:: martedì, 29 marzo 2005 ::

Ieri la giornata è stata piacevole.
Il mare ha sempre un buon effetto, sui miei stati d'animo; mi ritrovo nel continuo volgere dell'onda. Ed anche il perpetuo grigiore del paesaggio, appare lievemente più luminoso.
C'erano bambini, tantissimi bambini. Così bello il loro sorriso mentre costruivano un castello. Dolce lo sguardo del bimbo che assaggiava per la prima volta la sabbia.
I bambini. Fino a qualche anno fa, li avrei tutti sterminati, ammazzati, trucidati. Li consideravo stupidi, impertinenti, rumorosi. Un vero fastidio.
Ma adesso è diverso; mi sono accorta che, fino al momento in cui non viene a contatto con la tv, con il consumismo e la società in genere, un bimbo è puro istinto. Vive spinto dalle proprie pulsioni, dai propri desideri, e farebbe di tutto per soddisfarli. Sono convinta che riuscirebbe ad uccidere la madre, pur di ottenere un giocattolo.
E' questo che mi affascina; l'istintività.
Che da adulti è praticamente considerata uno sbaglio. Non pensare alle conseguenze delle azioni, un peccato mortale.
Perchè non posso tornare ad avere tre anni? Col sangue zuccherino, e la testa farcita di favole, nulla più.

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:: domenica, 27 marzo 2005 ::

Dio è l'amico immaginario degli adulti.
Me ne convinco sempre di più.

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:: domenica, 27 marzo 2005 ::

 La serata. Limbo perenne.

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:: sabato, 26 marzo 2005 ::

Oggi sono stanca.
Beh, lo so, questa frase la ripeto fin troppo spesso; ma oggi lo sono anche fisicamente.
E poi è il tempo, questo diffuso grigiore che ritrovo ovunque: nel cielo, nell'asfalto, nei volti delle persone, nei miei occhi. E' forse un morbo? Sembrerebbe di sì.
A parlare di morbi, m'è tornato in mente un romanzo di Saramago, Cecità: tanto angosciante quanto bello. [link]
Oggi è sabato, ma la città, come al suo solito, non offre nulla. Vagherò incerta, lasciando decidere al caso. Meno male che lunedì andrò al mare.
Non che la situazione migliorerà, sia chiaro; il colore, anche là, sarà il grigio. Ma almeno ascolterò il rumore dolce delle onde, sulla spiaggia deserta.

--- || 17:47 || Soffocatemi di commenti (4) || ---

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:: venerdì, 25 marzo 2005 ::

"Oggi è un giorno come tanti. Le parole scritte e cancellate. sguardi nascosti di cicatrici ardenti. oggi è un giorno di lamenti. anche per il sole sulla pelle che ritorna e ritorna ancora a evaporare pozzanghere di pensieri che poi rimangono asciutti e si rigirano squamosi assetati pallidi. oggi è un giorno come quelli che poi vorrei ricordare e invece dimentico, identico. oggi è pesante l’aria di nuvole che ci puoi nuotare. nuotando nell’aria. è sempre un brivido. Sempre. Per sempre."

Pelle: è la tua proprio quella che mi manca
in certi momenti e in questo, momento
è la tua pelle ciò che sento, nuotando nell'aria.
Odori dell'amore nella mente dolente,tremante,ardente,
il cuore domanda cos'è che manca
perché si sente male,molto male,
amando,amando amandoti ancora.
Nel letto aspetto ogni giorno un pezzo di te
un grammo di gioia del tuo sorriso
e non mi basta nuotare nell'aria per immaginarti:
se tu sapessi che pena.
Intanto l'aria intorno è più nebbia che altro
l'aria è più nebbia che altro.
E' certo un brivido averti qui con me
in volo libero sugli anni andati ormai
e non è facile dovresti credermi
sentirti qui con me perché tu non ci sei
mi piacerebbe sai sentirti piangere
anche una lacrima per pochi attimi
mi piacerebbe sai sentirti piangere
anche una lacrima per pochi attimi.

