:: venerdì, 24 febbraio 2006 ::
Non avrai altro Dio, all'infuori di me, spesso mi ha fatto pensare: genti diverse, venute dall'est dicevan che in fondo era uguale. Credevano a un altro diverso da te, e non mi hanno fatto del male. Credevano a un altro diverso da te e non mi hanno fatto del male. Fabrizio de Andrè - Il Testamento di Tito
Non nominare il nome di Dio, non nominarlo invano. Con un coltello piantato nel fianco gridai la mia pena e il suo nome: ma forse era stanco, forse troppo occupato e non ascoltò il mio dolore. Ma forse era stanco, forse troppo lontano davvero, lo nominai invano.
Onora il padre. Onora la madre e onora anche il loro bastone, bacia la mano che ruppe il tuo naso perché le chiedevi un boccone: quando a mio padre si fermò il cuore non ho provato dolore. Quando a mio padre si fermò il cuore non ho provato dolore.
Ricorda di santificare le feste. Facile per noi ladroni entrare nei templi che rigurgitan salmi di schiavi e dei loro padroni senza finire legati agli altari
sgozzati come animali. Senza finire legati agli altari sgozzati come animali.
Il quinto dice "non devi rubare" e forse io l'ho rispettato vuotando in silenzio, le tasche già gonfie di quelli che avevan rubato. Ma io, senza legge, rubai in nome mio, quegli altri, nel nome di Dio. Ma io, senza legge, rubai in nome mio, quegli altri, nel nome di Dio.
Non commettere atti che non siano puri cioè non disperdere il seme. Feconda una donna ogni volta che l'ami, così sarai uomo di fede: poi la voglia svanisce ed il figlio rimane e tanti ne uccide la fame. Io, forse, ho confuso il piacere e l'amore, ma non ho creato dolore.
Il settimo dice "non ammazzare" se del cielo vuoi essere degno. guardatela oggi, questa legge di Dio, tre volte inchiodata nel legno. Guardate la fine di quel nazareno, e un ladro non muore di meno. Guardate la fine di quel nazareno, e un ladro non muore di meno.
Non dire falsa testimonianza e aiutali a uccidere un uomo. Lo sanno a memoria il diritto divino e scordano sempre il perdono. Ho spergiurato su Dio e sul mio onore e no, non ne provo dolore. Ho spergiurato su Dio e sul mio onore, e no, non ne provo dolore.
Non desiderare la roba degli altri, non desiderarne la sposa. Ditelo a quelli, chiedetelo ai pochi che hanno una donna e qualcosa: nei letti degli altri, già caldi d'amore non ho provato dolore. L'invidia di ieri non è già finita: stasera vi invidio la vita.
Ma adesso che viene la sera ed il buio mi toglie il dolore dagli occhi e scivola il sole al di là delle dune a violentare altre notti: io nel vedere quest'uomo che muore, madre, io provo dolore. Nella pietà che non cede al rancore, madre, ho imparato l'amore.
--- || 18:13 || Soffocatemi di commenti (9) || ---
pagine di musica
.
![]()
.
:: venerdì, 17 febbraio 2006 ::
Articolo preso dall'ANSA. ROMA - E' meno grave lo stupro di una minorenne - anche se si tratta di una ragazzina di quattordici anni - se la vittima ha già "avuto rapporti sessuali". Perché "é lecito ritenere" che siano più 'lievi' i danni che la violenza sessuale provoca in chi ha già avuto rapporti, con altri uomini, prima dell'incontro con il violentatore. E' questa l'opinione della Terza sezione penale della Cassazione. In sostanza i supremi giudici pensano - anzi ne sono più che sicuri, tanto che hanno accolto questo punto di vista (sostenuto dall'autore delle stupro) - che sia di più modeste proporzioni l'impatto devastante della violenza sessuale quando a subirlo è una adolescente non più vergine. MA DICO, SIAMO IMPAZZITI? Questa si può definire evoluzione sociale? Un atto di misoginia talmente palese che fa rimanere sbigottiti. Sembrerebbe quasi uno scherzo, se non fosse così grave l'argomento. Attenuanti per gli stupratori. Cos'è, tra poco ai pedofili i giudici regaleranno telecamere con cui filmare i bambini? A quando l'infibulazione sarà approvata dalla legge?
