:: sabato, 31 dicembre 2005 ::

Mi avete stancata.

--- || 13:19 || Soffocatemi di commenti (1) || ---

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:: mercoledì, 28 dicembre 2005 ::

Adesso, con calma, vi mettete buoni buonini e mi spiegate per quale motivo non è possibile che non sia follemente innamorata di quest'uomo. Il principe azzurro, quella persona perfetta con cui prima o poi farò talmente tanti figli da superare la popolazione cinese (a costo di farlo nei sogni...)

O, volendo, anche quest'altro. Se si tralascia il futile dettaglio che è morto annegato nel 97.

...ma uno in carne ed ossa, io, mai, eh? Dai, regalatemelo come pensierino di Natale in ritardo.

--- || 19:06 || Soffocatemi di commenti (2) || ---
pagine di uomini perfetti

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:: domenica, 25 dicembre 2005 ::

--- || 15:59 || Soffocatemi di commenti (1) || ---

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:: sabato, 24 dicembre 2005 ::

Vi prego, vi prego di non dire BUON NATALE.
Non sono credente, e considero queste smancerie giusto frasi di circostanza. Quindi, evitate le ipocrisie. Grazie.

--- || 20:46 || Soffocatemi di commenti (10) || ---

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:: venerdì, 23 dicembre 2005 ::

So the fire is almost out
And there's nothing left to burn
I've run right out of thoughts
And I've run right out of words
As I use them up
I use them up
 
Yeah the fire is almost cold
And there's nothing left to burn
I've run right out of feelings
And I've run right out of words
And everything I promise
And everything I try
Yeah everything I ever did
I used to feed the fire

But the fire is almost out
Is almost out
And there's nothing left to burn
No there's nothing left to burn
Not even this
 
And the fire is almost dead
And there's nothing left to burn
I finished everything

|| The Cure - 39 ||

--- || 15:38 || Soffocatemi di commenti (1) || ---
pagine di musica

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:: giovedì, 22 dicembre 2005 ::

Si potrà tornare ad avere 15 anni guardando l'ultima puntata di Dawson's Creek? E, soprattutto, si potrà tornare a piangere ripensando alle emozioni che provavo in quegli anni? Ritrovandosi in una Jen che sta per morire, che si è sempre sentita fuori dal gruppo di amici, fuori dal tempo e anche fuori da se stessa. Una perdente in partenza, capace giusto di morire giovane in silenzio, senza troppo disturbo.
E' impressionante come abbia consumato un pacchetto di fazzolettini di carta, mi sono sentita una cretina, così ancora ancorata ai sogni, ai ricordi. Devo smetterla di camminare con la testa rivolta all'indietro, non è proprio costruttivo, proprio no. Ma ancora mi bruciano gli occhi, se ripenso alle parole perfettamente studiate e struggenti pronunciate da ogni singolo protagonista di quel telefilm. Jack preoccupato di non riuscire a dare serenità a una bambina, Dawson scrittore che ha l'angoscia per non riuscire a vivere a tutto tondo la vita, perennemente innamorato di Joey e del romanticismo. Pacey che si sente un fallito per non essere riuscito a spostarsi dalla cittadella in cui vivono, e Joey indecisa su chi amare di più. Va beh, se non sapete la storia di Dawson's Creek, potevate anche evitare di leggere il post. Comunque ogni personaggio, com'è giusto che sia, incarna un lato di ognuno di noi, e sta proprio in questo la forza di identificazione.
Ma a parte i discorsi di analisi critica, resta il fatto che in un'ora ho pianto un sacco di lacrime arretrate.
Una cretina, sì.

Say goodnight, not goodbye.

--- || 16:01 || Soffocatemi di commenti (8) || ---

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:: mercoledì, 21 dicembre 2005 ::

Lo senti il suono del mio respiro? Ti farà male e ne godremo. Si svestono i silenzi diagnosticati o assenti. Ho soltanto il mio stupore. Prova a prendermi se puoi fingiti migliore. Prova a prendermi, sei invitato al funerale della commiserazione. In fondo sono ciò che rimuovo. Si svestono i silenzi diagnosticati o assenti Ho soltanto il mio stupore. Prova a prendermi se puoi fingiti migliore. Prova a prendermi sei invitato al funerale della commiserazione. Covo il merito di racchiudere in un battito il monito del perdono. Del perdono.

