:: mercoledì, 24 maggio 2006 ::

....e oggi sono ventuno.

 

 

 

Anni di giorni accumulati, di eterna tensione verso la perfezione.
Ma quando la afferrerò, eh, lì sì che saranno cazzi.

 Per quella che sono ora.
E per ciò che sarò. Sempre migliore.

--- || 01:41 || Soffocatemi di commenti (4) || ---

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:: domenica, 21 maggio 2006 ::

 :: Martina :: Dio quanto amo Baricco scrive:
oddio

:: Martina :: Dio quanto amo Baricco scrive:
io ancora sono UBRIACA DA IERI SERA

:: Martina :: Dio quanto amo Baricco scrive:
non devo più andare alle feste medievali

:: Martina :: Dio quanto amo Baricco scrive:
in cui tutto il paesello sembra ricaduto nel medioevo

:: Martina :: Dio quanto amo Baricco scrive:
e in cui compri vino a volontà nei bicchieri di coccio

:: Martina :: Dio quanto amo Baricco scrive:
e dove dai un cristo in terra (ho tirato una culata spaventosa, inciampando)

:: Martina :: Dio quanto amo Baricco scrive:
e in cui, il giorno dopo, c'hai un mal di testa che ti vorresti staccare il cranio dal collo come se fosse una lampadina

:: Martina :: Dio quanto amo Baricco scrive:
poi faccio questi monologhi solitari

:: Martina :: Dio quanto amo Baricco scrive:
cioè ma curatemi

...tutto ciò in tema "scleri e pazzie". Oh, ma ha veramente ragione Fra nel darmi della psicopatica? Dovrei rilassarmi di più, ma non è così facile. Oggi sono a pezzi: cerchio alla testa che stringe sempre più, fondoschiena e schiena tutti rincriccati dalla scivolata fantozziana di ieri (eh, anch'io corro in discesa, e vado a inciampare precisamente su un fazzoletto - bottiglietta - cartaccia - buccia di banana facendo anche un rumore sordo in stile "oh cazzo questa s'è rotta il cranio"), incapacità di parlare e voglia di mangiare - guidare - muoversi - essere coscienti pari a zero.
Eh beh, la giornata dopo la sera Rapolano è sempre così. Ma ne vale la pena. Se vi capita di fare un salto tra Siena e Arezzo, omai il prossimo anno in questo periodo, andateci. Non ve ne pentirete. Unico effetto collaterale: il vino su tutti i vestiti. Ma non si può avere la perfezione.

--- || 12:22 || Soffocatemi di commenti (3) || ---
pagine di follie sarcastiche

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:: giovedì, 18 maggio 2006 ::

...e fiera di esserlo. Tsk!

--- || 19:55 || Soffocatemi di commenti (1) || ---

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:: martedì, 16 maggio 2006 ::

VI PREGO, UN ATTIMO DI ATTENZIONE. I SEGUENTI SITI SONO DA METTERE IMMEDIATAMENTE TRA I PREFERITI: QUANDO SIETE LIEVEMENTE GIù, APRITE I SUDDETTI BLOG E INIZIATE A RIDERE.
ps: sono raccomandati i fazzoletti a portata di mano. Maneggiare con cautela.

http://moriamoinsieme.splinder.com/

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http://sosweetgirls.splinder.com/

--- || 22:25 || Soffocatemi di commenti (10) || ---

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:: martedì, 16 maggio 2006 ::

...prendendo spunto da Francesca:

Il tuo giorno di nascita è: Venerdi

E' il giorno in cui nascono i belli, gli intelligenti, i sensibili, i dotati di poteri medianici, coloro portati particolarmente per la musica e le arti in genere. A volte, i nati di Venerdì soffrono di lunite acuta ed è quando la malinconia si impadronisce del loro animo che riescono a scrivere poesie bellissime e struggenti, oppure musiche appassionate.
I nati di Venere sono attratti dall'astronomia e dall'astrologia, dai misteri delle scienze occulte e dagli studi religiosi. I nati di Venerdi' sono molto fortunati e ciò che fanno o cominciano nel loro giorno avrà un grande successo.

Portafortuna, ammesso che ce ne sia bisogno, una stellina d'oro.


Ok, ragazzi, chi mi regala una stellina d'oro??