Questo perché - spiegano gli 'ermellini' - "la sua personalità, dal punto di vista sessuale" è "molto più sviluppata di quanto ci si può normalmente aspettare da una ragazza della sua età".
Così chi violenta una minorenne - come quella del caso affrontato dalla Cassazione - vissuta in un ambiente socialmente degradato e difficile, e della quale abusa essendo per di più il convivente della madre, può ottenere il riconoscimento della "attenuante" del "fatto di minore gravita" invocato in nome della perduta illibatezza della vittima.
Ormai non mi stupisco più di nulla. Mi vergogno di essere italiana.
--- || 21:18 || Soffocatemi di commenti (10) || ---
pagine di rabbia e sdegno
.
![]()
.
:: giovedì, 16 febbraio 2006 ::
Dentro un raggio di sole che entra dalla finestra, Sono andata a letto e le stelle non c’erano più. Ho pulito per bene il vetro della finestra, ma niente da fare. Erano sparite. Era sparita Sirio e Venere e Carmilla e Altazor. E anche Mab e Marylin e Zelda e Aldemartin e la costellazione del Tacchino e la croce di Lennon. Stefano Benni - Margherita Dolcevita
talvolta vediamo la vita nell’aria.
E la chiamiamo polvere
Il mondo si divide in:
quelli che mangiano la cioccolata senza pane
quelli che non riescono a mangiare la cioccolata
se non mangiano anche il pane
quelli che non hanno la cioccolata
quelli che non hanno il pane
(Dai detti celebri di nonno Socrate)
CAPITOLO UNO
La sparizione delle stelle
Non ditemi che alcune di queste stelle non esistono. Sono i nomi che gli ho dato io. Infatti rivendico il diritto di ognuno, specialmente delle fanciulle fantasiose come me, a chiamare le cose non soltanto con il nome del vocabolario, ma anche quello del vocabolaltro, cioè con un nome inventato e scelto. In fondo tutti lo fanno. Infatti i miei genitori mi hanno chiamato Margherita ma io amo essere chiamata Maga o Maghetta. I miei compagni di scuola, ironizzando sul fatto che non sono proprio snella, a volte mi chiamano Megarita, mio nonno che è un po’ arteriosclerotico mi chiama Margheritina ma a volte anche Mariella, Marisella oppure Venusta che era sua sorella. Ma soprattutto quando sono allegra mi chiama Margherita Dolcevita.
Il vigile davanti al quale sfrecciavo in bicicletta mi chiamava Vaipianomargh. Le maestre mi chiamano Silenziolaggiù. Il mio primo amore, praticamente anche l’ultimo, mi chiamava Marmottina. A quei tempi portavamo tutti e due l’apparecchio per i denti e ci davamo dei baci metallici che sembravano i duelli dell’Iliade. Eppure li rimpiango. Anche a quattordici anni e nove mesi si può rimpiangere. E’ presto, dite? E se muori a quindici?
Stavo parlando delle stelle. La cosa strana è che il cielo era limpido, poco fa, quando ho accompagnato fuori Pisolo, il mio cane, nella sua tourneè di sessanta minipisce.
Quindi non potevano essere le nuvole a nasconderle. Infatti ho aperto la finestra e ho visto che proprio dove un’ora prima c’erano il prato e gli alberi, avevano piantato un cartellone enorme, tipo schermo di cinema, quaran-cinquanta metri, e sopra c’era scritto
Lavori in corso.
--- || 20:36 || Soffocatemi di commenti (2) || ---
pagine altrui
.
![]()
.
:: mercoledì, 15 febbraio 2006 ::
LE LEZIONI CHE MARTINA HA IMPARATO OGGI Non andare a cercare su internet chi sei stata in una vita precedente, a meno che tu non accetti di essere stata un pettirosso thailandese. Meditate gente, meditate!
Non chiedere all'oracolo "presto mi innamorerò?", a meno che tu non accetti la risposta "no, non devi neppure pensarci".
Non credere più nelle superstizioni e negli oroscopi.
Evitare di raccontare balle alla mamma se non si è sicuri di ricordarsele.
Evitare di essere gentili col prossimo, tanto le buone azioni NON saranno MAI ricompensate.