Marlene.Kuntz

--- || 14:07 || Soffocatemi di commenti || ---
pagine di musica

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:: giovedì, 24 marzo 2005 ::

...e poi ho di continuo in mente questa canzone.

a volte succede qualcosa di dolce e fatale
come svegliarsi e trovare la neve
o come quel giorno che lei mi sorrise
ma senza voltarsi e fuggire
vederla venirmi vicino fu quasi morire
trovare per caso il destino
e non sapere che dire
ma invece fu lei a parlare
"mi piace guardare la faccia nascosta del sole
vedere che in fondo si muove
dormire distesa su un letto di viole" mi disse
e a te cosa piace?
"mi piace sentire la forza di un'ala che si apre
volare lontano
sentirmi rapace, capace di dirti ti amo
aspettiamola insieme l'estate"

D.S.

--- || 17:44 || Soffocatemi di commenti || ---
pagine di musica

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:: giovedì, 24 marzo 2005 ::

Mi sento una lavativa.
Faccio dei progetti, prometto a me stessa che inizierò a darmi da fare con lo studio. Mi
obbligo a rispettare le persone, a non ferirle, a non prenderle in giro.
Ma credo di avere il tradimento nel sangue; non è volontà, oh no, è molto peggio. Io
tradisco le persone involontariamente. Come il sonnambulo che non s'accorge di camminare.
Tento di migliorarmi, facendo sforzi incredibili. Ma le persone rimangono ciò che sono.
Tutt'al più, negli anni tendono semplicemente a perfezionare ciò che sono; nessuno spirito cambia veramente. Poi, ognuno è libero di credere alle fandonie che preferisce, ma quella che ho espresso è la mia verità. E il relativo, l'irreale è molto più potente del reale.
~¤~

Possiamo passare la vita a farci dire dal mondo cosa siamo. Sani di mente o pazzi. Stinchi di santo o sessodipendenti. Eroi o vittime. A lasciare che sia il passato a decidere il nostro futuro.
Oppure possiamo scegliere da noi. E forse inventare qualcosa di meglio è proprio il nostro
compito.

--- || 17:41 || Soffocatemi di commenti (1) || ---

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:: martedì, 22 marzo 2005 ::

Caspita, sto migliorando. Dopo ore ed ore di ricerca sul web, sono riuscita a trovare un effetto carino per i collegamenti. Effetto che, tra parentesi, avevo salvato mooolto tempo fa su documenti, e di cui mi ero completamente dimenticata. Ma sono davvero svampita. Uff.

--- || 19:58 || Soffocatemi di commenti || ---

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:: domenica, 20 marzo 2005 ::

E' stato un bel pomeriggio.
Nel parco a prendere il sole e a leggere un pò, distese sull'erba.

[ah, piccola parentesi: Eugenie Grandet di Balzac è come un pugno nello stomaco, una brodaglia indistinta di economia, amore fasullo e squallore. Consigliato per dormire.]

Come lucertole che al primo tepore escono subito.
Bah. Siamo tutte lucertole, alla fine. Che tirano fuori la testolina quando c'è bel tempo, ma al primo nuvolone, subito la nascondono. Dei vigliacchi, diciamo.
Però, dai, ancora la primavera non è riuscita ad intaccare il mio soave nichilismo. Pensavo peggio.

--- || 19:16 || Soffocatemi di commenti || ---

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:: sabato, 19 marzo 2005 ::

No, questo maledetto gioco mi ha fuso il cervello.

||  http://y.20q.net/  ||

--- || 13:28 || Soffocatemi di commenti || ---

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:: venerdì, 18 marzo 2005 ::

Ok, ok, ho fatto una somma assurda di gruppi musicali, per dare una sorta di appellativo a questo blog.
The Hollow è il titolo di una bellissima canzone degli A Perfect Circle:

- Cause it's time to bring the fire down
Bridle all this indiscretion
Long enough to edify
And permanently fill this hollow

Screaming feed me here
Fill me up again
Temporarily pacifying -

...mentre Quello Che Non C'è è, chiaramente, il titolo dell'ultimo cd degli Afterhours. Ho rubato qua è là idee e spunti; perchè la mia mente è, al momento, un contenitore di caramelle che va riempito. E qui nel blog, metterò un pò di me.

