:: lunedì, 31 ottobre 2005 ::
Questo è Halloween! ...e giusto per rimanere in tema di Halloween, ma nel "mio" stile... http://halloweentown.org/transcript/italian.htm
Spaventoso Halloween!
Dacci un dolce o il terrore ti attanaglierà!
Urla anche tu!
Fuggi via da qui!
E' il paese di Halloween!
--- || 18:24 || Soffocatemi di commenti (6) || ---
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:: domenica, 30 ottobre 2005 ::
Ma dimmi tu non è meglio così? Ho riaperto quel Dylan Dog. Erano anni che non lo rileggevo. Non riuscivo a capire come mai tutti lo amassero così tanto. Cos'aveva di speciale? Non affrontava nessun mostro, nessun incubo, nessuna situazione paradossale. Era giusto un ricordo.
Immaginare ed illudersi sempre
qui ad aspettare qualcosa o niente
qui ad aspettare un no o un sì
che in ogni caso sarebbero fine
di tutto questo che almeno è un ricordo
così studiato giorno per giorno
fatto di tanti cristalli di brina.
|| Dylan Dog - Il Lungo Addio ||
Ma ora, ora tutto è cambiato.
Perchè i ricordi ci compongono, sono i tasselli del puzzle della nostra vita, senza di essi non saremmo nessuno. Ci formano, ci fanno essere quello che abbiamo dentro. E durante l'adolescenza non l'avevo capito. Perchè ero troppo impegnata a guardare al futuro, a voler crescere per forza, mentre ora è più il contrario, direi.
Così dolce e malinconico affacciarsi nel dorato colore del passato. Quel passato che profuma di antico. Dolce e straziante.
--- || 17:39 || Soffocatemi di commenti (4) || ---
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:: venerdì, 28 ottobre 2005 ::
Golden waves || Air & Beck - The Vagabond ||
In all directions
I could lose my soul right here
Colour lights
On the runway
Makes a stranger feel unchained
I'm running after time and I miss the sunshine
Summer days will come happiness will be mine
I'm lost in my words I don't know where I'm going
I do the best I can not to worry about things
I feel loose
I feel haggard
Don't know what I'm looking for
Something true
Something lovely
That will make me feel alive
I'm running after time and I miss the sunshine
Summer days will come happiness will be mine
I'm lost in my words I don't know where I'm going
I do the best I can not to worry about things
Like a vagabond through the distance
Looking for a song to sing
A song that lasts all night
And for the rest of our lifes
I'm lost in my words I don't know where I'm going
I do my best I can not to worry about things
I'm running after time and I miss the sunshine
Summer days will come happiness will be mine
I'm lost in my words I don't know where I'm going
I do the best I can not to worry about things
I'm running after time and I miss the sunshine
Summer days will come happiness will be mine
--- || 21:33 || Soffocatemi di commenti || ---
pagine di musica
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:: venerdì, 28 ottobre 2005 ::
Sto per soffocare. Bruciami le vene
E' mezz'ora che sobbalzo a causa di un singhiozzo devastante. Il problema è che non mi passa. Nè con l'acqua, nè trattenendo il respiro. Una volta funzionava giusto lo zucchero col limone, ma ora neppure più quello. 
Ho il petto squassato, gli addominali superdoloranti e il giramento di palle non indifferente. Ma si potrà essere stressati pure dal singhiozzo? Il problema, poi, è che quando mi prende mi segue per il resto della giornata. Appena accendo una sigaretta, TAC, eccolo, più puntuale della morte. Ma vaffanculo. Quindi, oltre allo stress del singhiozzo, ho anche quello per mancanza di nicotina. Si può essere così sfigati? Credo di avere la nuvoletta di Fantozzi sopra alla testa. Maledizione.
Va beh, va beh. Ieri è stata una giornata molto piena (soprattutto d'alcool...). Oggi farò la brava, andrò in un paese nei dintorni ad ascoltare un pò di musica live. Tanto per sbarcare il venerdì...che sta diventando troppo simile agli altri giorni della settimana.
Qualcuno ha qualche idea innovativa da mettere in pratica? Un nuovo passatempo, un piacevole diversivo...non so, qualcosa che mi faccia evadere dal grigiore di sempre. Che sennò non arrivo ai trent'anni, morendo prima di cirrosi epatica. Grazie.
cosicché niente mi potrà deludere.
Perché non c’è più niente
che non abbia, ma mi manca.
--- || 20:57 || Soffocatemi di commenti (6) || ---
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:: giovedì, 27 ottobre 2005 ::
Sketches for my Sweetheart, the Drunk.
Pezzi per il mio innamorato, l'ubriacone. Credo che dovrei chiamare così il mio blog, la mia vita. Perchè altrimenti non si spiega come faccia ad essere ubriaca alle sei, sette del pomeriggio, di giovedì. Come tutti i giorni, d'altronde. Dovrei andare agli alcolisti anonimi, o rimanere nel mio brodo di droghe e vino, birra, bourbon?
Non so, e sta diventando un problema.
Tanto più che fanno i rinfreschi all'università in concomitanza della presentazione del giornalino scolastico. Chianti a volotà, porchetta e crostini.
Che lo dicano, lo scopo è l'alcolismo.
Stronzi.
--- || 19:04 || Soffocatemi di commenti (5) || ---
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:: mercoledì, 26 ottobre 2005 ::
Poco fa stavo mangiando uno Yo-Yo, e, in una sorta di ricordo proustiano, mi è ritornata in mente l'immagine di me piccola, seduta su una panchina in giardino, sotto all'enorme tiglio profumato, che dividevo la merendina per estrarre il cerchio centrale di cioccolato. Lo prendevo con le mani e lo infilavo tutto in bocca, sporcandomi completamente il viso, distruggendo la golosità pomeridiana per avere sopra la lingua quell'intenso sapore di cioccolato. Lo stesso facevo con i Ringo: via il biscotto, e mangiavo giusto la crema alla vaniglia, grattandola con i denti (o, se proprio dovevo, col cucchiaino).
E' buffo pensare che lo faccio tuttora: per il gusto di scoprire il cuore delle cose, la parte interna, che è anche la più deliziosa.
Ma va beh. A parte queste reminiscenze golose, sono un paio di giorni che non scrivo. Perchè non avevo un gran che da dire, principalmente. Sempre le solite storie: screzi con gli ex, voglia di studiare che non esiste (e sta svanendo anche la buona intenzione), insonnia, necessità di birre e alcoolici. Sono proprio una cattiva ragazza.
Stanotte, in compenso, ho passato due ore e mezza al telefono col mio più caro amico, in cui non ho fatto altro che piangere, perchè mi sento terribilmente opportunista nei suoi confronti. Della serie "prendo e non do niente in cambio". Della serie "ti uso come zerbino". Della serie "fatti sfruttare perchè mi torni davvero comodo". Io sono convintissima del fatto che la vita non ti regala mai niente, di conseguenza prima o poi le pagherò tutte. Do ut des. E sto sistematicamente infrangendo qualsiasi regola morale di buona amicizia.
Scusate, oggi sono un pò giù. Mi sento la luce di un lampione spento.
--- || 16:19 || Soffocatemi di commenti (5) || ---
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:: lunedì, 24 ottobre 2005 ::
M'ha cancellato mettà delle fanlisting, le hatelisting e tutte le varie stronzate presenti nella colonna di destra. Alè.
--- || 14:00 || Soffocatemi di commenti (2) || ---
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:: domenica, 23 ottobre 2005 ::
"L'ho fatto ancora." "Beh, stavolta hai proprio ragione. Ma come l'hai conosciuto? Vedo che ha un microfono in mano..." || Dialogo tra Martina e la propria Coscienza ||
"Oh, Dio. Cos'è successo, che hai combinato?"
"L'HO FATTO ANCORA!"
"Piccola, ascolta, se non mi dici cosa hai fatto di nuovo, non so come aiutarti."
"Ehm, beh, mi sono innamorata di nuovo."
"Oh, ma allora è più grave del previsto. Ma come diavolo fai ad innamorarti così spesso? Già ti sei dimenticata di Emiliano?"