--- || 20:28 || Soffocatemi di commenti (6) || ---
.
![]()
.
:: martedì, 14 febbraio 2006 ::
Un giorno Cupido scagliò una freccia a Chuck Norris. Lui reagì colpendo Cupido con un calcio rotante, uccidendo Cupido e l'amore per sempre. ...con la dolce approvazione di Francesca.
--- || 14:16 || Soffocatemi di commenti (1) || ---
pagine velenose
.
![]()
.
:: domenica, 12 febbraio 2006 ::
Sono stufo di quello che le parole non dicono quando vengono dette passando in rassegna combinazioni del cazzo di pensieri stupidi, che con un soffio svaniscono, come quelli di chi non capisce quel che fin qui è stato detto (e chi un giorno capirà meno stupido sarà e così la tv, per esempio, si rifiuterà di invitare a darsi pena per lui, distraendolo un po' e rendendogli sorda la sua esistenza così poco speciale). Sì, questa è pura verità e io lo so. Sì, sacrosanta verità e io lo so. Sì, la verità che io so. Sono stufo di quello che le parole dicono quando son l'evidenza di un immacolato buon senso comune, o volendo ci rido su ed ammicco alla vanità che si bagna nell'autocoscienza di sapermi non banale. Se chi, giunto fino a qua, scaglia la sua pietra contro un rompicoglioni che dice cazzate del tipo preso male o è una nullità (con o senza pietà) o detesta le prediche. Fine di questa canzone con cui sognare. Sì, questa è pura verità... Marlene Kuntz - Sacrosanta Verità
--- || 13:39 || Soffocatemi di commenti (6) || ---
pagine di musica
.
![]()
.
:: sabato, 11 febbraio 2006 ::
Periodaccio.
Influenza, internet staccato per due settimane (maledetti quelli di Tele2 che fanno gli specchietti per le allodole). Esami a gogo, voglia di studiare pari a zero. Ieri sera m'hanno rubato il telefono e non posso affogare i miei dispiaceri nell'alcool essendo sotto antibiotici.
Che allegria, già già. Mi diletto, nel frattempo, curando minuziosamente il mio aspetto. Manicure, tinta e piastra ai capelli, cappotto nuovo. Una donnina perfetta, almeno nell'aspetto. Perchè ovviamente dentro sono ben più che perfetta, per inciso.
E poi, che nervoso, non ho nemmeno fatto il resoconto del mio week-end romano con Francesca, Gianluca e gli altri. Che spettacolo. A parte che Potto non è riuscito a trovarmi un uomo decente (questo lo dirò a vita), è stato divertentissimo. Da rifare...ah, i raduni!
--- || 18:34 || Soffocatemi di commenti || ---
.
![]()
.
.
.
.


.. :: Frasi Sconnesse :: ..
|
|



La sola regola eroica: essere soli soli soli. Quando passerai una giornata senza presupporre nè implicare in nessun tuo gesto o pensiero la presenza di altri, potrai chiamarti eroico. O altrimenti essere Cristo - cioè annientarsi. Ma l'hai detto ieri - nessuno rinuncia a ciò che conosce - e tu conosci troppe cose.
Chi si sbaglia è chi non capisce ancora il suo destino. Cioè non capisce qual è la risultante di tutto il suo passato - che qui segna l'avvenire. Ma lo capisca o no, glielo segna lo stesso. Ogni vita è quello che doveva essere.
[Cesare Pavese]

.. :: Links :: ..
A Perfect Circle
Afterhours
Alice In Chains
Ansa
Badare ai Bacilli
Beppe Grillo
Blastema
CrioN
Depeche Mode
Dottor Ciolo
EiLeeN
Fabrizio de Andrè
Follia Masochista
Franz Ferdinand
Ho geni storti in stand-by
I Fantastici 5 Fanlisting
Il vecchio Henry Chinaski
InViola
Jeff Buckley
La Notte Bianca
Mario Luzi
Marlene Kuntz
Nick Cave
One Imaginary Boy
Orient Princess
Patti Smith
Pj Harvey
Scuola Holden
sHakiko
Skorpius
Stefano Benni
Subsonica
Vuoti a Perdere
Zoo Blog
.. :: Out of This World :: ..
|
|