Tutto ciò che mi è rimasto dopo il week-end trascorso a Forlì. Loro, come al solito. Lui.

--- || 19:06 || Soffocatemi di commenti (3) || ---
pagine di musica

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:: venerdì, 16 dicembre 2005 ::

C'era un uomo che viveva a Chicago e gli cresceva l'erba sulla faccia; egli era infelice. Sulla faccia aveva l'erba, sulla testa piante che perdevano le foglie; per tagliarsi i capelli usava la motosega.
C'era poi una donna che viveva ad Erba; era molto bella, pero' i suoi pori secernevano escrementi invece che sudor.
Triste la sua condizione per l'infausta secrezione: cacca dalla faccia.
Ella era infelice.
Lui decise che per essere felice doveva emigrare da là; addio alle delusioni chicaghesi, addio all'importantissimo nodo ferroviario.
Si diresse all'aereoporto per volare fino ad Erba, e li' trovare l'erba sulla faccia della gente.
Lei, di contro, per un caso che potra' sembrarvi strano decollo' da Erba alla volta di Chicago; questo nome suscitava nella fetida ragazza una nuova speme.
Gia' dopo il decollo la gente voleva buttarla fuori.
Ma il destino era in agguato sotto forma di pilota che, svenuto per le esalazioni, nel suo sogno di pilota trasformosi in kamikaze e diresse verso l'aereoplan che da Chicago andava ad Erba; e il bagliore dell'impatto fece luce sui due volti, l'uno verde, l'altro invece no. E lui cadendo vide lei, e lei cadendo vide lui.
``Mi presento, io mi chiamo Jonathan Grass'',  disse lui sfrecciando nel blu.
``Chiedo scusa per l'audacia ma mi rendo conto che qui fra non molto poc'anzi moriremo, e per l'impatto al suolo, e per il grave scontro, e se mi e' concesso per lo shock che entrambi abbiamo subito poco fa''.
-- Si figuri, caro amico, sono conscia anch'io del fatto che qui il tempo stringe; e per dimostrarle che e' vero le metto la lingua in bocca. --
Il contatto dei due visi misto all'impeto d'amore, fece da rimedio in quella tragedia; l'erba si allungo' all'istante per l'effetto concimante. Cacca piu' amore. Operano piu' miracoli di quanto non si creda.
Ma la luce dell'amore fu oscurata dall'odore che quella puttana sprigionava; e lo sventurato amante, ritiratosi all'istante, si nego' all'abbraccio e disse: ``Pfui'', avviluppandosi nell'erba.
Lui, cadendo sulla terra, disse: ``Muoio sulla terra'', lei gli cadde sopra e ne mori', originando li' per li' l'allegraiuola dell'amor . In quel mentre due bifolchi, ivi intenti a tracciar solchi, videro l'evento e dissero: ``Portento!"
Queste spoglie sovrapposte sono un monito celeste. Presto, grandi feste per celebrare il concime che rese i campi coltivabili .
E la morale di questa storia e' che la merda non e' cosi' brutta come la si dipinge.

|| Elio e le storie tese ||

...io, almeno, sono ORIGINALE, e non come qualcuno che scrive testi già fritti e rifritti da chiunque.
Come si può vedere, anche Elio riesce a scrivere favole...

--- || 13:16 || Soffocatemi di commenti (7) || ---
pagine di musica

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:: giovedì, 15 dicembre 2005 ::

...ma come faccio a fidarmi di uno che non sa nemmeno dov'è la Nuova Zelanda?
Accanto alla Vecchia!

...Oh, scusa, mi ero perso nei miei occhi
[Doc. Cox specchiandosi]

Dio, AMO SCRUBS!

--- || 21:38 || Soffocatemi di commenti || ---

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:: mercoledì, 14 dicembre 2005 ::

Sono usciti i due libri in cui mi hanno pubblicato tre racconti.
E un altro passo è stato fatto. Eppure, perchè mi lascia indifferente?

--- || 21:13 || Soffocatemi di commenti (5) || ---

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:: lunedì, 12 dicembre 2005 ::

Con l'approvazione di Francesca, ho trovato finalmente l'uomo della mia vita. Parigino, tatuato, fuori dagli schemi, occhi verdi. Eh, beh, finalmente siamo entrambe appagate dal punto di vista platonico, ahimè.