"Emiliano chi? Ah, il tatuatore. Quello è stato un abbaglio. Ora, ora sono davvero innamorata. E' perfetto. E' unico. E' tutto ciò che ho sempre voluto."
"Questo lo dici sempre..."
"No, ma stavolta è diverso. L'ho riconosciuta, l'anima gemella. Si è illuminata e le avrei voluto chiedere di rimanere per sempre con me."
"Insomma, chi è questo ragazzo?"
"E' bellissimo."
"Si, certo, sono sempre tutti belli, i tuoi ragazzi."
"No, non prenderti gioco di me. Lui è davvero bello. Guarda."
"E' il cantante dei Blastema. Ti ricordi, sono andata a Forlì questo week-end per vedere il loro concerto. E credo di aver completamente perso la testa, per lui e per la musica del gruppo. Sono straordinari. E Lui...Lui è tutto. Energia, rabbia, potenza, presunzione, arroganza, amore, conoscenza. Abbiamo parlato per diverso tempo, ed è come me. Lo voglio."
"Dunque non te lo sei preso?"
"No, non ho potuto. Perchè aveva una ragazzetta accanto. Una di quelle che sono come fazzoletti: Le usi una, due volte, poi le getti via."
"E non credi che farebbe lo stesso anche con te?"
"Beh, certo. Ma farei di tutto. Per avere la sua bellezza nell'anima anche solo per una serata. Limitarmi alle sue canzoni non mi basta."
"Sei votata al masochismo, dunque."
"Si, certo. Non lo sapevi?"
"Lo sospettavo, ma speravo che tu riuscissi ad ascoltarmi un pò di più..."
"No, assolutamente no. Io lo voglio e lo avrò."
"Sei votata anche alle storie impossibili. Devi smetterla, se vuoi raggiungere un minimo di serenità."
"E allora? Che gusto ci sarebbe, se fosse tutto facile e lineare? Ma non posso stare qui, ogni volta, a farti gli stessi discorsi. Basta, non ti dirò più niente, d'ora in poi. Addio."
--- || 17:48 || Soffocatemi di commenti (7) || ---
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:: venerdì, 21 ottobre 2005 ::
[...] No, Nastenka, che c'è, che c'è per lui, voluttuoso pigrone, in quella vita della quale io e voi abbiamo tanto desiderio? Egli pensa che essa è una povera, misera vita, senza prevedere che un giorno anche per lui, forse, scoccherà la triste ora in cui per un giorno solo di questa misera vita darà tutti i suoi anni di fantasie, e inoltre non li darà per una gioia, per una felicità, nè più vorrà scegliere in quell'ora di tristezza, di pentimento e di dolore liberamente accettato. Ma frattanto non è ancora giunto quel terribile momento: egli non desidera nulla, perchè è al di sopra dei desideri, perchè con sè ha tutto, è sazio, perchè egli stesso è l'artefice della propria vita e se la crea ogni giorno secondo un nuovo capriccio. Così facilmente, infatti, così naturalmente si viene creando quel fiabesco e fantastico mondo! Come se tutto ciò non fosse proprio una chimera! Davvero, in certi momenti è disposto a credere che tutta quella vita non sia un'esaltazione del sentimento, un miraggio, un inganno della fantasia, ma che quello sia senz'altro il reale, il vero, l'esistente. E perchè mai, dite, Nastenka, perchè in momenti simili gli si mozza il fiato? Perchè dunque, per quale sortilegio, per quale sconosciuto arbitrio, il polso si accelera, sprizzano lacrime dagli occhi del sognatore, ardono le sue pallide guance inumidite e tutta la sua esistenza si colma di un conforto irresistibile? Perchè mai intere notti insonni trascorrono come un attimo, in una inesauribile letizia e felicità, e quando l'aurora risplende col suo roseo raggio alle finestre, e l'alba rischiara la tetra stanza con la sua incerta e fantastica luce, come è da noi a Pietroburgo, il nostro sognatore, stanco e spossato, si getta sul letto e si addormenta in un estatico venir meno del suo spirito morbosamente scosso e con un dolore struggente e dolce nel cuore? Sì, Nastenka, ci si può ingannare e senza volerlo si può credere che una vera, schietta passione gli agiti l'anima, involontariamente si può credere che ci sia qualcosa di vivo, di palpabile nei suoi sogni incorporei! Eppure quale inganno: ecco, per esempio, l'amore gli è entrato nel petto con tutta la sua inesauribile gioia, con tutti i suoi penosi tormenti...Dategli soltanto uno sguardo e vi convincerete! Lo credereste, guardandolo, Nastenka cara, che in realtà egli non ha mai conosciuto colei che tanto ha amato nelle sue esaltate fantasticherie? Ma è mai possibile che l'abbia vista soltanto tra i suoi seducenti fantasmi e che questa passione se la sia soltanto sognata? || Fedor Dostoevskij - Le Notti Bianche || ...e questo per far capire come sono... (grazie Maestro per aver scritto quel libro.)
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pagine altrui
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:: giovedì, 20 ottobre 2005 ::
Oggi ero in vena di fotografie. Perchè alle sei, quando sono uscita dall'università, questo era lo spettacolo che avevo davanti. Gli ippocastani dell'enorme parco in cui è immerso il campus. Le foglie sparse sul suolo, che amo calpestare per sentire lo scricchiolio. L'ho sempre fatto, fin da quando ero piccola. Quando mio babbo raccoglieva col rastrello le foglie in giardino, facendo altissimi materassi, su cui mi divertivo a buttarmi. Quasi fosse un letto. E non m'interessavano le brontolate, il maglioncino sporco di terra o le foglie impigliate nei capelli, una nuova Venere che sorge dalla Terra. Ero felice, e tanto basta.

--- || 19:36 || Soffocatemi di commenti (4) || ---
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:: mercoledì, 19 ottobre 2005 ::
Dimenticavooooooooooo!
Su consiglio di Francesca, invece di fare un altro blog, ho messo i miei racconti qui.
http://u-n-s-e-e-n.deviantart.com
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:: mercoledì, 19 ottobre 2005 ::
Va bene, sono in vena di stronzate, oggi. Vi incollo qua un'e-mail che mi ha mandato una mia amica, su cui sono morta dal ridere. Chi non è tanto pratico di sms, si astenga dal leggere, non capirebbe. A me piacerebbe fare quattro chiacchiere con l'inventore del T9, un giorno. Ma quanto è vero!! Da una maniaca dei messaggi.
Me lo metterei davanti. Gli offrirei un tè. Lui è sicuramente uno che non beve alcolici, lui sarà per forza uno che beve tè e un sacco di caffé.
Gli offrirei dei pasticcini, anche. Aspetterei di vederlo addentare la ciliegia verde della frolla per bloccargli il polso e chiedergli:
- Ma ora, dimmi: come cazzo ti è venuto di mettere "vi" come prima opzione al posto di "ti"?
Chi è che non ha mai ricevuto il famigerato sms ottocentesco "Vi passo a prendere stasera"?
E quando lui tossirà, si ingolferà, si batterà il petto e cercherà di arrivare con quella sua mano pallida alla tazzina di tè, io stringerei ancora di più la morsa e gli chiederei:
- E come cazzo ti è venuto di mettere "paura" come prima opzione rispetto a "scusa"?? ... "Paura, ero senza credito!".
Chi è che utilizza la parola "paura" negli sms? A chi pensavi come utente ideale? A Stephen King? Dimmelo.
A questo punto ingollerei anch'io un pasticcino per ostentare nervosismo.
E perché (sputando briciole di pasticcino) quando scrivo "tu" mi viene fuori "tv"? Che prendi, le mazzette dalla Rai?
A questo punto lui cercherebbe di bofonchiare qualcosa. Io lo interromperei bloccandogli anche l'altro polso. Alla mia coinquilina oggi è arrivato un messaggio che diceva: "Ti rifaccio gli ampliodoti per il meraviglioso sorriso!"
- Cosa sono gli ampliodoti, testa di minchia? I complimenti???