--- || 21:30 || Soffocatemi di commenti (4) || ---

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:: sabato, 13 maggio 2006 ::

Ho questa foto di pura gioia
E' di un bambino con la sua pistola
Che spara dritto davanti a se
A quello che non c'è
Ho perso il gusto, non ha sapore
Quest'alito di angelo che mi lecca il cuore
Ma credo di camminare dritto sull'acqua e
Su quello che non c'è
Arriva l'alba o forse no
A volte ciò che sembra alba
Non è

Ma so che so camminare dritto sull'acqua e
Su quello che non c'è
Rivuoi la scelta, rivuoi il controllo
Rivoglio le mie ali nere, il mio mantello
La chiave della felicità è la disobbedienza in se'
A quello che non c'è
Perciò io maledico il modo in cui sono fatto
Il mio modo di morire sano e salvo dove m'attacco
Il mio modo vigliacco di restare sperando che ci sia
Quello che non c'è.
Curo le foglie, saranno forti
Se riesco ad ignorare che gli alberi son morti
Ma questo è camminare alto sull'acqua e
Su quello che non c'è
Ed ecco arriva l'alba so che è qui per me
Meraviglioso come a volte ciò che sembra non è
Fottendosi da se, fottendomi da me
Per quello che non c'è

...a colui che sa cosa voglio dire.

--- || 18:14 || Soffocatemi di commenti (1) || ---
pagine di musica

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:: giovedì, 11 maggio 2006 ::

Sono in vena di raccontini, quindi vi beccherete questa relazione dettagliata.
Sì, perchè stanotte ho fatto il mio solito sogno allucinante.

Ero a una sorta di festa - non ricordo se fosse il party in un prato, o all'esterno di un locale. Sta di fatto che esco dalla cantina - dove ovviamente eravamo tutti a bere - e trovo Brad Pitt per terra, al telefono. Chiacchiero un pò con altre persone, e infine mi dirigo da lui. Mi siedo accanto e gli chiedo come sta. Lui mi guarda con quegli occhi (che credo potrebbero far morire anche una gatta cieca) e iniziamo a parlare del più e del meno. Poi, all'improvviso, ci baciamo, stretti stretti e davanti a tutti (e tuttE).
Dopo poco mi guarda e dice "ehi, ma ti ricordi che esattamente un anno fa eravamo nella stessa situazione?" Io mi osservo attorno, vedo le facce invidiose delle altre, sorrido compiaciuta, gli accarezzo i capelli lunghi (beh, certo, perchè è in versione "vi presento Joe Black", che più bello di così si muore) e lo bacio nuovamente. Poi lo accompagno alla stazione, dove deve prendere un treno, e mi chiede di partire con lui; io, chiaramente, dopo essermela tirata, all'ultimo secondo prendo e faccio un salto felino sul vagone.
E vissero tutti felici e contenti.

Ok. Normale sogno romantico nei confronti di uno degli uomini più belli mai visti.
Quello che non è normale è che lui fa riferimento a un sogno che ho REALMENTE fatto un anno fa, con noi due protagonisti - quasi fossero le puntate di una telenovela. E' possibile che esista il sogno del sogno del sogno? Bah, con me non c'è niente da escludere.
Ma la cosa più allucinante è un'altra: il fatto che sì, ok, ero felice di Brad (e vaffanculo, direte voi), ma io in realtà avrei voluto Angelina Jolie.

--- || 13:27 || Soffocatemi di commenti (4) || ---
pagine di uomini perfetti

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:: martedì, 09 maggio 2006 ::

http://www.biaiv.it/flaviavento.htm

No, scusate se insisto, ma questa sta diventando la mia mania personale. La mia crociata. Oltre a quella contro Melissa P, s'intende. Perchè queste donne (o presunte tali) sono famose? Perchè alcune persone, fin troppe, le stimano? Eh, mi spiegate qual è il quoziente intellettivo medio di questo paese? Bah. Va bene, sono  la solita polemica ed esagerata, ma qui si sta scendendo a dei livelli troppo bassi. Soprattutto perchè sono donne. E ormai non si vedono altro che veline, aspiranti veline e donne sottovetro e panterone nere che tengono la luna nera o quello che è.
Ma quelle intelligenti? O, più che altro, quelle che valgono? Mi auguro che siano nell'ombra a tramare una rivoluzione. Un enclave di amazzoni. Lasciatemi questa speranza, vi prego. Altrimenti divento un'eremita e mi dedico alla coltivazione di carote e insalata nell'orticello dietro alla capanna.

--- || 19:27 || Soffocatemi di commenti (7) || ---
pagine di rabbia e sdegno

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:: mercoledì, 03 maggio 2006 ::

 "Mark, sono passato martedì notte e ho lasciato le tue scarpe.
    Grazie, ma si sta meglio a piedi nudi. Riprenditele pure. Joe"

     Lavagna all'interno di una stazione.
 