--- || 20:27 || Soffocatemi di commenti (4) || ---

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:: lunedì, 12 dicembre 2005 ::

TAV

Sabato ero al concerto dei Subsonica a Rimini, e attaccato in bella vista dietro al palco c'era il manifesto No TAV. Così oggi vi leggete questo.

Quello che fanno credere i media è che gli oppositori siano pochi e comunque motivati solamente dal fatto che "gli passa il treno sotto casa".
Nella manifestazione di giugno c'erano 30000 persone (in tutta la Val di Susa ci sono 50000 abitanti). Non posso di certo smentire questa motivazione, ma in realtà i motivi veri (che vengono metodicamente nascosti dai media) sono ben altri:

1. La tratta Torino-Lione è completamente inutile: nella Val Susa esiste già una linea ferroviaria sottoutilizzata, in grado di reggere il traffico richiesto (considerando i tassi di crescita) almeno fino al 2050.
2. La linea in costruzione è esclusivamente merci, non si avrebbe alcun vantaggio in termini di tempo per la percorrenza da Torino a Lione.
I treni passeggeri comunque continuerebbero a transitare nella linea storica con i tempi di percorrenza attuali.
3. Nel tratto montano (e quindi da Torino alla Francia), comunque non sarebbe una tratta ad alta velocità perchè la conformazione del terreno
montano non la rende possibile.
4. L'amianto sotto al Musinè c'e' veramente (è già ampiamente dimostrato), e nei progetti non c'è il minimo accenno ad un piano di messa in sicurezza dell'amianto estratto (è previsto semplicemente uno stoccaggio in valle a cielo libero), che con i frequenti venti della ValSusa verrebbe distribuito e respirato in tutta la cintura ovest di Torino ed in Torino stessa. Le malattie causate dalla respirazione di anche solo 1 fibra di amianto vengono diagnosticate 15 anni dopo l'inalazione. Dal momento della diagnosi la mortalità è del 100%, ed il tempo di vita medio è di 9 mesi.
5. Il corridoio 5 (tratta Lisbona-Kiev) di cui questa tratta sarebbe parte fondamentale non esiste: da Trieste verso est l'opera è bloccata in tutti i suoi aspetti.
6. Finanziariamente è un disastro annunciato: perchè vada in
attivo, nella tratta dovrebbe passare un treno merci ogni 3 minuti, 24 ore al giorno. Per questo motivo, al momento nessun privato si è impegnato finanziariamente, banche e fondazioni comprese. La tratta è costosissima, ed i soldi non ci sono: è notizia recente che nella finanziaria di questi giorni sono stati tagliati quasi tutti i fondi per le grandi opere. Gli unici soldi su cui si regge l'opera sono i finanziamenti europei.
7. Se dovessi elencare tutte le implicazioni legali del ministro Lunardi (mi spiace, ma non riesco proprio a dare dell'onorevole ad una persona del genere) scriverei troppo. Dico solo che l'appalto per la costruzione del tunnel di 52Km (7,5 miliardi di euro) è stato vinto da una ditta francese che l'ha subbappaltato alla francese RockSoil, di proprietà della moglie.
Forse ora è più chiaro e motivato perchè nelle proteste dei ValSusini sono presenti sempre, in prima fila, tutti i sindaci e le istituzioni di tutti i paesi della Valle, indipendentemente dal partito politico di appartenenza.

Il CIPE, incaricato di distribuire i fondi italiani, ha già eliminato la tratta Torino-Lione dalle opere da finanziare dallo stato italiano (nonostante quanto riferito dai media). L'unico obiettivo di chi il TAV lo vuole fare è quello di agganciare la pioggia di finanziamenti europei per le grandi opere; per far questo, devono entro fine anno poter dire che i lavori sono iniziati.
La questione NoTAV non è una questione di sinistra  o destra: l'opposizione è trasversale, ed ogni persona di buon senso che sia informata sul problema non ha difficoltà a capire le ragioni. Il problema è che la voce dei NoTav viene puntualmente soffocata dai media, per la grande quantità dei finanziamenti europei in gioco. Personalmente penso che anche i più accesi interessati questo lo sappiano benissimo, e dell'opera non gli importi proprio nulla. L'unica loro preoccupazione è farsi rigirare nelle loro casse i soldoni europei.