"Ampliodoti" n-o-n-e-s-i-s-t-e. Il tuo dizionario di merda è pieno di parole che n-o-n-e-si-s-t-o-n-o. A questo punto gli toglierei la tazza davanti, mi alzerei e la metterei nel lavandino. Così, per fare massaia. Con voce ferma gli direi (magari strofinandomi le mani sul grembiule):
- Il mio amico si chiama Savior. Ok, ha un nome di merda, siamo d'accordo. Fatto sta che per colpa del tuo cazzo di T9 lui non si chiama più Savior, che è un brutto nome, si chiama Pathos, che è peggio.
E per dirti quante vite hai incasinato. Il mio amico Bernardo. Ok, un nome di merda anche quello, siamo d'accordo, infatti è amico di Savior. Bè il caro Bernardo stava tampinando una ragazza. Era riuscito ad avere il numero. Le stava mandando il primo dannato messaggio galante per rompere il dannato ghiaccio. Il messaggio diceva: "Vi va se stasera andiamo a mangiare qualcosa e poi andiamo a ballare? Vi porto a Testaccio, c'è il mio amico che mette i dischi. Vi riaccompagno a casa io".
E a parte che sembra scritto da Mozart. Ma a parte. A un certo punto lo spazio era quasi finito, per cui Bernardo non si firmò "Bernardo", si firmò "Bern".
Peccato che il messaggio sia arrivato firmato "Afro", a sottintendere un individuo con una minchia di due metri intenzionato a concludere degnamente la serata sul divano.
Ovviamente la ragazza in questione non si è mai più fatta viva, e Afro si è fatto un anno di pippe.
A questo punto mi risiederei e lo fisserei negli occhi.
Uno scrive aiuto. E fin qui. Poi gli diventa aiutò. E fin qui. Poi diventa bitum. Sì, esatto, bitum. Intendi bitume? Sì, intendi bitume. E allora se conosci la fottuta parola bitume, perché non mi prendi "merda"?? Secondo te c'è più gente al mondo che scrive "merda" o che scrive "bitume"!?
Poi volteggerei sollevando la gonna e direi:
- Oggi mi sento romantica: "Variazioni sul Ti amo".
1) "Vi con" (dislessia allo stato puro. Variante: un noto detersivo d'importazione)
2) "Vi amo" (un po' demodé, ma pur sempre efficace)
3) "Vi amm" (vi amm, vi amm, 'ncopp viamm ià)
4) "Ti bon" (nota bistecca)
5) "Ti anm" (un volgare insulto in foggiano)
6) "Ti coo" (...pulo)
7) "Ti bom" (bo)
8) "Ti ano" (vabè)
9) "Tg com" (mazzetta da Canale 5)
10) "Tg cnn" (notizie dal mondo).
Perché? Non? Vai? Da? Un? Buon? Psicologo?
Dovresti smettere di fare questo lavoro. Dovresti fare un lavoro che più ti si confà.
E a questo punto lo porterei al lavandino e gli farei lavare la tazzina.
--- || 18:28 || Soffocatemi di commenti (3) || ---
pagine di follie sarcastiche
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:: martedì, 18 ottobre 2005 ::
"la terza trasformazione, e in qualche modo la più inquietante, è la disintegrazione dei vecchi modelli delle relazioni umane e sociali, da cui deriva anche la rottura dei legami tra le generazioni, vale a dire tra il passato e il presente. Questo mutamento è stato particolarmente evidente nei paesi più sviluppati del capitalismo occidentale, nei quali i valori di un individualismo asociale assoluto sono stati dominanti sia nelle ideologie ufficiali sia in quelle non ufficiali. [...] Ma in pratica la società nuova del capitalismo rivoluzionario non ha funzionato in questo modo. Essa non ha attuato la distruzione massiccia di tutto ciò che aveva ereditato dalla vecchia società, ma ha adattato selettivamente l'eredità del passato ai suoi propri usi. Non c'è alcun enigma sociologico nella prontezza con cui la società borghese ha introdotto un individualismo radicale nell'economia ed ha infranto tutti i legami sociali tradizionali nel suo corso, mentre ha sempre temuto un'individualismo radicale e sperimentale nella cultura."
[Dalle mie dispense di storia contemporanea.]
--- || 19:53 || Soffocatemi di commenti (4) || ---
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:: lunedì, 17 ottobre 2005 ::
Mi è tornata in mente una scena dell'ultima serie di Friends, quella in cui Ross si fa un sacco di problemi perchè non si sente all'altezza dell'ultima sua fiamma, fino a quel momento fidanzata di vincitori di premi Nobel, mentre lei, ad una festa, si bacia appassionatamente con Joey.
Sul momento ci risi un bel pò su, dando dell'idiota a Ross (ovviamente io sono famosa perchè parlo più con la televisione che con i miei genitori). Ma adesso, ripensando alla mia situazione sentimentale, devo stare zitta e chinare la testa. Perchè mi sento davvero una Ross, una che si è sempre sentita superiore ai ragazzi con cui è stata, quando in questo momento guardo dal basso in alto Emiliano, sentendomi una formica piccina picciò. Che non può competere con lui, con le sue esperienze di vita, con la sua mente in continuo movimento. Mi sento svuotata, un guscio privo di contenuti, la pelle cambiata di un serpente. Perchè? Perchè questo sentimento d'inferiorità, che mi blocca ben prima di qualsiasi azione? Non sono mai stata così. Non mi era mai successo. Lui, non mi era mai successo.
Comunque. Studiando storia contemporanea, invece di prendere appunti della lezione, mi sono messa a fare centinaia di elucubrazioni sulla relatività di tutto. Bella storia, direte, hai scoperto l'acqua calda. Gnè gnè gnè, lo so, però mi stupisce davvero molto notare come la convivenza tra gli individui si basi sulla visione diversa che ognuno ha di quello che lo circonda. Per ogni persona, il mondo ha colori differenti, sfumature diversissime che lo portano a considerare la propria vita in modo pessimistico, ottimistico o nichilista. Ed è da una parte meravigliosa, questa sostanziale diversità. Ma, dall'altre parte, è spaventosa: perchè anche una semplice frase, detta in tono magari ironico, può essere percepita e decodificata in maniera del tutto distorta. Per non parlare delle azioni, poi. Delle decisioni che si prendono. Ed è per questo motivo che penso troppo, cerco sempre di vedere in tutto le innumerevoli sfaccettature, mettendomi nei panni altrui, considerando la seconda, la terza faccia delle medaglie.
E, così facendo, non mi godo assolutamente un cazzo di quello che ho.
Maledetta bipede pensante.
Ma riuscite veramente a starmi dietro, quando me ne esco con questi discorsi e concetti privi di capo e di coda?
So che è stupido giocare con deliri nati male che inseguendosi permettono di respirare. Chiedo scusa e per favore non cercate di capire, questo briciolo di orgoglio è naturale. Per me che sono moralmente fragile, drogato da giudizi, dipendente, ne ho bisogno per star bene. Anzi, ormai è finito pure il tempo in cui chiedevo d’essere immortale adesso chiedo un giorno, un giorno in più per respirare, e stremato gridare «Sarò il più grande io, il più grande io, il più grande e non mi prenderete mai»
|| Blastema ||
--- || 19:14 || Soffocatemi di commenti (10) || ---
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:: domenica, 16 ottobre 2005 ::
Si sveglia che fa buio ormai d'abitudine La notte le regala un'aria più complice Detesta il vuoto dei rumori della realtà - Aurora sogna - Ma col volume a stecca può sopravvivere - Aurora sogna - Le stesse facce di ogni giorno fanno male Le stesse voci recitanti giudicare Posa l'orecchio sul bicchiere e sente il mare Ma non il suono della musica che piace a lei La solitudine che indossa è più normale di una prudente saggia e isterica morale Aurora sogna e nei suoi sogni sa cercare senza paura un'esclusiva felicità. ~ » ◊ Subsonica - Aurora Sogna ◊ « ~
Frasi che ora sanno d’inutilità,
...si nota proprio tanto, che adoro i Subsonica?
Di desideri tiepidi già smossi.
