m’indicava la via.
Non mi sento sola, ti dico. Voglio che tu lo capisca. Certo, a tratti comprendo che non tutti possono capire i miei pensieri. I miei gusti, le mie strane debolezze. I miei repentini cambiamenti d’umore. Ma non posso avere tutto. Anche se è quello che vorrei.
Perché, perché mi guardi così malinconicamente, mamma? Non stare zitta. Non capisco. Ho bisogno che mi guidi. Nello scegliere. La via giusta per me.
Da sempre e per sempre, mi ritrovo a ripetere. Lettere che si mischiano alla saliva. Lettere che lasciano una scia amara. Forse rassegnata.
Quando mi darai un segno, eh, mamma? Quando?
Forse sono troppo supplichevole.
Ma è troppo che non vedo neppure papà. E ho bisogno della sua forza. Quella che tu, purtroppo, non vuoi darmi.
Ognuno ha il suo compito, certo. Il tuo è quello di rassicurarmi, il suo quello di fortificarmi.
Ma troppe volte ho avuto mancanza di entrambi. E adesso c’è solo la confusione, a impossessarsi di me.
Troppo, forse.
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:: mercoledì, 14 giugno 2006 ::
A tutti i giocattoli che vi sono dentro. A quanto mi divertivo a giocare con le micro-machines e i mini-pony. E, infine, la mia mente s'è ricordata dei Paciocchini, che facevo comprare a mia mamma e con cui giocavo sul sedile posteriore di una vecchissima, arrugginita Panda amaranto. Il profumo che avevano, I gonnellini colorati. E quanto mi arrabbiavo quando trovavo un Paciocchino maschio!
Buffo ricordare questi dettagli della propria infanzia. Ritrovarsi a pensare ai propri 5 anni, quando la spensieratezza della vita me la stavo vivendo e non sapevo assolutamente nulla del dopo. Quando non avevo l'ansia di dire "ehi ma oggi ho un colloquio di lavoro, cosa diavolo devo mettermi, e il curriculum? E i capelli? Mi prenderanno? O sarà un altro fallimento?", oppure "diavolo, sono troppo in ritardo con gli esami e non riuscirò a fare tutto ciò che desidero in tempo". Quando la più grande preoccupazione era quella di non far giocare le altre compagne con la mia bambola preferita. Quando il sorriso era sempre sul volto, sincero e ingenuo come mai più sarà possibile.
Perchè in nessun paese del mondo riuscirò a ritrovare quella dolcezza e bontà. Solo ora che non c'è più, sola ora me ne rendo conto.

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:: lunedì, 12 giugno 2006 ::
Novalis - Enrico di Ofterdingen
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pagine altrui
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:: mercoledì, 07 giugno 2006 ::
Noi non abbiamo fatto la Guerra, né abbiamo visto lo sbarco sulla luna, non abbiamo vissuto gli anni di piombo, né abbiamo votato il referendum per l'aborto e la nostra memoria storica comincia circa coi Mondiali di Italia '90. Per non aver vissuto direttamente il '68 ci dicono che non abbiamo ideali, mentre ne sappiamo di politica più di quanto credono e più di quanto sapranno mai i nostri fratelli minori e discendenti.
Babbo Natale non sempre ci portava ciò che chiedevamo, però ci sentivamo dire, e lo sentiamo ancora, che abbiamo avuto tutto, nonostante quelli che sono venuti dopo di noi sì che hanno avuto tutto, e nessuno glielo dice.
Siamo l'ultima generazione che ha imparato a giocare con le biglie, a saltare la corda, a giocare a lupo, a un-due-tre-stella, e allo stesso tempo i primi ad aver giocato coi videogiochi, ad essere andati ai parchi di divertimento.
Abbiamo indossato pantaloni a campana, a sigaretta, a zampa di elefante e con la cucitura storta; la nostra prima tuta è stata blu con bande bianche sulle maniche e le nostre prime scarpe da ginnastica di marca le abbiamo avute dopo i 10 anni.
Andavamo a scuola quando il 1 novembre era il giorno dei Santi e non Halloween, quando ancora si veniva bocciati, siamo stai gli ultimi a fare la Maturità e i pionieri del 3+2.
Siamo stati etichettati come Generazione X e abbiamo dovuto sorbirci Sentieri e i Visitors, Beverly Hills (ti piacquero allora, vai a rivederli adesso, vedrai che delusione). Abbiamo pianto per Candy-Candy, ci siamo innamorate dei fratelli di Georgie, abbiamo riso con Spank, ballato con Heather Parisi, cantato con Cristina D'Avena e imparato la mitologia greca con Pollon. Siamo una generazione che ha visto Maradona fare campagne contro la droga.