--- || 18:23 || Soffocatemi di commenti (5) || ---

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:: domenica, 11 dicembre 2005 ::

Fresca era l'aria di giugno e la notte sentiva l'estate arrivar Tequila, Mariachi e Sangria la fiesta invitava a bere e a ballar lui curvo e curioso taceva una storia d'amore cercava guardava le donne degli altri parlare e danzare e quando la notte è ormai morta gli uccelli sono soliti il giorno annunciar le coppie abbracciate son prime a lasciare la fiesta per andarsi ad amar la pista ormai vuota restava lui stanco e sudato aspettava lei per scherzo girò la sua gonna e si mise a danzar lei aveva occhi tristi e beveva volteggiava e rideva ma pareva soffrir lui parlava stringeva ballava guardava quegli occhi e provava a capir e disse son zoppo per amore la donna mia m'ha spezzato il cuore lei disse il cuore del mio amore non batterà mai più e dopo al profumo dei fossi a lui parve in quegli occhi potere veder lo stesso dolore che spezza le vene che lascia sfiniti la sera la luna altre stelle pregava che l'alba imperiosa cacciava lei raccolse la gonna spaziosa e ormai persa ogni cosa presto lo seguì piangendo urlando e godendo quella notte lei con lui si unì spingendo, temendo e abbracciando quella notte lui con lei capì che non era avvizzito il suo cuore e già dolce suonava il suo nome sciolse il suo voto d'amore e a lei si donò poi d'estate bevendo e scherzando una nuova stagione a lui parve venir lui parlava inventava giocava lei a volte ascoltava e si pareva divertir ma giunta che era la sera girata nel letto piangeva pregava potere dal suo amore riuscire a ritornar e un giorno al profumo dei fossi lui invano aspettò di vederla arrivar scendeva ormai il buio e trovava soltanto la rabbia e il silenzio di sera la luna altre stelle pregava che l'alba imperiosa cacciava restava l'angoscia soltanto e il feroce rimpianto per non vederla ritornar il treno è un lampo infuocato se si guarda impazziti il convoglio venir un momento, un pensiero affannato e la vita è rapita senza altro soffrir la poteron riconoscere soltanto dagli anelli bagnati dal suo pianto il pianto di quell'ultimo suo amore dovuto abbandonar lui non disse una sola parola no, non dalla sua gola un sospiro fuggì i gendarmi son bruschi nei modi se da questi episodi non han da ricavar così resto solo a ricordare il liquore pareva mai finire e dentro quel vetro rivide una notte d'amor quando dopo al profumo dei fossi a lui parve in quegli occhi potere veder lo stesso dolore che spezza le vene che lascia sfiniti la sera la luna altre stelle pregava che l'alba imperiosa cacciava a lui restò solo il rancore per quel breve suo amore che mai dimenticò

|| Vinicio Capossela - Ultimo Amore ||

--- || 17:13 || Soffocatemi di commenti (2) || ---
pagine di musica

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:: lunedì, 05 dicembre 2005 ::

Penso. Troppo, se c’è un limite fisico oltre il quale la riflessione diventa ossessione deleteria.
E la luna sbiadisce nell’alba, e il sole affioca al crepuscolo. E gli uccelli insistono a cinguettare, e la pioggia seguita a scendere.
Tutto incurante continua, e sempre volge via, al domani.
Sono al centro di una deflagrazione universale, unica particella ostinata al corso del tempo.
E Settembre, Ottobre, Dicembre mi investono trapassandomi, mentre stupita guardo al passato.
Perché i giorni non hanno più senso in questa stasi temporale nella quale mi sono rinchiusa. Ogni guizzo tremulo e artificioso del corpo è solo l’eco di un gesto ampio e sicuro appartenente a ieri, quando la natura diventava stimolante ed apprezzabile nella sua continua rinascita, mentre oggi è inverno inoltrato, e mi ha cristallizzata su questa sedia dove fremo per il tremore.

 

 

--- || 15:43 || Soffocatemi di commenti (2) || ---

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:: domenica, 04 dicembre 2005 ::