Lei si riveste, ormai non la diverte più.
Probabilmente lui vorrebbe anche ricominciare.
Alibi che attenuano l’oscenità
Riflessa intorno alle bottiglie vuote
Dai suoi vent’anni opachi e rispettabili:
Così si sa che c’è qualcosa che non va.
La notte schiude le sue braccia fragili
Tra le emozioni che si intrecciano
E lei confonde spesso forza ed esperienza
Per tutti gli uomini osservati da sotto.
Si nutre di cose che fanno male
E ama quando è l’ora di odiare,
Si nutre di cose che fanno male E odia quando è l’ora di gridare.
Abiti firmati d’inutilità
Riscattano un affetto che ora latita.
Buone maniere che sono sempre le stesse:
Da sempre sa che c’è qualcosa che non va
La notte che sorride ha denti fragili
Per tutti i calci che l’aspettano.
Generalmente lei non dà la confidenza
A tutti quelli che si atteggiano troppo.
Si nutre di cose che fanno male
E ama quando è l’ora di odiare,
Si nutre di cose che fanno male
E odia quando è l’ora di gridare.
Solo una cosa so di sicuro:
vorrei raschiare la mia faccia contro il muro.
Solo una cosa so di sicuro:
lasciare andare tutto il mio dolore contro questo muro.
So di sicuro:
lasciare andare la mia faccia contro il muro.
Solo una cosa so di sicuro:
vorrei raschiare tutto il mio dolore contro-questo-muro.
Bocche dal sapore d’eventualità appiccicano sguardi, l’aria è satura.
Quasi vorrebbe la scoprissero
gettarsi in pasto giusto il tempo di ricominciare.
A casa questa notte non ritornerà.
In viaggio fuori-serie verso nessun posto.
Narici rispettabili festeggiano:
Così si sa che c’è qualcosa che non va.
La notte scivola sugli occhi gravidi,
Gonfi di amaro che rovesciano.
Generalmente lei riserva indifferenza
A tutti quelli che si stringono troppo. Si nutre di cose che fanno male
E ama quando è l’ora di odiare,
Si nutre di cose che fanno male
E odia quando è l’ora di gridare.
~ » ◊ Subsonica - Albascura ◊ « ~
--- || 21:12 || Soffocatemi di commenti || ---
pagine di musica
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:: sabato, 15 ottobre 2005 ::
Oggi non faccio altro che mangiare. Date la colpa al tempo, al fatto che è sabato e non so assolutamente cosa fare questa sera. Date la colpa alla noia che mi assale in maniera incontrollabile, o al fatto che non ho voglia di uscire per accendermi una, due, tre sigarette. O, forse, più semplicemente, la colpa è della mia costante voglia di arrecarmi del male. Perchè potrei fare mille cose diverse. Uscire, andare a comprare un paio di stivali. Leggere un libro, guardare uno dei tanti film che attendono di essere scelti. Studiare, magari. E neppure una scampagnata al lago mi rende sorridente. Sembro più la signora Morte in vacanza.
Eppure? Eppure non voglio impegnarmi per stare meglio. Voglio crogiolarmi, sentirmi dire "oh, povera piccola...", essere fiera delle mie cicatrici di vita, anche se me le infliggo da sola.
In più ho risfogliato le cartelle dell'hard disk, ritrovando vecchie pagine di diario virtuale scritte un paio d'anni fa, dove il brodo nero di depressione lo vedevo come una costante. E, certamente, questo non m'aiuta a stare meglio. Vago poi per i blog, non sapendo cosa di meglio fare, e scopro persone felici, con amori grandissimi. La loro felicità - seppur talvolta esasperata - traspare da ogni parola, da ogni colore che tracciano. E a me rimane solo l'invidia, quella verde ira che fa inveire contro il destino, così beffardo e manovratore. Sospiro, sospiro e non ho voglia di alzarmi da questa sedia. Sospiro, sospiro e mi chiedo perchè l'inverno mi fa quest'effetto.
Perchè già è inverno, e il sole di ottobre non scalda assolutamente come dovrebbe. 
--- || 18:06 || Soffocatemi di commenti (17) || ---
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:: sabato, 15 ottobre 2005 ::
La nebbia ghiacciata affumica la gora della concia Ma uno d'essi, il più giovane, mi pare, e il più malcerto, Rimango a misurare il poco detto, [Mario Luzi - Nel Magma- Presso il Bisenzio]
e il viottolo che segue la proda. Ne escono quattro
non so se visti o non mai visti prima,
pigri nell'andatura, pigri anche nel fermarsi fronte a fronte.
Uno, il più lavorato da smanie e il più indolente,
mi si fa incontro, mi dice: «Tu? Non sei dei nostri.
Non ti sei bruciato come noi al fuoco della lotta
quando divampava e ardevano nel rogo bene e male».
Lo fisso senza dar risposta nei suoi occhi vizzi, deboli,
e colgo mentre guizza lungo il labbro di sotto un'inquietudine.
«Ci fu solo un tempo per redimersi» qui il tremito
si torce in tic convulso «o perdersi, e fu quello.»
Gli altri costretti a una sosta impreveduta
dànno segni di fastidio, ma non fiatano,
muovono i piedi in cadenza contro il freddo
e masticano gomma guardando me o nessuno.
«Dunque sei muto?» imprecano le labbra tormentate
mentre lui si fa sotto e retrocede
frenetico, più volte, finché‚ è là
fermo, addossato a un palo, che mi guarda
tra ironico e furente. E aspetta. Il luogo,
quel poco ch'è visibile, è deserto;
la nebbia stringe dappresso le persone
e non lascia apparire che la terra fradicia dell'argine
e il cigaro, la pianta grassa dei fossati che stilla muco.
E io: «E' difficile spiegarti. Ma sappi che il cammino
per me era più lungo che per voi
e passava da altre parti». «Quali parti?»
Come io non vado avanti,
mi fissa a lungo ed aspetta. «Quali parti?»
I compagni, uno si dondola, uno molleggia il corpo sui garetti
e tutti masticano gomma e mi guardano, me oppure il vuoto.
«E' difficile, difficile spiegarti.»
C'è silenzio a lungo,
mentre tutto è fermo,
mentre l'acqua della gora fruscia.
Poi mi lasciano lì e io li seguo a distanza.
si fa da un lato, s'attarda sul ciglio erboso ad aspettarmi
mentre seguo lento loro inghiottiti dalla nebbia. A un [passo
ormai, ma senza ch'io mi fermi, ci guardiamo,
poi abbassando gli occhi lui ha un sorriso da infermo.
«O Mario» dice e mi si mette al fianco
per quella strada che non è una strada
ma una traccia tortuosa che si perde nel fango
«guardati, guardati d'attorno. Mentre pensi
e accordi le sfere d'orologio della mente
sul moto dei pianeti per un presente eterno
che non è il nostro, che non è qui né ora,
volgiti e guarda il mondo come è divenuto,
poni mente a che cosa questo tempo ti richiede,
non la profondità, né l'ardimento,
ma la ripetizione di parole,
la mimesi senza perché né come
dei gesti in cui si sfrena la nostra moltitudine
morsa dalla tarantola della vita, e basta.
Tu dici di puntare alto, di là dalle apparenze,
e non senti che è troppo. Troppo, intendo,
per noi che siamo dopo tutto i tuoi compagni,
giovani ma logorati dalla lotta e più che dalla lotta, dalla sua mancanza umiliante.»
Ascolto insieme i passi nella nebbia dei compagni che si eclissano
e questa voce venire a strappi rotta da un ansito.
Rispondo: «Lavoro anche per voi, per amor vostro».
Lui tace per un po' quasi a ricever questa pietra in cambio
del sacco doloroso vuotato ai miei piedi e spanto.
E come io non dico altro, lui di nuovo: «O Mario,
com'è triste essere ostili, dirti che rifiutiamo la salvezza,
né mangiamo del cibo che ci porgi, dirti che ci offende».
Lascio placarsi a poco a poco il suo respiro mozzato dall'affanno
mentre i passi dei compagni si spengono
e solo l'acqua della gora fruscia di quando in quando.