--- || 17:56 || Soffocatemi di commenti || ---

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Who:Martina
Where:Torino - Arezzo
When:23 anni fa
What:Scuola Holden


The current mood of thehollow at www.imood.com








Amai teneramente dei dolcissimi amanti senza che essi sapessero mai nulla. E su questi intessei tele di ragno e fui preda della mia stessa materia. In me l'anima c'era della meretrice della sanguinaria e dell'ipocrita. Molti diedero al mio modo di vivere un nome e fui soltanto una isterica.
[Alda Merini]


Non sono niente.
Non sarò mai niente.
Non posso volere d'essere niente.
A parte questo, ho in me tutti i sogni del mondo.

Essere poeta non è una mia aspirazione, ma soltanto il modo per stare solo.
[Fernando Pessoa]











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Adesso vorrei solo abbandonarmi a quest'amore, farmi cullare da illusioni improbabili, le sole che riesco ancora ad affrontare. Vorrei anche essere scopata selvaggiamente dalla mattina alla sera, e non sognarmi nemmeno di protestare.
Non decidere più niente, essere passiva in tutto: vagare con questo buco nel cuore e nelle viscere, con questo immenso vuoto da riempire, di sicuro incolmabile.
[Alessandra Appiano]



Chi è libero dimentica e va via, congeda con un bacio ogni minuto.
Tu resti in mia balìa e di quanto è accaduto e deceduto.
Trasfondi, trasfigurami, poetizza, trasponiti, esorcizza... Sono il principio, tu fatti la fine: sono un medico senza medicine.
[Patrizia Valduga]

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il sole sale sopra il continente del male sopra il quale sto crescendo, migliorando e dove fingo di non essermene accorto che non sto vivendo sono morto
[Afterhours]


La sola regola eroica: essere soli soli soli. Quando passerai una giornata senza presupporre nè implicare in nessun tuo gesto o pensiero la presenza di altri, potrai chiamarti eroico. O altrimenti essere Cristo - cioè annientarsi. Ma l'hai detto ieri - nessuno rinuncia a ciò che conosce - e tu conosci troppe cose.





Chi si sbaglia è chi non capisce ancora il suo destino. Cioè non capisce qual è la risultante di tutto il suo passato - che qui segna l'avvenire. Ma lo capisca o no, glielo segna lo stesso. Ogni vita è quello che doveva essere.
[Cesare Pavese]








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Alberi d’oro. L’autunno si respira, entra anche nei polmoni. Altro che aria. L’oro è più nutriente. A lei piaceva calpestare tutte le foglie ammonticchiate qua e là nel parco. Adorava il rumore che producevano. Quel leggero fruscio, pareva un fantasma lieve. E poi il cappotto. Il suo soprabito preferito, ereditato dalla nonna. Pesante, marrone scuro. Era tutt’uno con il tronco degli alberi. Quando faceva le giravolte. Provocava vortici di natura. E poi cadeva per terra. Lui la baciava. Era un film. Prezioso come pietre, e dolce. Quasi zucchero filato.




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Ci sarà alla fine una verità Lucia e scopriremo la verità giù nell’acqua e su fino al più altissimo porco non ci credi? Dimmi di si, io brucio dentro questa storia e non ne vedrò la fine, ma scopriremo la verità, perchè se c’e’ solo un po’ di verità c’e’ speranza e chi l’ha fatta brillare ha fatto abbastanza e non importa se poi non si salverà, salvarsi per avere cosa […]

[Benni - Comici Spaventati Guerrieri]



Bisogna sempre essere ubriachi. Tutto qui: è l’unico problema. Per non sentire l’orribile fardello del Tempo che vi spezza la schiena e vi piega a terra, dovete ubriacarvi senza tregua. Ma di che cosa? Di vino, di poesia o di virtù: come vi pare. Ma ubriacatevi. E se talvolta, sui gradini di un palazzo, sull’erba verde di un fosso, nella tetra solitudine della vostra stanza, vi risvegliate perché l’ebbrezza è diminuita o scomparsa, chiedete al vento, alle stelle, agli uccelli, all’orologio, a tutto ciò che fugge, a tutto ciò che geme, a tutto ciò che scorre, a tutto ciò che canta, a tutto ciò che parla, chiedete che ora è; e il vento, le onde, le stelle, gli uccelli, l’orologio, vi risponderanno: “E’ ora di ubriacarsi! Per non essere gli schiavi martirizzati del Tempo, ubriacatevi, ubriacatevi sempre! Di vino, di poesia o di virtù, come vi pare.”