Sono intorno a noi, in mezzo a noi, in molti casi siamo noi a far promesse senza mantenerle mai se non per calcolo, il fine è solo l'utile, il mezzo ogni possibile, la posta in gioco è massima, l'imperativo è vincere - e non far partecipare nessun altro - nella logica del gioco la sola regola è esser scaltro: niente scrupoli o rispetto verso i propri simili perché gli ultimi saranno gli ultimi se i primi sono irraggiungibili. Sono tanti, arroganti coi più deboli, zerbini coi potenti, sono replicanti, sono tutti identici, guardali: stanno dietro a maschere e non li puoi distinguere. Come lucertole s'arrampicano, e se poi perdon la coda la ricomprano. Fanno quel che vogliono si sappia in giro fanno: spendono, spandono e sono quel che hanno. Sono intorno a me ma non parlano con me... Sono come me ma si sentono meglio...
E come le supposte abitano in blisters full-optional, con cani oltre i 120 decibels e nani manco fosse Disneyland, vivon col timore di poter sembrare poveri: quel che hanno ostentano, tutto il resto invidiano, poi lo comprano, in costante escalation col vicino costruiscono: parton dal pratino e vanno fino in cielo, han più parabole sul tetto che S.Marco nel Vangelo.. Sono quelli che di sabato lavano automobili che alla sera sfrecciano tra l'asfalto e i pargoli, medi come i ceti cui appartengono, terra-terra come i missili cui assomigliano. Tiratissimi, s'infarinano, s'alcolizzano e poi s'impastano su un albero - boom! - Nasi bianchi come Fruit of the Loom che diventano più rossi d'un livello di Doom.
Ognun per se, Dio per se, mani che si stringono tra i banchi delle chiese alla domenica - mani ipocrite - mani che fan cose che non si raccontano altrimenti le altre mani chissà cosa pensano - si scandalizzano - Mani che poi firman petizioni per lo sgombero, mani lisce come olio di ricino, mani che brandiscon manganelli, che farciscono gioielli, che si alzano alle spalle dei fratelli. Quelli che la notte non si può girare più, quelli che vanno a mignotte mentre i figli guardan la tv, che fanno i boss, che compran Class, che son sofisticati da chiamare i NAS, incubi di plastica che vorrebbero dar fuoco ad ogni zingara ma l'unica che accendono è quella che da loro l'elemosina ogni sera, quando mi nascondo sulla faccia oscura della loro luna nera.

Ecco. M'è venuta in mente questa, mentre fuori, in centro, vedevo una signora impellicciata con i pacchi natalizi in mano dire a un barbone che chiedeva l'elemosina "e scansati, non vedi che non passo?" Quando in realtà c'era tutto lo spazio che desiderava.
Dio che schifo.

--- || 17:22 || Soffocatemi di commenti (7) || ---
pagine di musica

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:: sabato, 03 dicembre 2005 ::

Cento demoni giocano con te Come puoi sentirti solo più che mai Uomo orribile hai cibo in polvere che mi fa accettare di essere finito E ti dici che andrà bene se hai l'orgoglio per il tuo niente non mentire su te con te ma c'era un male in lei che non si cura mai nè coi baci nè con la cocaina Senza lacrime senza regole è soltanto male in polvere ciò che conta sei tu sei tu Cento demoni viaggiano con te ma la testa sa che ci sei solo tu

||Afterhours - Male in Polvere ||

Edit 16.23: vi prego, lo faccio per voi, di non guardare MAI Requiem for a dream quando si è giù. Altrimenti vorreste morire.
Lo dico per esperienza personale ç_ç

 

--- || 14:08 || Soffocatemi di commenti (2) || ---
pagine di musica

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:: venerdì, 02 dicembre 2005 ::

Com'è che ho sempre quel necessario, ineluttabile e definitivo bisogno di sicurezze? Di essere rassicurata e coccolata. Un gatto che si struscia attorno alle gambe per avere un pò d'attenzione. Una carezza sulla testa, una mano che passa sulla schiena. Sapere che esisto attraverso gli altri. Cogito ergo sum non vale, con me. Proprio no.
Mi sento terribilmente fragile. Fragile. Insicura. Cristo, ma che palle questi periodi. Mi accartoccio come una foglia. Non ho voglia di parlare con nessuno, non apro messenger da un paio di giorni. Mi isolo nella mia culla fatta di sogni. Ma anche quelli, talvolta, sono fantasmi che mi perseguitano. Divento compulsiva, mi concentro sui dettagli privi d'interesse. Lo sguardo che si annida in particolari trascurabili.
Le ossessioni s’impadroniscono di me e si diffondono come metastasi. Offuscano la volontà.
Rimango immobile.
Presto mi rivestirò di grigia polvere. Mi farà soffocare.
Sono allergica a tutto. 

virgin suicide what was that she cried no use in staying on this holocaust ride she gave me her cherry she's my virgin suicide

--- || 18:33 || Soffocatemi di commenti (12) || ---

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Who:Martina
Where:Torino - Arezzo
When:23 anni fa
What:Scuola Holden


The current mood of thehollow at www.imood.com








Amai teneramente dei dolcissimi amanti senza che essi sapessero mai nulla. E su questi intessei tele di ragno e fui preda della mia stessa materia. In me l'anima c'era della meretrice della sanguinaria e dell'ipocrita. Molti diedero al mio modo di vivere un nome e fui soltanto una isterica.
[Alda Merini]


Non sono niente.
Non sarò mai niente.
Non posso volere d'essere niente.
A parte questo, ho in me tutti i sogni del mondo.