«E' triste, ma è il nostro destino: convivere in uno stesso tempo e luogo
e farci guerra per amore. Intendo la tua angoscia,
ma sono io che pago tutto il debito. E ho accettato questa sorte.»
E lui, ora smarrito ed indignato: «Tu? tu solamente?».
Ma poi desiste dallo sfogo, mi stringe la mano con le sue convulse
e agita il capo: «O Mario, ma è terribile, è terribile tu non sia dei nostri».
E piange, e anche io piangerei
se non fosse che devo mostrarmi uomo a lui che pochi ne [ha veduti.
Poi corre via succhiato dalla nebbia del viottolo.
il molto udito, mentre l'acqua della gora fruscia,
mentre ronzano fili alti nella nebbia sopra pali e antenne.
«Non potrai giudicare di questi anni vissuti a cuore duro,
mi dico, potranno altri in un tempo diverso.
Prega che la loro anima sia spoglia
e la loro pietà sia più perfetta.»
--- || 13:15 || Soffocatemi di commenti (2) || ---
pagine altrui
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:: giovedì, 13 ottobre 2005 ::
Sto malissimo. Breathe out, so I can breathe you in, hold you in
Ieri sera ho avuto l'opportunità di fare sesso a 3. Fossi stata in un altro contesto, non mi sarei fatta problemi. In fondo era la mia migliore amica con un altro ragazzo.
In realtà è che, in poco meno di due ore, ho scoperto cos'è l'amore. Quello passione-ossessione, tanto per citare Joe Black. Quello della Ballata dell'amore Cieco, giusto per tirare nel mezzo de Andrè. E io, lui non lo volevo dividere con nessuno. Neppure con chi ho di più caro. Anche se so benissimo che non potrà mai darmi ciò che voglio, ovvero la stabilità. E' felice così com'è, lui. Con un'altra donna, con altre storie a me ignote. Potrà offrirmi solo se stesso le sue mani e il suo corpo, ma in altre circostanze. Non come voglio io, ovvero al 100%. Anima e corpo. E' un burattinaio. L'ho fatto diventare il burattinaio della mia vita. Soffrirò? Mi farò del male? Urlerò, piangerò, lo supplicherò? Certamente. Entrambi ne siamo coscienti. Sa bene cosa provo, lo sa da ogni mio sguardo. Pare di conoscermi meglio di me. Ed è proprio questo a farmi paura.
Soprattutto perchè stamani avevo un esame, e dopo una nottata passata insonne, ho deciso di non presentarmi.
Autodistruzione cosciente. Non mi frega più niente di niente. Senza scherzi. Niente.
And now, I know you've always been out of your head, out of my head I sang
And I wonder when I sing along with you if everything could ever feel this real forever
If anything could ever be this good again.
--- || 13:20 || Soffocatemi di commenti (17) || ---
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:: martedì, 11 ottobre 2005 ::
Stay by me, stay by me [Nick Cave - Babe, you turn me on] Che dire...Nick Cave ce l'ho nel cuore, credo che ormai lo sappiate. Questa è una dolce ninnananna, altro che. Certo, non è una ballata come quelle di De Andrè. Ma Nick Cave è di tutt'altra scuola, e lo amo in maniera differente. La musica. Chi potrebbe vivere, senza?
You are the one, my only true love
The butcher bird makes it's noise
And asks you to agree
With it's brutal nesting habits
And it's pointless savagery
Now, the nightingale sings to you
And raises up the ante
I put one hand on your round ripe heart
And the other down your panties
Everything is falling, dear
Everything is wrong
It's just history repeating itself
And babe, you turn me on
Like a light bulb
Like a song
You race naked through the wilderness
You torment the birds and the bees
You leapt into the abyss, but find
It only goes up to your knees
I move stealthily from tree to tree
I shadow you for hours
I make like I'm a little deer
Grazing on the flowers
Everything is collapsing, dear
All moral sense has gone
It's just history repeating itself
And babe, you turn me on
Like an idea
Like an Atom bomb
We stand awed inside a clearing
We do not make a sound
The crimson snow falls all about
Carpeting the ground
Everything is falling, dear
All rhyme and reason gone
It's just history repeating itself
And, babe, you turn me on
Like an idea
Like an Atom bomb
--- || 19:38 || Soffocatemi di commenti (7) || ---
pagine di musica
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:: lunedì, 10 ottobre 2005 ::
INDIGNAZIONE.
Non ho altre parole per definire ciò che provo. Ore 18, aula dell'università: Melissa P che presenta il suo nuovo libro. "Bah, andiamoci, tanto, nel bene o nel male, è utilissimo conoscere prima di giudicare." Mi sono così seduta su quella poltroncina su cui di solito faccio lezione, in compagnia di un mio amico giornalista, e ci siamo messi ad aspettare questa fantomatica Melissa. Arriva con venti minuti di ritardo, ma non è questo l'importante. Vedo dirigersi verso la cattedra una figura sottile e bassa, minuta, che non dà nell'occhio. Si siede, presenta questo suo benedetto libro, dopo di che iniziano le domande del pubblico. E a questo punto, l'indignazione non so se si trasforma in rabbia o in compassione. Vedere una che ha venduto due milioni di copie non sapere neppure chi è Bulgakov, o che non ha letto molto a parte la Tamaro o Bukowski. Ma il sostrato culturale, a mio avviso fondamentale per essere definiti scrittori, dove cazzo sta? DOVE? E oltre questo, la sua così totale incoerenza. Dice di non essere stata aiutata da nessuno per raggiungere il successo. Allora, chi mi spiega come ha fatto, da un giorno all'altro, sul serio, da un giorno all'altro, a raggiungere le vette delle classifiche? Il giorno prima nessuno sapeva chi fosse. Il giorno seguente, il suo libro era in ogni vetrina di libreria. Un caso letterario. La rivoluzione nella scrittura.
MA DI CHE?
Devo riuscire ancora a comprendere se è stata così ingenua o così furba, per scrivere tutto ciò che abbiamo dentro. Ovvero affrontare il tema del sesso descritto da un'adolescente. Un ottimo trampolino di lancio, una strada mai percorsa. Che, a quanto vedo, le è stata utilissima.
Tutto quello che mi ha stupito, infatti, non è tanto la figura in sè e per sè di Melissa P. Quanto tutti i discorsi, le discussioni, i problemi che ha suscitato con quel suo 100 colpi di spazzola. E' venuto fuori un tema mai affrontato prima in Italia, da un punto di vista letterario, da una quindicenne. Alla portata di chiunque, soprattutto. Perchè, obiettivamente, in quel libro non ci sono picchi di lirica, nè discorsi degni di Dostoevskij. E' stato alzato un polverone. Un polverone per cose che noi tutti sappiamo già bene, ma abbiamo paura nell'affrontare con gli altri.
Potremmo essere più stupidi?
--- || 19:59 || Soffocatemi di commenti (15) || ---
pagine di rabbia e sdegno
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:: domenica, 09 ottobre 2005 ::
E' quello che sai che ti uccide o è quello che non sai - a mentire alle mani, al cuore, ai reni - lasciandoti fottere forte per spingerti presagi - via dal cuore su in testa, sopprimerli - non sai che l'amore è una patologia saprò come estirparla via - torneremo a scorrere - torneremo a scorrere. Eroe del mio inferno privato sei in giro di routine indossi il vuoto con classe ma è tutto ciò che avrai - perchè quando il dolore è più grande poi non senti più - e per sentirti vivo ti ucciderò - vedrai, vedrai se il mio amore è una patologia saprò come estirparla via - torneremo a scorrere - torneremo a scorrere. Lo so - lo so che il mio amore è una patologia vorrei che mi uccidesse ora. Perchè odio ammettere che mi ritrovo spudoratamente in ogni loro parola? Maledetti. Maledetti perchè ogni volta che ascolto una loro canzone (e negli ultimi tempi sta succedendo fin troppo spesso), invece di rilassarmi, non faccio altro che concentrarmi sul testo e, di conseguenza, riflettermi in quelle parole. L'autoanalisi non fa mai così bene, soprattutto se fatta di continuo. Sentivo applaudire le nubi dal cielo al mio passaggio e allora provavo cosa vuol dire non essere nata per niente. Guardavo me stessa riflessa nei fulmini e prendevo dall'orgoglio potenza.