In compenso non riesco assolutamente a modificare un cacchio, nè le immagini, nè i colori! Sono diventata una schiappa con l'HTML >_<°

--- || 20:21 || Soffocatemi di commenti || ---

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Who:Martina
Where:Torino - Arezzo
When:23 anni fa
What:Scuola Holden


The current mood of thehollow at www.imood.com








Amai teneramente dei dolcissimi amanti senza che essi sapessero mai nulla. E su questi intessei tele di ragno e fui preda della mia stessa materia. In me l'anima c'era della meretrice della sanguinaria e dell'ipocrita. Molti diedero al mio modo di vivere un nome e fui soltanto una isterica.
[Alda Merini]


Non sono niente.
Non sarò mai niente.
Non posso volere d'essere niente.
A parte questo, ho in me tutti i sogni del mondo.

Essere poeta non è una mia aspirazione, ma soltanto il modo per stare solo.
[Fernando Pessoa]











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Adesso vorrei solo abbandonarmi a quest'amore, farmi cullare da illusioni improbabili, le sole che riesco ancora ad affrontare. Vorrei anche essere scopata selvaggiamente dalla mattina alla sera, e non sognarmi nemmeno di protestare.
Non decidere più niente, essere passiva in tutto: vagare con questo buco nel cuore e nelle viscere, con questo immenso vuoto da riempire, di sicuro incolmabile.
[Alessandra Appiano]



Chi è libero dimentica e va via, congeda con un bacio ogni minuto.
Tu resti in mia balìa e di quanto è accaduto e deceduto.
Trasfondi, trasfigurami, poetizza, trasponiti, esorcizza... Sono il principio, tu fatti la fine: sono un medico senza medicine.
[Patrizia Valduga]

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il sole sale sopra il continente del male sopra il quale sto crescendo, migliorando e dove fingo di non essermene accorto che non sto vivendo sono morto
[Afterhours]


La sola regola eroica: essere soli soli soli. Quando passerai una giornata senza presupporre nè implicare in nessun tuo gesto o pensiero la presenza di altri, potrai chiamarti eroico. O altrimenti essere Cristo - cioè annientarsi. Ma l'hai detto ieri - nessuno rinuncia a ciò che conosce - e tu conosci troppe cose.





Chi si sbaglia è chi non capisce ancora il suo destino. Cioè non capisce qual è la risultante di tutto il suo passato - che qui segna l'avvenire. Ma lo capisca o no, glielo segna lo stesso. Ogni vita è quello che doveva essere.
[Cesare Pavese]








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Alberi d’oro. L’autunno si respira, entra anche nei polmoni. Altro che aria. L’oro è più nutriente. A lei piaceva calpestare tutte le foglie ammonticchiate qua e là nel parco. Adorava il rumore che producevano. Quel leggero fruscio, pareva un fantasma lieve. E poi il cappotto. Il suo soprabito preferito, ereditato dalla nonna. Pesante, marrone scuro. Era tutt’uno con il tronco degli alberi. Quando faceva le giravolte. Provocava vortici di natura. E poi cadeva per terra. Lui la baciava. Era un film. Prezioso come pietre, e dolce. Quasi zucchero filato.




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Ci sarà alla fine una verità Lucia e scopriremo la verità giù nell’acqua e su fino al più altissimo porco non ci credi? Dimmi di si, io brucio dentro questa storia e non ne vedrò la fine, ma scopriremo la verità, perchè se c’e’ solo un po’ di verità c’e’ speranza e chi l’ha fatta brillare ha fatto abbastanza e non importa se poi non si salverà, salvarsi per avere cosa […]

[Benni - Comici Spaventati Guerrieri]



Bisogna sempre essere ubriachi. Tutto qui: è l’unico problema. Per non sentire l’orribile fardello del Tempo che vi spezza la schiena e vi piega a terra, dovete ubriacarvi senza tregua. Ma di che cosa? Di vino, di poesia o di virtù: come vi pare. Ma ubriacatevi. E se talvolta, sui gradini di un palazzo, sull’erba verde di un fosso, nella tetra solitudine della vostra stanza, vi risvegliate perché l’ebbrezza è diminuita o scomparsa, chiedete al vento, alle stelle, agli uccelli, all’orologio, a tutto ciò che fugge, a tutto ciò che geme, a tutto ciò che scorre, a tutto ciò che canta, a tutto ciò che parla, chiedete che ora è; e il vento, le onde, le stelle, gli uccelli, l’orologio, vi risponderanno: “E’ ora di ubriacarsi! Per non essere gli schiavi martirizzati del Tempo, ubriacatevi, ubriacatevi sempre! Di vino, di poesia o di virtù, come vi pare.”