Essere poeta non è una mia aspirazione, ma soltanto il modo per stare solo.
[Fernando Pessoa]











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Adesso vorrei solo abbandonarmi a quest'amore, farmi cullare da illusioni improbabili, le sole che riesco ancora ad affrontare. Vorrei anche essere scopata selvaggiamente dalla mattina alla sera, e non sognarmi nemmeno di protestare.
Non decidere più niente, essere passiva in tutto: vagare con questo buco nel cuore e nelle viscere, con questo immenso vuoto da riempire, di sicuro incolmabile.
[Alessandra Appiano]



Chi è libero dimentica e va via, congeda con un bacio ogni minuto.
Tu resti in mia balìa e di quanto è accaduto e deceduto.
Trasfondi, trasfigurami, poetizza, trasponiti, esorcizza... Sono il principio, tu fatti la fine: sono un medico senza medicine.
[Patrizia Valduga]

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il sole sale sopra il continente del male sopra il quale sto crescendo, migliorando e dove fingo di non essermene accorto che non sto vivendo sono morto
[Afterhours]


La sola regola eroica: essere soli soli soli. Quando passerai una giornata senza presupporre nè implicare in nessun tuo gesto o pensiero la presenza di altri, potrai chiamarti eroico. O altrimenti essere Cristo - cioè annientarsi. Ma l'hai detto ieri - nessuno rinuncia a ciò che conosce - e tu conosci troppe cose.





Chi si sbaglia è chi non capisce ancora il suo destino. Cioè non capisce qual è la risultante di tutto il suo passato - che qui segna l'avvenire. Ma lo capisca o no, glielo segna lo stesso. Ogni vita è quello che doveva essere.
[Cesare Pavese]








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Alberi d’oro. L’autunno si respira, entra anche nei polmoni. Altro che aria. L’oro è più nutriente. A lei piaceva calpestare tutte le foglie ammonticchiate qua e là nel parco. Adorava il rumore che producevano. Quel leggero fruscio, pareva un fantasma lieve. E poi il cappotto. Il suo soprabito preferito, ereditato dalla nonna. Pesante, marrone scuro. Era tutt’uno con il tronco degli alberi. Quando faceva le giravolte. Provocava vortici di natura. E poi cadeva per terra. Lui la baciava. Era un film. Prezioso come pietre, e dolce. Quasi zucchero filato.




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Ci sarà alla fine una verità Lucia e scopriremo la verità giù nell’acqua e su fino al più altissimo porco non ci credi? Dimmi di si, io brucio dentro questa storia e non ne vedrò la fine, ma scopriremo la verità, perchè se c’e’ solo un po’ di verità c’e’ speranza e chi l’ha fatta brillare ha fatto abbastanza e non importa se poi non si salverà, salvarsi per avere cosa […]

[Benni - Comici Spaventati Guerrieri]



Bisogna sempre essere ubriachi. Tutto qui: è l’unico problema. Per non sentire l’orribile fardello del Tempo che vi spezza la schiena e vi piega a terra, dovete ubriacarvi senza tregua. Ma di che cosa? Di vino, di poesia o di virtù: come vi pare. Ma ubriacatevi. E se talvolta, sui gradini di un palazzo, sull’erba verde di un fosso, nella tetra solitudine della vostra stanza, vi risvegliate perché l’ebbrezza è diminuita o scomparsa, chiedete al vento, alle stelle, agli uccelli, all’orologio, a tutto ciò che fugge, a tutto ciò che geme, a tutto ciò che scorre, a tutto ciò che canta, a tutto ciò che parla, chiedete che ora è; e il vento, le onde, le stelle, gli uccelli, l’orologio, vi risponderanno: “E’ ora di ubriacarsi! Per non essere gli schiavi martirizzati del Tempo, ubriacatevi, ubriacatevi sempre! Di vino, di poesia o di virtù, come vi pare.”