[Afterhours - Ci Sono Molti Modi]
C'è però da dire che amo considerarmi speciale. Non diversa, no, una volta ho provato a dire che mi sentivo superiore ad altre persone e per poco non mi linciavano. Che cazzo. Dicevo. Si, che mi piace sentirmi speciale, una superdonna - donna titanica e alfieriana, capace di provare i sentimenti più intensi nel modo più forte ed esasperato possibile. Nell'amore, prima di tutto. Nei rapporti con gli altri. Nelle amicizie, nelle passioni. Amare quanto soffrire. Provare dolore al petto quanto ridere di gusto. Baciare quanto vedere le lacrime scendere scure, colanti mascara.
Perchè la cosa di cui più sono convinta è una sola. L'ignoranza non è un bene. E, piuttosto che rimanere ovattata e asettica nel mio mondo tutto grigio e uguale a se stesso, preferisco passare i gironi dell'Inferno.
Magari questo discorso lo faccio molto spesso, ma è fondamentale.
--- || 15:57 || Soffocatemi di commenti (15) || ---
pagine di musica
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:: sabato, 08 ottobre 2005 ::
Un ultimo appunto. Questo blog è davvero favoloso.
--- || 20:42 || Soffocatemi di commenti (2) || ---
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:: sabato, 08 ottobre 2005 ::
COMUNICAZIONE DI SERVIZIO Bene bene...io e Frà, in un rapporto di perfetta empatia, abbiamo fatto la prima fanlisting dei FANTASTICI 5!! Purtroppo tra tutte e due non siamo state in grado di fare una fanlisting classica, ovvero con tutti quei bei dati da compilare per essere iscritti dopo due secondi. L'arabo dell'HTML e dei CSS, sotto quest'aspetto, è ancora da tradurre...ma prima o poi ce la faremo, e nel frattempo usate la posta elettronica per iscrivervi. Perchè ovviamente dovete iscrivervi, ok? OK? OK?
Divento minacciosa quando non fate ciò che dico. Tsk.
Ah, dimenticavo... http://www.trydisegna.com/fantastici5.htm
(spamspamspamspamspamspamspamspamspamspamspamspamspam)
--- || 17:30 || Soffocatemi di commenti || ---
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:: venerdì, 07 ottobre 2005 ::
Va bene, lo ammetto, stiamo scendendo nella pazzia più buia. Ma lo avevamo detto, e lo abbiamo anche fatto. La lista degli uomini impossibili delle nostre vite. Io e Francesca ci siamo messe sotto e abbiamo raggiunto i nostri scopi. Due folli patentate che ancora sono in giro. Le sezioni sono tre. 1 . Francesca Pegasus - I Cavalieri dello Zodiaco (a dire il vero io volevo essere lui) 1. Martina Gighen - 6 anni forse? Era un mito. 2 . Francesca Ranma - Ranma 1/2 (con tutta l'ambiguità, ma quanto è maschio?) 2 . Martina Tabaras - Fantaghirò - 10/12 anni (e tuttora, è il prototipo del mio uomo perfetto) 3 . Francesca Howl - Il Castello Errante di Howl (la perfezione fatta disegno) 3 . Martina Brandon Boyd - Incubus - Qualcosa da ridire? Alla fine sembrava uno dei Backstreet Boys con quei capelli a caschetto, lo so, ma è talmente bello che lo amerei pure pelato.
Chiaramente ha postato lei per prima sul suo blog la lista, così che io, in due secondi, con un copiaincolla ho già fatto tutto. Senza stare a sbroccare. Ah, grazie Frà :P
1 . I SOGNI DA BAMBINA
2 . GLI INSANI INNAMORAMENTI ADOLESCENZIALI
3 . LE VERE E PROPRIE STORIE D'AMORE PLATONICHE, MATURE. (ahahahah, ci rido da sola!)
Marco Bellavia (tifavo sempre con lui nei telefilm che faceva Cristina D'Avena
Ettore Bassi (non mi ricordo manco perchè)
Massimo - Neri Per Caso (lo avrei voluto come fratello, pensavo fosse bellissimo)
Samuele Bersani (questo mi piaceva proprio)
Christian Bale (a 12 anni ho visto Piccole Donne e mi è rimasto nel cuore. mi sono sorbita quella cazzata di American Psyco solo per lui)
Mirko - Kiss me Licia - Lo amavo sia in versione cartone animato, sia in versione telefilm...e odiavo Licia. Quella zoc..coff coff.
Freddy Mercury - a 8 anni, quando lo vidi a un concerto in tv entrare con il mantello, la corona e lo scettro da re. Mi cadde la mascella!
Michelangelo - Tartarughe Ninja. Beh, che c'è di strano? Non sono mai stata razzista, nemmeno sugli animali. Tantomeno a 8 anni!
Johnny - E' quasi magia - 9/10 anni. Ma quanto era bello, con quel suo faccino tondo?
Alvin (rock 'n roll) - e più di lui, che pareva un topo, direi suo babbo. U.U
Apollo (papà di Pollon) - ah, quel suo gonnellino mi stimolava la fantasia...
Ligabue - verso i 10 anni...giusto perchè mi piacevano le canzoni, e in un discorso di empatia mi piaceva anche lui.
Brad Renfro (amore nato con Sleepers, ancora lo adoro, è un figone!)
Nick Carter - Backstreet Boys (il vero amore dei primi anni della mia adolescenza. Infondo anche adesso subisco il suo fascino, nonostante l'evidente obesità)
Darren Eyes - Savage Garden (mi dicevano che era gay e lo difendevo a spada tratta. mi piaceva di più coi capelli lunghi e neri)
Liam Howlett - Prodigy (merita un sacco, ma sta tipo con una delle All Saints, quindi ho perso ogni stima nei suoi confronti)
Johnny Rzeznik - Goo Goo Dolls (la canotta zozza ha il sio fascino)
Boosta - SubsOnicA (e che ve lo dico a fa, ancora mi ci pigliano in giro)
Kavana (nessuno di voi saprà chi è, mi rimangono solo i suoi video registrati)
Rich Neville - 5ive (che vergogna, con quel naso)
Daniel Johns - Silverchair (si sposerà con Natalie Imbruglia, che ha tipo un sacco di anni più di lui. che culo sta donna)
Dave Grohl - Foo Fighters (mbè, provate a dire che sembra un cavallo e vi pisto)
Elijah Wood (ho cominciato da Deep Impact)
Milo Ventimiglia (Jess di Una Mamma per Amica/Gilmore Girls. passione condivisa da Cami)
Billy Corgan - Smashing Pumpkins (che ce posso fa...)
Keanu Reevs (dormivo col suo poster sulla capoccia, sostituito dalla cartina della terra di mezzo)
Marzio - Sailor Moon - per tutta la durata di Sailor Moon. Ovvero, dei secoli.
Max Pezzali - ai tempi di 'ti sento vivere. Era così caruccio!
Roberto Baggio - mi ricordo una partita della Juve a cui mio fratello mi portò, e quel codino m'è sempre rimasto impigliato nella porta del cuore!
Leonardo di Caprio - CHI non c'è caduta, ai tempi di Titanic? Ci scommetterei..
Taylor Hanson - 12/13 anni. Inizialmente sono stata nel dubbio se fosse maschio o femmina.
Nick Carter - inizio adolescenza... ehm ehm. Mi piacevano le checchine bionde, ok? OK?
Steve Tyler - quel boccone mi ha sempre ispirato baci mozzafiato. Eh, oh!
Adriano Celentano - ah, quando canta "una carezza in un pugno"...
j Kay - Jamiroquai - 15 anni. Quei cappellini e quelle scarpe da ginnastica...ancora me le sogno la notte.
Mattew Bellamy - Muse - Brutto, ma a me faceva impazzire. Così magrolino e con quella voce da urlo...GRAUR. L'avrei divorato. 17/18 anni.