[C.Baudelaire - Lo Spleen di Parigi]




“La mente e’ il proprio luogo, e può in sé fare un cielo dell’inferno, un inferno del cielo. Che cosa importa dove, se rimango me stesso; e che altro dovrei essere allora se non tutto, e inferiore soltanto a lui che il tuono ha reso il più potente? Qui almeno saremo liberi; poiché l’Altissimo non ha edificato questo luogo per poi dovercelo anche invidiare, non ne saremo cacciati:vi regneremo sicuri,e a mio giudizio regnare e’ una degna ambizione, anche sopra l’inferno: meglio regnare all’inferno che servire in cielo. Quindi perché lasciare gli amici fedeli, gli alleati e i partecipi di questa nostra perdita, giacere così attoniti sull’acque immemoriali, e non chiamarli con noi a condividere la loro sorte in questa dimora infelice, o a tentare con noi nuovamente, riprese le armi, ciò che ancora può essere riconquistato in cielo, o ciò che ancora di più può essere perduto nell’inferno?”

[Milton - Paradise Lost]




Mi siederò sotto i dolci lampadari e vi specchierò i miei sogni, e loro mi restituiranno tutto. Ho smesso di andare a scuola per sogni come quelli. L'ho lasciata a coloro i cui sensi davano per scontati i confini. Che si lasciavano coprire gli occhi dai tessuti spenti e molli dei loro padri morenti. I cui cuori non hanno fatto voti che hanno segnato le vene dei miei polsi per una vita intera. Lasciandomi qui a pagare il prezzo che è un fluido veleno rosso che non fa che abbassare le probabilità del mio tentativo di trovare l'amore eterno.

[Jim Carroll - Paura di Sognare]




Non è perfetto, non è completo, ma è ciò che ho fatto della mia vita. Giusto o sbagliato che sia, non segue nessun piano preordinato. Puoi solo sperare che emerga un filo conduttore, e a volte questo filo conduttore non emerge. Eppure, se hai un piano, riesci a ottenere solo il meglio che la tua immaginazione può concepire. E io ho sempre sperato in qualcosa di più.

[Chuck Palhaniuk - Ninna Nanna]



Anche i libri, o i film, è la stessa cosa. Più fasulli di così si muore, e se va a vedere chi ci sta dietro può scommetterci che troverà solo solenni figli di puttana, ma intanto ci vedi dentro cose che con l'andare in giro per la strada te le sogni, e nella vita vera non le troverai mai. La vita vera non parla mai. E' solo un gioco d'abilità, roba che vinci o perdi, te lo fanno fare per distrarti, così non pensi.

[Alessandro Baricco - City]




Le stelle brillavano fredde, quasi in segno di scherno, e gli alberi agitavano i rami nudi sopra la mia testa; ogni tanto nel silenzio si levava, dolce, la voce di un uccello. Tutto era quiete e gioia, tutto all'infuori di me; io, come l'arcidiavolo, portavo in me l'inferno; e poichè nulla amavo, sentivo il desiderio di strappare gli alberi, di spargere all'intorno sterminio e distruzione e di sedermi poi a gioire della rovina.

[Mary Shelley - Frankenstein]




E infine comprendemmo che le ragazze erano proprio donne camuffate, che capivano l'amore e anche la morte, e che il nostro compito consisteva semplicemente nel creare il rumore che sembrava capace di affascinarle.

[Jeffrey Eugenides - Le Vergini Suicide]




La fotografia non dice (per forza) ciò che non è più, ma soltanto e sicuramente ciò che è stato. Questa sottigliezza è determinante. Davanti a una foto, la coscienza non prende necessariamente la via nostalgica del ricordo (quante fotografie sono al di fuori del tempo individuale) ma, per ogni foto esistente al mondo, essa prende la via della certezza: l'essenza della fotografia è di ratificare ciò che essa ritrae.

[Roland Barthes]




Ascoltate! Se accendono le stelle, vuol dire che qualcuno ne ha bisogno? Vuol dire che è indispensabile che ogni sera, al di sopra dei tetti, risplenda almeno una stella.
E allora ormai - sgualcite le coltri dei lampioni - la notte si diede al piacere, oscena e ubriaca, mentre dietro i soli delle vie in qualche luogo zoppicava, non necessaria a nessuno, la flaccida Luna.

[Vladimir Majakovskij]













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