[C.Baudelaire - Lo Spleen di Parigi]




“La mente e’ il proprio luogo, e può in sé fare un cielo dell’inferno, un inferno del cielo. Che cosa importa dove, se rimango me stesso; e che altro dovrei essere allora se non tutto, e inferiore soltanto a lui che il tuono ha reso il più potente? Qui almeno saremo liberi; poiché l’Altissimo non ha edificato questo luogo per poi dovercelo anche invidiare, non ne saremo cacciati:vi regneremo sicuri,e a mio giudizio regnare e’ una degna ambizione, anche sopra l’inferno: meglio regnare all’inferno che servire in cielo. Quindi perché lasciare gli amici fedeli, gli alleati e i partecipi di questa nostra perdita, giacere così attoniti sull’acque immemoriali, e non chiamarli con noi a condividere la loro sorte in questa dimora infelice, o a tentare con noi nuovamente, riprese le armi, ciò che ancora può essere riconquistato in cielo, o ciò che ancora di più può essere perduto nell’inferno?”

[Milton - Paradise Lost]




Mi siederò sotto i dolci lampadari e vi specchierò i miei sogni, e loro mi restituiranno tutto. Ho smesso di andare a scuola per sogni come quelli. L'ho lasciata a coloro i cui sensi davano per scontati i confini. Che si lasciavano coprire gli occhi dai tessuti spenti e molli dei loro padri morenti. I cui cuori non hanno fatto voti che hanno segnato le vene dei miei polsi per una vita intera. Lasciandomi qui a pagare il prezzo che è un fluido veleno rosso che non fa che abbassare le probabilità del mio tentativo di trovare l'amore eterno.

[Jim Carroll - Paura di Sognare]




Non è perfetto, non è completo, ma è ciò che ho fatto della mia vita. Giusto o sbagliato che sia, non segue nessun piano preordinato. Puoi solo sperare che emerga un filo conduttore, e a volte questo filo conduttore non emerge. Eppure, se hai un piano, riesci a ottenere solo il meglio che la tua immaginazione può concepire. E io ho sempre sperato in qualcosa di più.

[Chuck Palhaniuk - Ninna Nanna]



Anche i libri, o i film, è la stessa cosa. Più fasulli di così si muore, e se va a vedere chi ci sta dietro può scommetterci che troverà solo solenni figli di puttana, ma intanto ci vedi dentro cose che con l'andare in giro per la strada te le sogni, e nella vita vera non le troverai mai. La vita vera non parla mai. E' solo un gioco d'abilità, roba che vinci o perdi, te lo fanno fare per distrarti, così non pensi.

[Alessandro Baricco - City]




Le stelle brillavano fredde, quasi in segno di scherno, e gli alberi agitavano i rami nudi sopra la mia testa; ogni tanto nel silenzio si levava, dolce, la voce di un uccello. Tutto era quiete e gioia, tutto all'infuori di me; io, come l'arcidiavolo, portavo in me l'inferno; e poichè nulla amavo, sentivo il desiderio di strappare gli alberi, di spargere all'intorno sterminio e distruzione e di sedermi poi a gioire della rovina.

[Mary Shelley - Frankenstein]




E infine comprendemmo che le ragazze erano proprio donne camuffate, che capivano l'amore e anche la morte, e che il nostro compito consisteva semplicemente nel creare il rumore che sembrava capace di affascinarle.

[Jeffrey Eugenides - Le Vergini Suicide]




La fotografia non dice (per forza) ciò che non è più, ma soltanto e sicuramente ciò che è stato. Questa sottigliezza è determinante. Davanti a una foto, la coscienza non prende necessariamente la via nostalgica del ricordo (quante fotografie sono al di fuori del tempo individuale) ma, per ogni foto esistente al mondo, essa prende la via della certezza: l'essenza della fotografia è di ratificare ciò che essa ritrae.

[Roland Barthes]




Ascoltate! Se accendono le stelle, vuol dire che qualcuno ne ha bisogno? Vuol dire che è indispensabile che ogni sera, al di sopra dei tetti, risplenda almeno una stella.
E allora ormai - sgualcite le coltri dei lampioni - la notte si diede al piacere, oscena e ubriaca, mentre dietro i soli delle vie in qualche luogo zoppicava, non necessaria a nessuno, la flaccida Luna.

[Vladimir Majakovskij]













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