Woody Allerson - Natural Born Killers - in quel film ho sognato di essere Mallory...
Sick Boy - Trainspotting - Quel capello biondo finto è così sexy...
David Schwimmer (nei panni di Ross di Friends, e fuori. senza sarebbe meglio)
Gene Wilder (ovviamente quando era giovane)
Johnny Depp (tutti hanno quel periodo prima o poi)
Benjamin Mckenzie (il Ryan di O.C. già passato e dimenticato)
Chris Noth (Mr Big di Sex And the Ciy, che meraviglia di uomo)
Hugh Grant (una fede)
Matt Czuchry (Logan di Una Mamma per Amica/Gilmore Girls, fortunella sto Rory)
Brandon Boyd - Incubus (vabbè, basta guardarlo per capire)
Cillian Murphy (lo sposerò, lo amo, è perfetto e meraviglioso, ma già lo sapete)
Jesse Spencer (il biondo di Dr House Medical Division, già lo conoscevo, adesso è molto meno femminuccia, merita un sacco)
Brian Molko - Placebo - Il fascino per gli ambigui sessualmente non accenna a diminuire...
Jeff Buckley - ORA E X SEMPRE. Peccato che sia morto. Il mio solito culo...
James Marsters - Spike di Buffy - Il vampiro cattivo. Speravo venisse a mordere me, così non ne usciva più vivo.
Dave Gahan - Depeche Mode - 17 anni (ma il fascino continua a fare effetto)
Johnny Depp - da sempre e per sempre. La religione incarnata attore.
Ewan McGregor su Tarinspotting - beh, da quando ho visto il film e ogni volta che lo vedo.
Boosta - Subsonica - da subito! Ma si potrà essere un angelo con la codina e le corna? Che violenza...
Fry - Futurama - Quella buzzettina da alcolizzato era/è così familiare...
--- || 21:32 || Soffocatemi di commenti (2) || ---
pagine a quattro mani
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:: venerdì, 07 ottobre 2005 ::
Andando dove devi andare, e facendo quello che devi fare, e vedendo quello che devi vedere, smussi e ottundi lo strumento con cui scrivi. Ma io preferisco averlo storto e spuntato, e sapere che ho dovuto affilarlo di nuovo sulla mola e ridargli la forma a martellate e renderlo tagliente con la pietra, e sapere che avevo qualcosa da scrivere, piuttosto che averlo lucido e splendente e non avere niente da dire. Beh, il vecchio Hemingway la sapeva lunga.
--- || 18:52 || Soffocatemi di commenti || ---
pagine altrui
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:: giovedì, 06 ottobre 2005 ::
Dunque dunque dunque. Ieri notte sono morta dal ridere. Io e Frà ci siamo messe a fare la lista degli Uomini della nostra vita. Bella forza, direte voi. State zitti perchè non sono uomini normali, sono gli uomini dello spettacolo e dei cartoni animati che, fin da quando eravamo piccole, ci hanno fatto palpitare il cuore e confuso le menti. Ancora le liste sono in fase di creazione...Al più presto sui vostri schermi, per la gioia vostra e delle vostre sghignazzate che sicuramente farete. Eh oh, che ci posso fare se da piccola ero follemente innamorata di Michelangelo delle Tartarughe Ninja, o di Apollo, il babbo di Pollon? Tsk. Non capite nulla dei gusti delle donne.
Sono andata alla Caverna delle Torture (ehi, per favore, state calmi, masochista sì ma non così tanto, è un negozio di tatuaggi) per fissare la data del mio. Oddio, dei miei, dovrei dire, perchè se sbrocco è inevitabile che me ne faccia due. Più che altro mi sono messa nelle mani di Emiliano, il tatuatore, e da lui mi farei tatuare (eufemismo :P) di tutto (ehm, vabbè, non l'avete mai visto e quindi non potete capire. In più è romano e, io personalmente, mi getterei a terra in stile tappetino davanti a quella parlata.) Tornando a noi, tralasciando la parentesi Emiliano, dicevo che ho intenzione di tatuarmi uno Stregatto cattivissimo in corrispondenza del lato sinistro della schiena, in basso, anche se la posizione è provvisoria. E poi Jack, mio amato Jack, Nightmare Before Christmas, sul polso destro. Troppo incline ai cartoni animati? Sì, è probabile, ma è una di quelle cose di cui mi vanto. Perchè sono fiera del lato di bambina che è in me. E neppure troppo nascosto.
--- || 20:28 || Soffocatemi di commenti (2) || ---
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:: mercoledì, 05 ottobre 2005 ::
BABBA BIA come sono superiperraffreddata. Non so voi, ma io ho saltato a piè pari l'autunno e mi sento già in quella fase novembrina in cui la febbre ti aspetta come Jack lo Squartatore dietro l'angolo. Eccheccacchio. Questi coloroni densi e minacciosi. Cos'è che mi aspetta domani? Un temporale con i fiocchi o un'altra giornata come quella di oggi, passata a disquisire su Ovidio e che differenza c'è tra Could e Should? Ieri sera mi chiedevo se il mio modo di essere così diretta e schietta con chiunque è un bene o un male. Molto spesso mi accorgo di apparire quasi insensibile per le cose che dico. Non avere peli sulla lingua. Neppure sugli argomenti più scottanti o delicati.
Torno ora dall'università, e mi sento un pò un'ignorante dopo che il professore della Divina Commedia si è messo a spiegare cose di cui io non sapevo neppure l'esistenza. Studierò come una pazza, in questi mesi, ho già visto l'andamento generale...ma che pretendo, poi? Lettere o non lettere (alla faccia di chi dice Beh ma la tua è una facoltà finta, non fate niente, altro che DAMS di Bologna, siete voi i veri scansafatiche) è seriSSSSSima!
Ma basta parlare di studio, anche se ho il cervello fritto, tralasciamo.
Tornando a casa, ovviamente in macchina, sono finalmente riuscita a fotografare il cielo, che oggi era piuttosto inquietante. Non il tramonto, no, ancora il sole era piuttosto alto, ma le nuvole che avevo sulla testa.
Cristo, preferisco il temporale con i fiocchi.
Beh, questo blog sembra una succursale del sito delle previsioni meteo, ma non posso farci nulla se amo guardare in alto. Gnè gnè gnè.
Non ce la faccio ad indorare la pillola, appena ho un'opinione o un'idea la devo esporre così come ce l'ho nel cervello. Sicuramente esagero, essendo che la sincerità non è ben vista in questo mondo, ma io mi rifiuto di essere quella che non sono per far piacere agli altri o per farli rimanere nel loro bel mondo ovattato e con gli orsetti di pelouche.
Chiamatemi mostro, ma almeno sono in pace con me stessa.
AMEN.
--- || 18:45 || Soffocatemi di commenti (5) || ---
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:: lunedì, 03 ottobre 2005 ::
No, è passato. Non che io sia diventato vecchio o filisteo! ah, io sono forse più folle e sfrenato che mai, e tra me e le persone intelligenti e i loro affari continua a non esserci alcuna comprensione e alcun legame stabilito. Io sento ancora, come nei tempi stimolanti della giovinezza, la voce della vita sorgere in me ed esortarmi, e non ho intenzione di esserle infedele. Ma non mi chiama più al vagabondaggio, all’amicizia, alla bisboccia con fiaccole e canti, è diventata più bassa e insistente e mi conduce su sentieri sempre più solitari, bui e silenziosi, che non so se finiranno nel piacere o nel dolore, ma che voglio e devo percorrere. Da giovane l’età adulta me l’ero immaginata completamente diversa. Adesso è ancora un aspettare, un domandare, un esser inquieto, più struggimento che realizzazione. I fiori di tiglio profumano e garzoni ambulanti, raccoglitrici, bambini e innamorati sembrano ubbidire tutti a un’unica legge e sapere quello che devono fare. Solo io non so che cosa devo fare. [...] In sorte mi è dato di seguire la voce della vita che echeggia in me, di seguirla anche quando non so riconoscere il suo senso e il suo fine e anche se mi allontanerà sempre più dalla via che porta alla gioia per condurmi nel buio dell’incertezza. [H.Hesse] Perdonatemi, stasera, ma sono in vena di letteratura.