[C.Baudelaire - Lo Spleen di Parigi]




“La mente e’ il proprio luogo, e può in sé fare un cielo dell’inferno, un inferno del cielo. Che cosa importa dove, se rimango me stesso; e che altro dovrei essere allora se non tutto, e inferiore soltanto a lui che il tuono ha reso il più potente? Qui almeno saremo liberi; poiché l’Altissimo non ha edificato questo luogo per poi dovercelo anche invidiare, non ne saremo cacciati:vi regneremo sicuri,e a mio giudizio regnare e’ una degna ambizione, anche sopra l’inferno: meglio regnare all’inferno che servire in cielo. Quindi perché lasciare gli amici fedeli, gli alleati e i partecipi di questa nostra perdita, giacere così attoniti sull’acque immemoriali, e non chiamarli con noi a condividere la loro sorte in questa dimora infelice, o a tentare con noi nuovamente, riprese le armi, ciò che ancora può essere riconquistato in cielo, o ciò che ancora di più può essere perduto nell’inferno?”

[Milton - Paradise Lost]




Mi siederò sotto i dolci lampadari e vi specchierò i miei sogni, e loro mi restituiranno tutto. Ho smesso di andare a scuola per sogni come quelli. L'ho lasciata a coloro i cui sensi davano per scontati i confini. Che si lasciavano coprire gli occhi dai tessuti spenti e molli dei loro padri morenti. I cui cuori non hanno fatto voti che hanno segnato le vene dei miei polsi per una vita intera. Lasciandomi qui a pagare il prezzo che è un fluido veleno rosso che non fa che abbassare le probabilità del mio tentativo di trovare l'amore eterno.

[Jim Carroll - Paura di Sognare]




Non è perfetto, non è completo, ma è ciò che ho fatto della mia vita. Giusto o sbagliato che sia, non segue nessun piano preordinato. Puoi solo sperare che emerga un filo conduttore, e a volte questo filo conduttore non emerge. Eppure, se hai un piano, riesci a ottenere solo il meglio che la tua immaginazione può concepire. E io ho sempre sperato in qualcosa di più.

[Chuck Palhaniuk - Ninna Nanna]



Anche i libri, o i film, è la stessa cosa. Più fasulli di così si muore, e se va a vedere chi ci sta dietro può scommetterci che troverà solo solenni figli di puttana, ma intanto ci vedi dentro cose che con l'andare in giro per la strada te le sogni, e nella vita vera non le troverai mai. La vita vera non parla mai. E' solo un gioco d'abilità, roba che vinci o perdi, te lo fanno fare per distrarti, così non pensi.

[Alessandro Baricco - City]




Le stelle brillavano fredde, quasi in segno di scherno, e gli alberi agitavano i rami nudi sopra la mia testa; ogni tanto nel silenzio si levava, dolce, la voce di un uccello. Tutto era quiete e gioia, tutto all'infuori di me; io, come l'arcidiavolo, portavo in me l'inferno; e poichè nulla amavo, sentivo il desiderio di strappare gli alberi, di spargere all'intorno sterminio e distruzione e di sedermi poi a gioire della rovina.

[Mary Shelley - Frankenstein]




E infine comprendemmo che le ragazze erano proprio donne camuffate, che capivano l'amore e anche la morte, e che il nostro compito consisteva semplicemente nel creare il rumore che sembrava capace di affascinarle.

[Jeffrey Eugenides - Le Vergini Suicide]




La fotografia non dice (per forza) ciò che non è più, ma soltanto e sicuramente ciò che è stato. Questa sottigliezza è determinante. Davanti a una foto, la coscienza non prende necessariamente la via nostalgica del ricordo (quante fotografie sono al di fuori del tempo individuale) ma, per ogni foto esistente al mondo, essa prende la via della certezza: l'essenza della fotografia è di ratificare ciò che essa ritrae.

[Roland Barthes]




Ascoltate! Se accendono le stelle, vuol dire che qualcuno ne ha bisogno? Vuol dire che è indispensabile che ogni sera, al di sopra dei tetti, risplenda almeno una stella.
E allora ormai - sgualcite le coltri dei lampioni - la notte si diede al piacere, oscena e ubriaca, mentre dietro i soli delle vie in qualche luogo zoppicava, non necessaria a nessuno, la flaccida Luna.

[Vladimir Majakovskij]













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