Siamo i primi ad essere entrati nel mondo del lavoro come Co.Co.Co. e quelli per cui non gli costa niente licenziarci. Ci ricordano sempre fatti accaduti prima che nascessimo, come se non avessimo vissuto nessun avvenimento storico. Abbiamo imparato che cos'è il terrorismo, abbiamo visto cadere il muro di Berlino, e Clinton avere relazioni improprie con la segretaria nella Stanza Ovale; siamo state le più giovani vittime di Chernobyl; quelli della nostra generazione l'hanno fatta la guerra (Kosovo, Afghanistan, Iraq, ecc.); abbiamo gridato NO NATO, fuori le basi dall'Italia, senza sapere molto bene cosa significasse, per poi capirlo di colpo un 11 di settembre.
Abbiamo imparato a programmare un videoregistratore prima di chiunque altro, abbiamo giocato a Pac-Man, odiamo Bill Gates e credevamo che internet sarebbe stato un mondo libero.
Siamo la generazione di Bim Bum Bam e del Drive-in.
Siamo la generazione che andò al cinema a vedere i film di Bud Spencer e Terence Hill. Quelli cresciuti ascoltando gli Europe e i Nirvana, e gli ultimi a usare dei gettoni del telefono. Ci siamo emozionati con Superman, ET o Alla Ricerca dell'Arca Perduta.
Bevevamo i succhi all'albicocca nelle bottigliette di vetro e ne collezionavamo i tappi con le bandierine, mangiavamo i Big Bubble; al supermercato le cassiere ci davano le caramelline di zucchero.
Siamo la generazione di Crystal Ball ("con Crystal Ball ci puoi giocare."), delle sorprese del Mulino Bianco, dei mattoncini Lego a forma di mattoncino, dei Puffi, Magnum P.I., Holly e Benji, Mimì Ayuara, l'Incredibile Hulk, Yattaman, Lamù, Creamy, Kiss Me Licia, i Mini-Pony, le Micro-Machine, Big Jim e la casa di Barbie di cartone ma con l'ascensore.
La generazione che ancora si chiede se Mila e Shiro alla fine vanno insieme.
La generazione che non c'era per l'Italia Mondiale '82, e che ci viene un riso smorzato quando ci vogliono dare a bere che l'Italia di quest'anno è la favorita.
L'ultima generazione a vedere il proprio padre caricare il portapacchi della macchina all'inverosimile per andare in vacanza 15 giorni.
L'ultima generazione degli spinelli.
Guardandoci indietro è difficile credere che siamo ancora vivi: viaggiavamo in macchina senza cinture, senza seggiolini speciali e senza air-bag; facevamo viaggi di 10-12 ore e non soffrivamo di sindrome da classe turista. Non avevamo porte con protezioni, armadi o flaconi di medicinali con chiusure a prova di bambino. Andavamo in bicicletta senza casco né protezioni per le ginocchia o i gomiti. Le altalene erano di ferro con gli spigoli vivi e il gioco delle penitenze era bestiale.
Non c'erano i cellulari. Andavamo a scuola carichi di libri e quaderni, tutti infilati in una cartella che raramente aveva gli spallacci imbottiti, e tanto meno le rotelle!!
Magiavamo dolci e bevevamo bibite, ma non eravamo obesi. Al limite uno era grasso e fine. Ci attaccavamo alla stessa bottiglia per bere e nessuno si è mai infettato. Ci trasmettevamo solo i pidocchi a scuola, cosa che le nostre madri sistemavamo lavandoci la testa con l'aceto.
Non avevamo Playstation, Nintendo 64, videogiochi, 99 canali televisivi, dolby-surround, cellulari, computer e Internet, però ce la spassavamo tirandoci gavettoni e rotolandoci per terra tirando su di tutto; bevevamo l'acqua direttamente dalle fontane dei parchi, acqua non imbottigliata, che bevono anche i cani! E i ragazzi si intortavano giocando al gioco della bottiglia o a quello della verità, non in una chat dicendo :) :D :P
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La sola regola eroica: essere soli soli soli. Quando passerai una giornata senza presupporre nè implicare in nessun tuo gesto o pensiero la presenza di altri, potrai chiamarti eroico. O altrimenti essere Cristo - cioè annientarsi. Ma l'hai detto ieri - nessuno rinuncia a ciò che conosce - e tu conosci troppe cose.
Chi si sbaglia è chi non capisce ancora il suo destino. Cioè non capisce qual è la risultante di tutto il suo passato - che qui segna l'avvenire. Ma lo capisca o no, glielo segna lo stesso. Ogni vita è quello che doveva essere.
[Cesare Pavese]

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