Andare ancora una volta giovane, ignaro, libero, sfrontato e curioso incontro al mondo; affamato, cibarsi di ciliege ai bordi delle strade e tirare a sorte destra e sinistra agli incroci. Passare ancora una volta le brevi notti estive tiepide e profumate per strada, nel fieno; vivere ancora una volta un periodo di vagabondaggio in povere vesti in compagnia degli uccelli di bosco, delle lucertole e dei coleotteri! Questo varrebbe ben un’estate e un paio di suole di stivali nuove. Ma non può essere. Non serve cantare le vecchie canzoni, brandire il vecchio bastone da viandante, andare per le vecchie, care, polverose strade immaginandosi di essere di nuovo giovane e che tutto sia come allora.
--- || 23:44 || Soffocatemi di commenti || ---
pagine altrui
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:: lunedì, 03 ottobre 2005 ::
Mia vita, a te non chiedo lineamenti [Eugenio Montale - Mia Vita]
fissi, volti plausibili o possessi.
Nel tuo giro inquieto ormai lo stesso
sapore han miele e assenzio.
Il cuore che ogni moto tiene a vile
raro è squassato da trasalimenti.
Così suona talvolta nel silenzio
della campagna un colpo di fucile.
--- || 23:28 || Soffocatemi di commenti || ---
pagine altrui
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:: lunedì, 03 ottobre 2005 ::
INFORMAZIONE DI SERVIZIO (CULTURALE) Sono usciti due libri. E, ovviamente, anche se ero andata in libreria per comprare il regalo di compleanno a mia cognata, ho preso due libri per me. Palahniuk e Isabella Santacroce. Due in un colpo solo, non è assolutamente giusto. Due dei miei scrittori preferiti che escono con due diverse meraviglie. Diverse, perchè Dark Demonia è unione di poesia e immagini digitali di Alessandro Taini, in arte Talexi. Sublime nero brillante. ["Dark Demonia è il canto di un angelo condannato all'inferno, è un canto gridato nel buio da chi viene considerato un diverso, abbandonato, sottratto alla vista, lasciato solo nel mondo dei mostri. Dark Demonia è disperata richiesta d'amore nell'odio feroce in cui vite prigioniere dei pregiudizi sono costrette, è voce dell'oscurità in cui vivono i rinnegati dell'esistenza."] Comunque. A parte questo, oggi giornata distruttiva. Ricominciano le lezioni all'università, e mi hanno atteso due ore di terribile Storia Contemporanea. Terribile perchè il professore (che tra l'altro è il rettore) non è in grado di spiegare in modo chiaro. Non segue nessun filo logico. Voglio dire, già in storia sono piuttosto scarsina, perchè ci si deve mettere pure lui a complicarmi la vita con manciate di date buttate a casaccio, e una serie di nomi tanto lunghi quanto incomprensibili? Maledizione. Il semestre lo inizio proprio in bellezza. Perchè, tra le altre cose, uscendo di casa il freddo mi ha tagliato il viso, e la pioggia mi ha bagnato anche le ossa. Mi lamento troppo? Forse è vero, va bene, lo ammetto, faccio un pò troppo la vittima, ma mi è iniziato d'un botto l'inverno e il mio umore sta scendendo in picchiata. Però, in compenso, il tramonto che ho visto dalla macchina è stato meraviglioso. Stavo per fare un frontale perchè guardavo il cielo anzichè la strada, ma è lo stesso. Le nuvole nere e porpora s'intrecciavano in arabeschi indescrivibili, e l'aria pura e fresca ti apriva i polmoni. Mi sarei voluta fermare per scattare una fotografia, ma la digitale l'avevo lasciata a casa. Ovviamente, non la porto mai quando serve. Va beh. Rimane lo stesso il fatto che aver visto un tramonto così bello mi ha fatto tornare un sorriso a 36 denti. La Natura sa risollevare il morale, quando meno te lo aspetti.
E poi, Cavie. Palahniuk che torna con una scarica di racconti come se fossero pallottole nella tempia. Vorrei abbandonare tutto per immergermi delle ore nell'uno e nell'altro libro. Ed è quello che sicuramente farò stanotte.
E per fortuna.
--- || 19:30 || Soffocatemi di commenti (5) || ---
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:: domenica, 02 ottobre 2005 ::
"Quando hai lo schifo addosso, ti rannicchi da qualche parte, chiudi gli occhi, e inizi a inventarti delle storie. Quel che ti viene. Ma lo devi fare bene. Con tutti i particolari. E quello che la gente dice, e i colori, e i suoni. Tutto. E lo schifo a poco a poco se ne va. Poi torna, è ovvio, ma intanto, per un pò, l'hai fregato." [Alessandro Baricco] Beh, credo che sarà quello che farò. Accucciarmi nell'angolo della camera, con la tenda davanti per nascondermi. Senza la luce, le finestre ancora chiuse dopo la notte appena passata. Le gambe strette al petto, a voler trattenere il calore. E le domande che ronzano nel cervello. "ho fatto la brava? Sono stata tranquilla o sono saltata addosso a chiunque?" "Ho vomitato?" Si sveglia male, urla in cucina [Vinicio Capossela]
Orribile avere la mente annebbiata, coperta da un velo opaco e sbiadito. Non ricordarsi le ultime ore trascorse.
E soprattutto, non ricordarsi per quale motivo ho iniziato a bere.
fitte alla testa, memoria in rovina
parenti in casa, cinque di sera
tempo scaduto, si alza come c'è venuto
nervi asciugati, metallo in bocca
mette il giaccone, è già nell'angolo di sotto.
--- || 14:25 || Soffocatemi di commenti (2) || ---
pagine di musica
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:: sabato, 01 ottobre 2005 ::
They call me The Wild Rose From the first day I saw her I knew she was the one When he knocked on my door and entered the room
...e sognai così forte che mi uscì sangue dal naso.
But my name was Elisa Day
Why they call me it I do not know
For my name was Elisa Day
She stared in my eyes and smiled
For her lips were the colour of the roses
That grew down the river, all bloody and wild
My trembling subsided in his sure embrace
He would be my first man, and with a careful hand
He wiped at the tears that ran down my face
They call me The Wild Rose
But my name was Elisa Day
Why they call me it I do not know
For my name was Elisa Day
On the second day I brought her a flower
She was more beautiful than any woman I'd seen
I said, "Do you know where the wild roses grow
So sweet and scarlet and free?"
On the second day he came with a single red rose
Said: "Will you give me your loss and your sorrow"
I nodded my head, as I lay on the bed
He said, "If I show you the roses, will you follow?"
They call me The Wild Rose
But my name was Elisa Day
Why they call me it I do not know
For my name was Elisa Day
On the third day he took me to the river
He showed me the roses and we kissed
And the last thing I heard was a muttered word
As he knelt (stood smiling) above me with a rock in his fist
On the last day I took her where the wild roses grow
And she lay on the bank, the wind light as a thief
And I kissed her goodbye, said, "All beauty must die"
And lent down and planted a rose between her teeth
They call me The Wild Rose
But my name was Elisa Day
Why they call me it I do not know
For my name was Elisa Day
[Nick Cave]
[Fabrizio de Andrè]
--- || 12:56 || Soffocatemi di commenti (2) || ---
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La sola regola eroica: essere soli soli soli. Quando passerai una giornata senza presupporre nè implicare in nessun tuo gesto o pensiero la presenza di altri, potrai chiamarti eroico. O altrimenti essere Cristo - cioè annientarsi. Ma l'hai detto ieri - nessuno rinuncia a ciò che conosce - e tu conosci troppe cose.
Chi si sbaglia è chi non capisce ancora il suo destino. Cioè non capisce qual è la risultante di tutto il suo passato - che qui segna l'avvenire. Ma lo capisca o no, glielo segna lo stesso. Ogni vita è quello che doveva essere.
[Cesare Pavese]

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